Maria Inversi

Intervista a Maria Inversi: lo spettacolo scritto e diretto da lei “Se la terra trema” in scena dall’8 al 18 marzo

Dall’8 al 18 marzo va in scena al “Sala Uno Teatro” lo spettacolo “Se la terra trema”, scritto e diretto da Maria Inversi, “la cui protagonista, causa terremoto, situazione bellica, danno ecologico, diviene cieca. La narrazione si dispiega per dirci la sua fragilità, ma soprattutto il suo coraggio e la forza estrema di far fronte alla nuova situazione trasmettendo al mondo- pubblico, speranza.”

Ho intervistato Maria Inversi in merito allo spettacolo e alla sua visione della contemporaneità.

  • Buonasera Maria. “Se la terra trema” è lo spettacolo da te scritto e diretto. Narra di una donna e del suo coraggio. Da cosa hai tratto spunto per il soggetto dell’opera?

Una riflessione sulla contemporaneità: troppi disastri, troppi danni alla natura di ciò che nasce, alle fragilità, l’indifferenza verso il corpo degli altri che è anima, sentire, sensibilità, sogno … l’ipocrita interesse ad essere aperti e a non stringere mai le braccia, la difficoltà a donare con l’intelligenza del cuore … alle strategie che in area politica sono escludenti delle diversità. In Italia (unico paese della UE) nessun artista riceve un pur modesto sostegno mensile di sopravvivenza concesso sì, ai senza tetto, i diversamente abili, gli anziani inabili ma tradotti in euro 500 al mese come se esso fosse formula di compenso al danno spesso creato dagli uomini e dagli interessi assicurativi … discorso lungo, ma il red – line di tutto ciò è la cecità. Quella voluta dalla mente strategica e dal cuore che non sono a servizio dell’altro (politicamente) o non ci consente di guardarci per ciò che siamo sia nel nostro passato sia nel passo che stiamo per fare e che riguarda il domani. Continue reading “Intervista a Maria Inversi: lo spettacolo scritto e diretto da lei “Se la terra trema” in scena dall’8 al 18 marzo”

27544637_354659175009778_8835474997784683464_n

“Io mi libro” di Alessandro Pagani: una raccolta di frasi umoristiche e non solo

Titolo: Io mi libro

Autore: Alessandro Pagani 

Editore: 96, Rue De La Fontaine

ISBN: 978-88-99783-82-2

Disegno di copertina a cura di Massimiliano Zatini

Foto interne di Lorena Di Gregorio

Stampa digitale – Formato: 14 x 21 – Carta interno: Palatina avorio 85 gr.

Pagine totali: 78 – Carta copertina: patinata opaca 300 grammi

Sinossi

“Io mi libro” è una raccolta di 500 frasi umoristiche catturate durante i nostri piccoli e grandi avvenimenti quotidiani, che mettono alla luce le peculiarità delle nostre consuetudini, in chiave sarcastica.

Ogni nostra azione, atteggiamento o comportamento si può prestare a diverse sfaccettature emblematiche. Nel contesto di quest’opera, l’autore ha cercato di cogliere gli aspetti più imbarazzanti e comici che possono scaturire durante il lavoro, nel tempo libero, e più in generale durante ogni situazione paradossale che ognuno di noi, anche a propria insaputa, può all’improvviso affrontare: momenti generati dal ‘teatro dell’assurdo’ o da presunte coincidenze derivate dall’ambiguità d’una parola, o dal fraintendimento di una frase. Continue reading ““Io mi libro” di Alessandro Pagani: una raccolta di frasi umoristiche e non solo”

news-1644686_960_720

BuoneNews: “Pianeta felice” n°23

Roma: presso Palazzo Barberini è periodo di raffinate rassegne che ci mostrano quanto l’arte non sia fine a sé stessa, ma mezzo di bellezza, riflessione, introspezione e filosofia. Al poliedrico e versatile Arcimboldo enciclopedico è dedicata una mostra curata, firmata e supervisionata da Sylvia Ferino Padgen, studiosa e specialista del periodo rinascimentale e direttrice per molti anni del Kunsthistoriches Museum di Vienna. Nel 2011 già Milano dedicò all’artista un tributo; oggi Roma vuole conciliare con questa iniziativa, capacità di sintesi, completezza, qualità ed analisi piena del rapporto fra biografia, sviluppo esistenziale ed opere. Perché come spesso ci accorgiamo nelle vite dei grandi artisti, la vita influenza le composizioni, i capolavori, l’estro, e questi a loro volta imprimono il loro marchio sul processo esistenziale. Arcimboldo (1526- 1593 Milano) era figlio d’arte, perché suo padre era entrato in contatto con l’ultima generazione dei leonardeschi milanesi. Sembra che la curiosità trasposta su tela per le teste bizzarre sia Continue reading “BuoneNews: “Pianeta felice” n°23”