414gL2pVCvL._SX322_BO1,204,203,200_

Agota Kristof: “La trilogia della città di K.”

L’anonima città di K., due fratelli, forse uno solo, una nonna crudele, lo sfondo di una guerra che il lettore può solo presumere di conoscere, sono racchiusi all’interno del romano della Kristof e raccontati al lettore attraverso una sapiente e magistrale scrittura discontinua e violenta.


Il Romanzo diviso in tre macro parti: il grande quaderno; la prova e la grande menzogna, è la storia di due gemelli che per sfuggire ai bombardamenti di una ignota guerra, di un ignoto paese, vengono portati via dalla loro madre e consegnati alla loro nonna materna. Il grande quaderno che compone tutta la prima parte del Romanzo si focalizza sulla descrizione della vita dei due giovanissimi ragazzi, continuamente maltrattati e denigrati dalla loro nonna. Abbandonati a loro stessi, inizieranno un’autodidattica formazione per sopportare le violenze del mondo esterno. In lontananza la guerra, beffarda, violenta, perversa e il cinismo di Lucas e Claus, questi i nomi dei due gemelli protagonisti, subirà un effetto elefantiasi man mano che il confronto e il rapporto con il mondo esterno si farà necessario. I personaggi che ruotano nella vita dei fratelli, sono descritti con pochi tratti essenziali e sembrano essere usciti da una pellicola noir: un mondo di violenza sudicia, personaggi con deformità fisiche o mentali come nel caso dell’assurda vicina di casa, soprannominata – labbro leporino – che spinge le sue perversioni fino all’inverosimile. La fredda lucidità con cui la storia è raccontata la rendono a tratti scomoda, insopportabile. Continue reading “Agota Kristof: “La trilogia della città di K.””