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Harry e Meghan, “i will”: un Royal Wedding femminista!

Harry e Meghan hanno detto sì! Una cerimonia americanizzata, emozionante e femminista, durante la quale i due sposi si sono tenuti la mano tutto il tempo, scambiandosi continuamente sguardi complici.

Il Royal Wedding non è stato semplicemente un matrimonio, ma una “festa del popolo”, un evento rivoluzionario all’interno della famiglia reale britannica, rompendo definitivamente la tradizione secolare della Monarchia. Un processo di modernizzazione Continue reading “Harry e Meghan, “i will”: un Royal Wedding femminista!”

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BuoneNews: “Pianeta Felice” n°43

Venezia: c’è un luogo incontaminato che mette in connessione due splendide città d’arte Roma e Venezia attraverso un Canaletto, il Canal fra Laguna e Tevere come evidenzia intelligentemente ed acutamente Marco Carminati sull’inserto domenicale de “Il Sole 24 Ore; scenografo teatrale si appassionò alle rovine divenendo un vedutista. Per celebrare il 250 anniversario dalla scomparsa del pittore il museo di Palazzo Braschi ha ideato una mostra intitolata “Canaletto 1697- 1768” dall’intuizione dell’Assessorato alla crescita culturale di Roma capitale, organizzata da Metamorfosi in collaborazione con Zetema. Nelle sue vedute pittoriche e poetiche trionfano la natura e la luce; puntando sul valore matematico della prospettiva, l’artista, per gettare le sue idee sulla tela si avvaleva talvolta della camera ottica. Fino al 19 agosto per volare fra le gondole di Venezia e proiettarsi con la fotografia, la poesia Continue reading “BuoneNews: “Pianeta Felice” n°43”

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[COMUNICATO] ALELAB – LA SARTORIA DI ALE: progetto di formazione e inserimento lavorativo

Moda, lavoro, creatività e formazione. Un luogo fisico, un negozio, un laboratorio di idee, pieno di creatività e di voglia di fare. Tutto questo è “AleLab – La Sartoria di Ale” con sede nel centro storico di Crema, la città Premio Oscar per il film “Chiamami col tuo nome” di Guadagnino. E nel nome di Ale (Alessandra Brusaferri) è nato il progetto di formazione e inserimento lavorativo di donne, ragazzi e ragazze che si trovano in un momento di difficoltà o richiedenti protezione internazionale.

Ideato dall’associazione La Casa di Ale Onlus ha un grande obiettivo: formare e ridare lavoro e speranza a quelle persone che in un momento della loro vita si sono trovate in difficoltà esistenziale o economica o che hanno deciso intraprendere un viaggio alla ricerca di una vita migliore.

Nato come proseguimento naturale del progetto “Cuciamo una storia a lieto fine” finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, AleLab e ideato dalla presidente dell’associazione Paola Freddi e da Viviana Bianchessi è riuscito in questi anni a diventare un vero e proprio laboratorio di formazione, produzione di abiti su misura, restyling di vecchi capi, stireria, riparazioni sartoriali. Continue reading “[COMUNICATO] ALELAB – LA SARTORIA DI ALE: progetto di formazione e inserimento lavorativo”

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La nuova sfida di Barbie: Mattel punta sul coraggio e valori morali

L’azienda che produce la famosa bambola ha inaugurato una serie ispirata a Frida Kahlo, Amelia Earhart e molte altre donne pioniere nei loro campi. Le piccole ne saranno influenzate in positivo?

L’8 marzo di quest’anno ci ha fatto riflettere più di altri sulla condizione della donna nel mondo, su come ancora oggi non sia stata raggiunta in tutti i paesi la parità di diritti tra i due generi.

Con lo scandalo Weinstein e il conseguente movimento “Me Too” si è fatta luce sulle violenze sessuali e le molestie subite dalle donne sul luogo di lavoro, rendendo pubbliche una serie di ingiustizie affrontate da troppe donne. Sembra quindi che sia arrivata Continue reading “La nuova sfida di Barbie: Mattel punta sul coraggio e valori morali”

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Rileggendo Jane Austen, ritratto di una pre-femminista incompresa.

Il nome di Jane Austen fa riecheggiare immagini di verdeggianti campagne inglesi, tazze fumanti di te, attesa trepidante di sontuosi balli in casa e, naturalmente, matrimoni.

Il matrimonio è un tema caro e centrale nella letteratura “austeniana”. Le donne della sua epoca (siamo nella seconda metà del Settecento, inizi Ottocento) dovevano sposarsi, imperativo d’obbligo, rimanere zitelle era l’anticamera dell’esclusione sociale e, molto spesso, della povertà. Eppure, a dispetto delle sue opere, la Austen scientemente scelse di non sposarsi e di vivere del suo lavoro di scrittrice. Una risoluzione per l’epoca realmente anticonformista; e lo fece non perché non avesse spasimanti o, come spesso una certa critica letteraria maschilista sostiene, fosse brutta, anzi.

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