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Consiglio UE migranti, perché l’Europa non è più “Unione” e l’Italia non ha “vinto”

«…per creare intorno al nuovo ordine un larghissimo strato di cittadini interessati al suo mantenimento, e per dare alla vita politica una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale» (Il Manifesto di Ventotène: “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto, 1941).

Il progetto originario, contenuto nel Manifesto di Ventotène, di quella che chiamiamo Unione Europea parla di solidarietà. I Trattati hanno poi reso questo concetto un principio cardine della realtà europea, a lungo vista come un modello politico straordinario. L’unico davvero vincente in un Mondo sempre più competitivo, interconnesso e internazionalizzato. Altiero Spinelli ed Ernesto Continue reading “Consiglio UE migranti, perché l’Europa non è più “Unione” e l’Italia non ha “vinto””

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Patente alle donne in Arabia Saudita: dal 24 giugno il recesso del divieto di guida alle donne

#Iwilldrivemyself, l’hashtag della libertà batte il divieto di matrice religiosa.

Donne al volante, libertà riformante. Questo deve essere assunto a nuovo motto, dopo che anche in Arabia Saudita sta diventando realtà il recesso del divieto di guida alla donne. Arabia Saudita che, secondo Reuters, rimaneva l’unico stato al mondo a vietare la guida alle donne. Questo fino alla dichiarazione lo scorso settembre del re Salman che annunciava la revoca del divieto entro nove mesi. Il permesso di guida alle donne sarà, infatti, ufficialmente concesso il 24 giugno, ma a venti giorni dall’ entrata in vigore, sono Continue reading “Patente alle donne in Arabia Saudita: dal 24 giugno il recesso del divieto di guida alle donne”

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“La rilegatrice di storie perdute” di Cristina Caboni: l’amore per i libri e per la libertà come sentimento universale

Titolo: La rilegatrice di storie perdute

Autrice: Cristina Caboni

Sinossi

Ecco, il libro è quasi pronto.
«Avete terminato?»
Annuisce, gli occhi sul libro. «Sì, maestro.»
Qualcosa di dolce si spande dentro di lei. «Adesso sono una rilegatrice?»
«La migliore.»
Ma sa che quel mondo le è interdetto. Perché lei è solo una donna.
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Martin Luther King e la disobbedienza pacifica: 50 anni dopo Memphis

A cinquant’anni dalla morte di Martin Luther King, gli Stati Uniti hanno ricordato il reverendo pacifista con una manifestazione di commemorazione che ha attraversato l’intero Paese.

La sua eredità e il suo impegno civile sono ancora vivi nella comunità statunitense e nei vari movimenti pacifici, dal movimento “Black Lives Matter”, contro le violenze della polizia, alla “March for Our Lives”, manifestazione contro le armi libere. A questa manifestazione, intervenne anche la nipote di King, Yolanda Renee di 9 anni, riprendendo la celebre frase nel nonno “I have a dream”.

Erano le 18.01 del 4 aprile 1968 quando Martin Luther King, sul balcone della stanza 306 del Motel a Mulberry Street, dove alloggiava a Memphis, fu colpito alla testa da un colpo di fucile di precisione. La corsa al St. Joseph’s Hospital, fu vana. I medici constatarono un irreparabile danno cerebrale e la sua morte venne annunciata alle 19.05 del medesimo giorno. Nonostante le richieste del Presidente degli Stati Uniti Johnson al popolo di non cedere all’impulso della violenza, i giorni dopo la scomparsa del reverendo si registrarono in oltre 120 città atti violenti. L’8 giugno, venne arrestato James Earl Ray con l’accusa di aver ucciso King. All’inizio confessò di essere lui l’assassino, ma dopo tre giorni ritrattò la sua versione professandosi innocente. Il 10 marzo 1969 venne condannato a 99 anni di reclusione. Ad essere indagato e condannato al pagamento della somma di 100 mila dollari alla famiglia di King, fu Loyd Jowers, proprietario del ristorante Jim Grill situato a Mulberry Street, dove avvenne l’omicidio, accusato di aver Continue reading “Martin Luther King e la disobbedienza pacifica: 50 anni dopo Memphis”

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Agli albori della dissidenza attraverso Internet, la libertà e il potere: il caso di Frank Lu Siqing

“Se non parlo, allora nessuno dirà nulla, continuerò, non mi fermerò”. (Frank Lu Siqing)

Dissidenza: come fare impazzire un governo duro come quello che ha bagnato di sangue piazza Tienanmen?

Un solo uomo, uno dei pochi, se non l’unico, almeno nel 1999, componente del Centro d’informazione sui diritti civili, un tale Frank Lu Siqing, ci è riuscito, armato soltanto di un telefono e di un computer. Continue reading “Agli albori della dissidenza attraverso Internet, la libertà e il potere: il caso di Frank Lu Siqing”

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Mondo digital: opportunità o distruzione?

In un mondo sempre più digitalizzato c’è da chiedersi se l’infinita rivoluzione tecnologica sia davvero così conveniente come si crede.

Poco tempo fa l’esperto di cybersicurezza Bruce Schneier ha dichiarato che “nel 21esimo secolo per essere pienamente funzionanti le persone devono possedere carte di credito, portare cellulari, avere indirizzi e-mail e account di social media”.

Come dargli torto?

Tuttavia, l’essere costantemente connessi comporta che siamo sottoposti a una forma di sorveglianza di massa che mette a rischio Continue reading “Mondo digital: opportunità o distruzione?”