Sulle Ali della Psicologia: Paul Watzlawick.

Oggi parliamo di comunicazione, e voliamo sulle penne della storia del 600 allorquando il filosofo olandese Spinoza decise di creare una similitudine mirata fra etica e geometria attraverso teoremi, postulati, teorie e dimostrazioni; da qui partì poi tre secoli dopo la comunicazione inquadrata e contestualizzata come more geometrico da Paul Watzlawick (1921-2007), studioso che, invece, determinò la sua condotta sul significato del qui ed ora; si era formato all’Accademia di formazione junghiana, dove assimilò la concettualizzazione, lo studio della persona ed il fascino del comportamento umano.

Non condivise però negli anni la concentrazione sul passato remoto e decise di orientarsi sullo studio dell’attualità tramutata e tradotta in presente; certo l’individuo rappresenta il risultato del suo passato, ma, a suo modo di vedere sorgeva l’esigenza di seguire da vicino le trasformazioni ed i cambiamenti delle personalità nello spazio e nel tempo che si fronteggiavano volta per volta.

Un elemento del qui ed ora che talvolta riesce ad accomunare filosofia, teatro vissuto e studiato e psicologia e che, comunque, se ci pensiamo non può essere diviso né frazionato dal passato, perché quello che viviamo mantiene il suo stretto rapporto con ciò che eravamo. Nei numerosi approfondimenti firmati dalla penna dell’austriaco la sua interdisciplinarietà si arricchì grazie all’ estro di traduttore e linguista: diceva sempre che non si può non comunicare e sicuramente dal suo punto di vista l’idioma incarnava un fattore decisivo formale e sostanziale.

Assieme al gruppo di Palo Alto elaborò delle teorie sulla terapia familiare: l’ermeneutica poi fornì variegate interpretazioni ora negative, ora positive, ma senza dubbio il suo obiettivo e quello della banda di studiosi era quello di individuare un equilibrio all’interno del nucleo, cellula primordiale all’interno del quale la persona si forma per venire poi a contatto con la società civile e con lo Stato.

Amava costruire una psicologia aggiornata e aderente al pieno significato della vita soffermandosi su tutta la serie di immensi contatti ed interazioni che si concretizzavano fra il soggetto e la realtà circostante, composta di ambiente, oggetti ma soprattutto persone.

Si interessò molto all’assioma della normalità, ma non asserì brocardi o teorie preimpostate, domandandosi cosa poi fosse e in particolar modo rispetto a cosa.

Si addentrò anche nel territorio della diversità, definendola a tutto tondo, tenendosi lontano da banalità o luoghi comuni, dando spessore e argomentazioni all’elemento dell’accettazione della stessa purché questa non arrecasse danno agli altri e fosse rispettosa della differenza rispetto alla diversità.

Sul versante della comunicazione fu sempre convinto che anche nella chiusura di una comunicazione il pilastro comunicativo continuasse. Nel 1976 scrisse How real is real, un’avventura psicologica per comprendere quanto la realtà fosse il risultato della comunicazione. Il dato reale sostanzia tutto quel che accade laddove la comunicazione formalizza il modo di descriverla.

Anche il suo stesso costruttivismo, ovvero l’attualità e la ricerca di vero che si costituiscono volta per volta si canalizzano su un percorso che ha come parametro di riferimento un’oggettività. L’uomo è l’attore principale del fenomeno reale, costruttore, a seconda delle sue percezioni, emozioni e sentimenti di differenti narrazioni. Nel rapporto fra premesse e conseguenze esiste sempre un unico obiettivo che è quello di vivere l’esistente; dal costruttivismo sorge anche un costruttivismo critico che vuole chiarire che il termine di paragone è rappresentato sempre e comunque da un unico mondo fisico e reale. Lo studioso, da spirito libero, non può essere liquidato in un partito di scuola o nell’altro: certamente tentò sempre di individuare un giusto equilibrio fra l’attore di vita e la realtà circostante per definire qualcosa di comune che era un bagaglio minimo comun denominatore per fare comunità.

La psicologia era per lui una delle mille sfumature consistenti del metodo scientifico, un’analisi del comportamento manifesto. Ogni comunicazione rappresenta un contenuto ed una relazione e la relazione definisce un contenuto.

Quando parliamo di modalità comunicazionale, ovvero il nostro linguaggio ha come oggetto l’interazione comunicativa, stiamo meta – comunicando. La materia dell’interazione analizza sé stessa e lo fa con le ali della psicologia. Un percorso ricco di passione e di interrogativi che producono idee. Consigliamo per approfondire la scuola di Palo Alto e le intuizioni di questo grande studioso la lettura dell’omonimo saggio edito dalla Hachette. Per volare sulle Ali della letteratura psicologica.

 

Immagine: https://www.flickr.com/photos/seniju/13485480375

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