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La Casa Internazionale delle Donne: la “Chiamata alle arti” contro lo sfratto

Una battaglia colta, gentile e buona che si sta combattendo negli ultimi giorni a Roma. Una battaglia per salvare dallo sfratto la Casa Internazionale delle Donne, simbolo del femminismo e delle associazioni. Una battaglia in cui le donne dello spettacolo nostrano stanno portando in scena le loro arti.

Paola Turci, Fiorella Mannoia, Paola Cortellesi, Jasmine Trinca, Anna Foglietta, Sonia Bergamasco, Tosca sono solo alcune delle donne dello spettacolo che hanno risposto “sì” alla “Chiamata alle arti”. L’obiettivo comune è quello di salvare dallo sfratto la Casa Internazionale delle Donne, storico punto di riferimento e di accoglienza, simbolo del femminismo romano. Attraverso lo slogan #lacasasiamotutte, la Casa ha deciso di tirare fuori dalla tasca il jolly vincente, decidendo di puntare sulla cultura e sulle arti per arginare la possibile chiusura della sede, per gridare ancora una volta a gran voce che questo luogo è, e continuerà ad essere, un Continue reading “La Casa Internazionale delle Donne: la “Chiamata alle arti” contro lo sfratto”

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Lacrime: non sono più una questione di genere!

Se si prendono i testi classici come l’“Iliade” e l’“Odissea”, saltano all’occhio le vicende in cui gli uomini piangono, versano lacrime. Gli eroi greci come Ettore, Ulisse, Achille, Patroclo, Priamo e molti altri ancora, non si risparmiarono nel trattenere l’emozione di una guerra vinta o di una battaglia persa, non trattennero la loro disperazione vedendo i loro cari morire.

Ma se gli eroi omerici e virgiliani, studiati da sempre nelle scuole, non si nascondono al pianto liberatorio, perché i genitori hanno insegnato ai figli maschi che piangere non è da uomini? Frasi del tipo “non piangere che sembri una femminuccia” oppure “i maschi non piangono”, sono state per secoli al centro dell’educazione del bambino. Infatti, da sempre “il pianto”, soprattutto in pubblico, è stato stereotipato come una prerogativa esclusiva della donna, in quanto è stato visto come una debolezza momentanea, l’espressione di un sentimento che apparteneva solo al genere femminile. Mentre l’uomo, il genere forte, non doveva lasciar trapelare alcuna emozione.

Ma oggi è ancora così? Il pianto è ancora oggetto di vergogna e pregiudizi?

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