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La Repubblica Italiana, figlia delle “ragazze del ’46”

Le donne del ’46 quel 2 e 3 giugno sentivano tutto il peso della storia. Di quella stessa storia che le aveva escluse per secoli nelle decisioni fondamentali. Era l’inizio della parità fra uomini e donne nelle scelte politiche, era l’inizio del suffragio universale. Bisognava scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere i rappresentanti dell’Assemblea Costituente, e a quella chiamata le ragazze risposero in massa, dove l’affluenza superò l’89 per cento.

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Skppiati - 1200-1600

“SKOPPIATI” il cortometraggio firmato Gianluca Tocci racconta l’amore e la sua complessità

T/studio e VD Motion Factory

presentano

SKOPPIATI

Cortometraggio

Genere: Commedia

Durata: 22 min.

Sceneggiatura: Gianluca Tocci

Scenografia: Stefania Savioli

Fotografia: Samiri Jacovone

Camera: Gaetano Pasella

Main cast

Goffredo Maria Bruno

Cristiana Vaccaro

Francesco Primavera

Con

Marco Funaro

Luisa Graneri

Giuliana Vigogna

Flavio Francucci

Fulvio Calderoni

Marco Maria

Antonio Orlando

Elisabetta Mirra

Note del regista Gianluca Tocci. Quando mi hanno chiesto che cosa volevo raccontare con questo cortometraggio la risposta è arrivata subito, spontanea, naturale: raccontare il lato bello degli uomini!

In questo mondo sempre più propenso a relazioni virtuali ho voluto parlare di chi cerca ancora un confronto reale, diretto, faccia a faccia con sentimenti veri, puri.

Alberto, il protagonista, è un uomo che si dimena tra coppie che hanno già fatto i conti con la loro storia e forse è proprio questo che lo porta a voler essere diverso. Diverso anche dal suo amico e collega Giulio, che invece ha trovato il modo più semplice per circondarsi di attenzioni, effimere e della durata di una notte. Continue reading ““SKOPPIATI” il cortometraggio firmato Gianluca Tocci racconta l’amore e la sua complessità”

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Extraterrestre. L’uomo del futuro: a joke or not!

Dove sei ti vorrei veder, del tuo mondo vorrei saper

e del principe azzurro che ne è…

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“Terra”, al Teatro Di Documenti fino al 19 dicembre: di chi è composto l’inferno in terra?

TEATRO DI DOCUMENTI

dal 9 al 19 dicembre

“TERRA”, testo e regia di Anna Ceravolo.

Scene e costumi di Carla Ceravolo.

Luci di Paolo Orlandelli.

Video di Renato Ferrero.

Con Gerardo De Blasio, Gaetano Lizzio, Cristina Maccà, Federica Raja, Giuseppe Rispoli, Giuseppe Vancheri. Prod. Teatro di Documenti.

Come in uno Spoon River dell’era post-atomica, nel labirintico Teatro di Documenti si snoda un variegato campionario umano: il Politico, l’Intossicato, l’Anoressica, il Don Giovanni… che, con un linguaggio sferzato da crudezza, poesia, squarci grotteschi e vena comica, racconta, a modo suo, il suo personalissimo “mestiere di vivere”. Lo spazio scenico è interrotto ma insieme unificato da scale; scale che si scendono o si salgono, a cui si resta appesi od avvinghiati in un presente in bilico e in un luogo in sospeso.

Il pubblico, come in un pellegrinaggio al seguito di una guida “dantesca” che abita da sempre il bizzarro mondo che gli spettatori attraversano e che diventa sempre più familiare, incontra nel suo andare i personaggi-limite che tra ironia, disperazione, sarcasmo e angoscia incidono, profonda, una domanda: «che l’Inferno sia la Terra?». Continue reading ““Terra”, al Teatro Di Documenti fino al 19 dicembre: di chi è composto l’inferno in terra?”

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Lacrime: non sono più una questione di genere!

Se si prendono i testi classici come l’“Iliade” e l’“Odissea”, saltano all’occhio le vicende in cui gli uomini piangono, versano lacrime. Gli eroi greci come Ettore, Ulisse, Achille, Patroclo, Priamo e molti altri ancora, non si risparmiarono nel trattenere l’emozione di una guerra vinta o di una battaglia persa, non trattennero la loro disperazione vedendo i loro cari morire.

Ma se gli eroi omerici e virgiliani, studiati da sempre nelle scuole, non si nascondono al pianto liberatorio, perché i genitori hanno insegnato ai figli maschi che piangere non è da uomini? Frasi del tipo “non piangere che sembri una femminuccia” oppure “i maschi non piangono”, sono state per secoli al centro dell’educazione del bambino. Infatti, da sempre “il pianto”, soprattutto in pubblico, è stato stereotipato come una prerogativa esclusiva della donna, in quanto è stato visto come una debolezza momentanea, l’espressione di un sentimento che apparteneva solo al genere femminile. Mentre l’uomo, il genere forte, non doveva lasciar trapelare alcuna emozione.

Ma oggi è ancora così? Il pianto è ancora oggetto di vergogna e pregiudizi?

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Sconfiggere la realtà distopica tramite un ripensamento utopico. Riflessioni random.

Aprendo un qualsiasi quotidiano o forse anche peggio, sintonizzandosi su un qualsivoglia telegiornale, il mondo sembra palesarsi come un posto davvero distorto, tra violenze di diversa natura, in particolare a danno delle donne, terribili stupri, infanticidi, violenze domestiche, persone costrette ad emigrare da fame e povertà, un uomo come Trump al potere… direi che dopo questa premessa, soprattutto dopo aver ricordato che Donald è realmente a capo degli Stati Uniti d’America, i poveri malcapitati lettori abbiano a ragione dismesso la lettura. Ma posso confortarvi già da ora, l’articolo vorrei terminasse con un flebile grido di speranza.

Dicevamo, sembrerebbe, stando alle cronache quotidiane, essersi realizzato quel presagio apocalittico preconizzato da un certo filone letterario che ha visto tra i protagonisti assoluti personalità come Orwell, Ray Bradbury e, forse il meno conosciuto Aldous Huxley, la cui opera maggiore, “Il Mondo Nuovo”, non ha riscosso lo stesso plauso di altri romanzi del genere, come ad esempio 1984 o Fahrenheit 451. Eppure da questo romanzo un po’ dimenticato vorrei partire.

Huxley, con la sua opera, inaugurava il filone della letteratura cosiddetta “distopica”. Per distopia, termine coniato già dal filosofo John Stuart Mill, si intende la rappresentazione di una realtà immaginaria in cui, al contrario dell’utopia, tutto va male.
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