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[COMUNICATO] CRISTIANO DE ANDRÉ porta in tour il concept album di Faber completamente riarrangiato “Storia di un impiegato”, una vera e propria opera rock, al via il 5 luglio da ROCK IN ROMA

DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ

OPERA ROCK

“STORIA DI UN IMPIEGATO”

CRISTIANO DE ANDRÉ porta in tour

il concept album di Faber completamente riarrangiato

“Storia di un impiegato”

che torna a smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968

Al via il 5 luglio da ROCK IN ROMA!

Questa estate CRISTIANO DE ANDRÉ porterà in tutta Italia l’imperdibile tour “STORIA DI UN IMPIEGATO”, ispirato al celebre concept album di Faber, che torna così a smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968. Il tour prenderà il via il 5 luglio dal palco di Rock in Roma, location ideale per far ascoltare per la prima volta lo storico disco completamente riarrangiato che dà vita ad una vera e propria opera rock.

Di seguito le prime date del tour “CRISTIANO DE ANDRÉ – STORIA DI UN IMPIEGATO”: Continue reading “[COMUNICATO] CRISTIANO DE ANDRÉ porta in tour il concept album di Faber completamente riarrangiato “Storia di un impiegato”, una vera e propria opera rock, al via il 5 luglio da ROCK IN ROMA”

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Sconfiggere la realtà distopica tramite un ripensamento utopico. Riflessioni random.

Aprendo un qualsiasi quotidiano o forse anche peggio, sintonizzandosi su un qualsivoglia telegiornale, il mondo sembra palesarsi come un posto davvero distorto, tra violenze di diversa natura, in particolare a danno delle donne, terribili stupri, infanticidi, violenze domestiche, persone costrette ad emigrare da fame e povertà, un uomo come Trump al potere… direi che dopo questa premessa, soprattutto dopo aver ricordato che Donald è realmente a capo degli Stati Uniti d’America, i poveri malcapitati lettori abbiano a ragione dismesso la lettura. Ma posso confortarvi già da ora, l’articolo vorrei terminasse con un flebile grido di speranza.

Dicevamo, sembrerebbe, stando alle cronache quotidiane, essersi realizzato quel presagio apocalittico preconizzato da un certo filone letterario che ha visto tra i protagonisti assoluti personalità come Orwell, Ray Bradbury e, forse il meno conosciuto Aldous Huxley, la cui opera maggiore, “Il Mondo Nuovo”, non ha riscosso lo stesso plauso di altri romanzi del genere, come ad esempio 1984 o Fahrenheit 451. Eppure da questo romanzo un po’ dimenticato vorrei partire.

Huxley, con la sua opera, inaugurava il filone della letteratura cosiddetta “distopica”. Per distopia, termine coniato già dal filosofo John Stuart Mill, si intende la rappresentazione di una realtà immaginaria in cui, al contrario dell’utopia, tutto va male.
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Salvare l’Europa, Salvare il pianeta! Utopia di Gaël Giraud? No, dovremo fare una rivoluzione a 360°…

… Intervista immaginata con Gaël Giraud.

Si, il gesuita Gaël Giraud, capo economista dell’Agence Française de Développement, direttore del CNRS (Centra national de la recherche scientifique). È l’autore di un testo rivoluzionario. Il suo libro, “Transizione ecologica”, è stato presentato nel maggio 2016 in Italia.

Può sembrare un ossimoro… Gaël Giraud, ora gesuita, era un banchiere.

Il suo Transizione Ecologica fa il paio con il testo di un altro autore, Stefano Liberti, “I signori del cibo”, assai interessante. Appartengono entrambi gli autori-pensatori alla corrente di un pensiero utopico (speranza non irrealizzabile!) permeato da dati concretissimi che offrono una visione del mondo opposta a quella imperante.

Un processo lento, ostico, difficile, un percorso di resistenze da rompere. È vero che the money muove il mondo, ma è anche vero che le rivoluzioni nascono dalle idee e ne basta una a condurci verso un mondo migliore di questa tana che ci siamo scavati sotto e tutt’intorno.

Chi vive di rendita opporrà veti, chi pensa di avere tenta di fermare la corsa, e la cosa assurda è che saranno quelli più istruiti, quelli che hanno da perdere a non voler cambiare, ma premono i giovani senza futuro, premono le donne per cui il femminismo si è fermato al divorzio, premono i poveri e i più poveri dei poveri. E la quantità avrà la meglio sulle minoranze abbienti e non illuminate. Continue reading “Salvare l’Europa, Salvare il pianeta! Utopia di Gaël Giraud? No, dovremo fare una rivoluzione a 360°…”