Sulle Ali della Scienza e del Pensiero: Albert Einstein

Albert Einstein (Ulma 1879-1955) fu in grado di cogliere quel filo invisibile che nel corso degli anni, del tempo e del progresso ha inanellato un percorso di dibattito fra scienza e filosofia, individuando i punti di contatto fra realtà del mondo fisico e profondità del sentiero interiore: perché il suddetto non si alimentava dell’arte del pregiudizio e con questa sagacia composta di sapienza, saggezza e capacità di mettersi in discussione era realmente in grado di dare lo stesso peso alle differenti branche del sapere, promuovendo il ragionamento come artefice principale della crescita e l’argomentazione dialettica quale terreno di confronto fra le differenti materie.

Anche per chi non incarna la figura dello specialista a tutto tondo del campo scientifico l’approccio con questo personaggio risulta totalmente attraente grazie anche a quel raggio di luce che proviene dagli individui umili, che proprio dell’umiltà fanno la cifra principale della propria esperienza e della specifica ricerca.

Vide sempre la politica come un discorso che aveva l’obiettivo principale quello di rincorrere, ponderare e centrare la giustizia sociale: il suo era un impatto pragmatico in questo senso e non programmatico.

Dal punto di vista religioso non si pose mai dei limiti, anzi fu sempre animato dalla passione di una scienza in grado di mettersi in discussione e di trovare un modo efficiente di andare oltre sé stessa. Man mano che scopriva nuovi elementi non sentenziava mai elogiando lo scientismo fine a sé stesso ma si interrogava sulla comparazione fra differenti universi, tenendo sempre a mente il suo concetto di spaziotempo o di tempo spazio totali. I grandi uomini di un tempo dimostravano davvero di essere in grado di manovrare con la stessa predisposizione ed abilità le sfide del quadro delle matematiche e delle scienze e le cornici degli stimoli umanistici. Oggi in maniera contraddittoria si esaltano al contempo gli specialisti dei singoli settori che talvolta divengono fanatici del loro piano di applicazione ed i tuttologi, ovvero quelli che danno la vaga impressione di comprendere, senza strumenti, lo scibile umano. Come sottolinea Antonio Socci, in un suo editoriale culturale del 2016 su Libero, lo scienziato Antony Flew affermò che Einstein credette fermamente in una fonte trascendente della razionalità del mondo definita mente superiore, spirito superiore illimitabile, forza misteriosa in grado di muovere le costellazioni. Con la sua logica, l’impegno scandito dall’abnegazione e dal sacrificio di chi ama il sudore sulla fronte, se lo stesso è in grado di intercettare al meglio le combinazioni affascinanti dell’Universo, credette sempre nella perfezione matematica dell’Opera d’arte naturale. Nell’era attuale caratterizzata dallo scontro fra le opposte fazioni, scientista e religiosa, probabilmente il grande talento sarebbe scoppiato a ridere in qualche dibattito televisivo per mettere in evidenza che la scienza incrementa la fede e quest’ultima pungola alla ricerca. Non esiste niente di più oscurantista della volontà di annullamento reciproco fra le due sfere conoscitive.

Sempre Socci ricorda che la Chiesa nel Concilio Vaticano I asserì che con la semplice intelligenza l’uomo fosse in grado di costruire i gradini, graduali e ragionati, attraverso i quali si potesse giungere ed addivenire alla certezza dell’esistenza di Dio. Non per nulla il Corriere della Sera ha deciso di dedicare un testo fra i grand’angolo, antologie e brevi manuali dedicati al pensiero di uno scienziato che è stato filosofo, perché la conoscenza deriva dal pensiero, il quale si nutre di conoscenza. Un circolo virtuoso che ripassando dal via dà i ritmi al percorso affascinante e non freddo e polveroso dell’erudizione culturale. Sempre il Corriere ha dedicato ad Einstein il saggio dedicato alla Relatività ed alle onde gravitazionali.

Il piccolo tomo filosofico raccoglie cenni biografici sempre trasformati e rielaborati nella contestualizzazione del tempo che si trovò a vivere con la spiegazione di alcune formule esplicate con essenziale semplicità divulgativa e con l’intenzione di far crescere la curiosità verso questo personaggio.

Una sua caratteristica fondamentale fu il sorriso: un movimento facciale che sintetizzava sofferenza, passione, anche una buona dose di autoironia che rappresenta la base per crescere e per restare umili. Forse tanti intellettuali ed artisti che ridono solo degli altri e considerano monumentale tutto quello che proviene dalle loro menti dovrebbero talvolta abbeverarsi di queste lezioni ben impaginate.

Rimandiamo a questi testi per avvicinarci ed avvicinarvi a questo grande maestro del pensiero, consigliando, per quanto riguarda il breve saggio filosofico, la lettura almeno due volte; per non perdersi i particolari che fanno grande la vita e per volare questa settimana sulle ali del pensiero e della scienza.

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