Torino: alla scoperta dei nuovi itinerari tra design, arte e cultura

Torino

Torino

Torino appare spesso per il turista poco avvezzo una cornice ideale, conosciuta ed esplorata, eppure basta allontanarsi dai sentieri sempre battuti, dalla storia più famosa, per scoprire le sue molteplici anime, la sua capacità di resilienza, la sua pelle scoperta così vera e reale.

È una città elegante Torino, discreta, silente ma oltrepassando la sua parvenza di alterigia si intravede, anzi si ‘vede’, il cuore: palpitante, sognante, sorprendentemente umano.

Ho avuto il piacere di partecipare al Press Tour “Alla scoperta di Torino Città Creativa UNESCO per il Design”. Ho scoperto meravigliosi esempi di tenacia, evoluzione, prospettiva.  

Torino è come una cartolina, di quelle perfette che è necessario osservare più approfonditamente per scorgere le sfumature, i tratti distintivi, le eccezioni.

Nel 2014 la città è stata designata Città Creativa UNESCO per il Design, riconoscimento che ha consacrato il ruolo del capoluogo subalpino come polo di eccellenza dell’innovazione e del design, a partire dall’industria automobilistica, ma anche di sostenibilità ambientale e innovazione sociale, sede di una ricchissima rete di realtà produttive, istituzioni di alta formazione e ricerca e professionisti impegnati sul fronte delle nuove tecnologie.

Al fine di valorizzare e promuovere tale patrimonio anche dal punto di vista turistico, la Città di Torino, Torino Urban Lab, il Circolo del Design, le Associazioni Federagit Confesercenti e G.I.A. Torino e Turismo Torino e Provincia hanno ideato sei percorsi guidati, a piedi, che raccontano il design come chiave di lettura della città con un linguaggio che si intreccia con l’architettura, l’arte, l’artigianato, l’innovazione e la rigenerazione urbana.

Scopriamo insieme alcuni dei sei itinerari.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Different Magazine (@different__magazine)

  • Il percorso “Barriera di Milano Circolare”, conduce gli ospiti alla scoperta della storia industriale del quartiere operaio per eccellenza, tra art nouveau, recupero di fabbriche e studi di design.

Magazzini Docks Dora

Ubicati in un luogo strategico per la zona industriale nord e per tutta la città, il complesso di magazzini sorse come infrastruttura per il deposito delle merci che entravano in città, prevalentemente alimentari e soggette a dazio.

Il complesso è stato edificato a partire dal 1912 dalla ditta Porcheddu su progetto dell’ingegner Ernesto Fantini, con materiali e tecniche costruttive innovativi. Nel tempo sono diventati, anche, luogo di torrefazione e produzione del vermouth, per poi essere dismessi a partire dagli anni ’60 e trasformati in altro.

Oggi ospitano circa 80 realtà tra attività commerciali, studi di registrazioni, caffetteria, negozi di design, abitazioni.

Abbiamo avuto il piacere di visitare l’interno di una redazione giornalistica web, a seguire le foto.

Plastiz

Plastiz nasce a Torino nel 2021 dalla passione di un gruppo di persone per il design e dalla determinazione di voler contribuire a trovare una soluzione all’invasione dai rifiuti plastici.

L’azienda trasforma i rifiuti di plastica in un nuovo materiale 100% riciclato e riciclabile, destinato a progetti di design e architettura. La missione è rispondere all’emergenza ambientale causata dall’invasione dei rifiuti di plastica fornendo al contempo una valida alternativa all’uso della plastica vergine. Con più di 30 texture e finiture opache o traslucide, i pannelli Plastiz sono disponibili in grandi dimensioni e vari spessori per adattarsi a diversi contesti e applicazioni – https://www.plastiz.it/

Izmade

Izmade opera nel campo del design autoprodotto, specializzata in interior design, e nella creazione di arredi. É il punto di incontro tra uno studio professionale e un laboratorio artigianale – https://www.izmade.com/

Consell

Autoselleria nata nel 1953 a Torino. La storia imprenditoriale della famiglia Turello inizia in un negozio di Corso Francia, nel lontano 1920, dove il nonno Giuseppe produceva materassi e in modo particolare interni di carrozze trainate da cavalli. Nei decenni successivi, alla guida del figlio Sergio, l’azienda inizia la collaborazione con le grandi realtà industriali che hanno fatto grande il design automobilistico italiano nel mondo, Pininfarina, Vignale, Bertone e Fiat ricambi. È in questo periodo, nel 1953, che nasce la Consell che con il passare del tempo cresce in qualità ed esperienza e che nel 1992 sotto la nuova guida del genero Torassa Massimo, creativo e designer, conduce l’azienda al riconoscimento di Eccellenza Artigiana, assegnato nel 1999.

Consell presenta nel 2013 un progetto unico nel suo genere: in collaborazione con un designer torinese sviluppa un progetto per la realizzazione di borse utilizzando i tessuti di scarto delle autovetture e vecchie cinture di sicurezze. Nel 2017 amplia la gamma della produzione di borse Rebelt con nuovi modelli e nuove idee continuando nello stesso tempo ad essere una delle storiche sellerie di riferimento di Torino – https://www.conselltorino.it/

  • Il secondo itinerario “Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora”. Un tour nel cuore della Torino postindustriale, alla scoperta dell’ex area delle ferriere Fiat, oggi trasformata in uno dei parchi urbani più innovativi della città.

Parco Dora

Il Parco Dora è un parco post-industriale di circa 35 ettari, ricavato sui siti dismessi dei grandi stabilimenti produttivi della Fiat e della Michelin, attivi fino agli anni ’90 in prossimità del fiume Dora Riparia e della vicina ferrovia.

Il parco sorge su un’ex area industriale storica della città di Torino, conosciuta oggi come Spina Tre, in cui s’insediarono dalla fine dell’Ottocento fabbriche legate al settore automobilistico attive per quasi un secolo. Oggi rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città ed è costituito da grandi comparti che prendono il nome dalle stesse fabbriche: Vitali, Ingest, Valdocco (corrispondenti ai tre lotti delle Ferriere Fiat), Michelin e Mortara. Ogni comparto integra ambienti naturalistici e preesistenze derivanti dal passato industriale della zona, conservate o rifunzionalizzate. Il prato ospita aree attrezzate per il gioco e per il barbecue, è punteggiato di zone alberate ed è attraversato da percorsi ciclopedonali.

Chiesa del Santo Volto

Il nuovo complesso parrocchiale e sede della Curia Metropolitana, inaugurato nel 2006, è stato progettato da Mario Botta. Al suo posto, fino agli anni Novanta, erano attive le acciaieria delle ferriere Fiat, delle quali rimane solo più la ciminiera-campanile, simbolo del vecchio e del nuovo utilizzo di questo spazio. Realizzato su progetto dell’architetto ticinese Mario Botta (Mendrisio, 1943) nel 2004-2006, l’architettura del nuovo santuario si presenta a pianta centrale con sette torri radiali che fungono da lucernaio – https://www.parrocchiasantovolto.it/

Spina Tre

Officine Grandi Riparazioni

Tra le stazioni Porta Nuova e Porta Susa aprirono a fine Ottocento le Officine Grandi Riparazioni, il più grande stabilimento in città: 190.000 m2 e 2.000 dipendenti. Nascono da due necessità fondamentali: unire le due linee ferroviarie, la stazione di Porta Susa e quella di Porta Nuova, e realizzare un grande centro di riparazione ferroviario.

Le OGR diventano un centro di innovazione tecnica, dando lavoro a più di 2000 operai, inizialmente provenienti dalla campagna e dal Veneto e successivamente dal sud Italia. Questa migrazione modifica profondamente il tessuto urbano della città, con la costruzione di nuove abitazioni fuori dalla cinta e quindi non soggette alle norme urbanistiche.

Nel 1992 con la riparazione dell’automotrice ALn 663 1160, gli impianti vengono dismessi e l’attività centenaria delle Officine termina. Il nuovo piano regolatore di Torino prevede l’abbattimento dello storico edificio ad H. Grazie ad una variante però le OGR vengono salvate e nel 2013 la Società OGR-CRT, costituita da Fondazione CRT, acquista le OGR e avvia il grande progetto di riqualificazione della storica fabbrica in cui si riparavano i treni. Nel 2017, dopo 3 anni, 1000 giorni di cantiere e 100 milioni investiti da Fondazione CRT, le OGR riaprono al pubblico. Il 25 giugno del 2019 con l’inaugurazione delle OGR Tech, il nuovo hub dell’innovazione a Torino dedicato a ricerca, startup e accelerazione d’impresa, il grande progetto di riqualificazione OGR giunge a completamento.

Oggi ospitano mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza. È presente anche Snodo, una zona di ristorazione che è un invito a scoprire, incontrare e assaporare la convivialità – https://ogrtorino.it/

  • Il terzo itinerario “Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro” si snoda tra design, storia e visioni contemporanee.

Galleria Subalpina

La Galleria Subalpina è stata progettata nel 1873 dall’architetto Pietro Carrera il quale plasmò l’ambiente secondo la tipologia tipicamente ottocentesca dell’area commerciale riservata allo svago borghese. L’ampia sala, articolata in due piani, esalta l’uso di ferro e vetro specialmente nella nervatura della volta, asservendo gli elementi strutturali alle esigenze delle funzioni decorative, come mostra soprattutto il secondo livello. In seguito ai danni provocati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la galleria è stata in parte ricostruita, mentre in tempi più recenti l’area centrale è stata interdetta dalla creazione di aiuole.

Libreria Luxemburg

La Libreria Internazionale Luxemburg è tra le librerie più vecchie d’Italia, fondata nel 1872 dal librario Beuf come filiale dell’omonima libreria genovese costruita nel 1810.

Dopo alcuni trasferimenti, oggi è la Galleria Subalpina a ospitare la sua casa. Il progetto architettonico della nuova sede, firmato dallo studio torinese BRH+ fondato e diretto da Barbara Brondi e Marco Rainò,  ha preservato l’anima della libreria con il trasferimento degli elementi d’arredo e strutturali della sede storica nei nuovi ambienti.

“Io devo trasferire l’anima di una libreria” – Gigi Raiola

La Libreria Internazionale Luxemburg vanta la paternità del Salone del Libro di Torino e la nascita del movimento FUORI!, promossa da Angelo Pezzana, nei primi anni Settanta. 

A distanza di 50 anni è possibile osservare e toccare gli stessi scaffali in un dialogo con il contemporaneo, tra libri, ceramiche e marmi.

La libreria ospita anche una piccola caffetteria in cui godere del tempo presente con un buon libro in mano, tra cultura e convivialità – https://librerialuxemburg.wordpress.com/

Circolo dei Lettori

Nato nel 2006, il Circolo dei Lettori è un centro culturale dinamico, curioso e innovativo, che offre un programma fitto di incontri, reading, presentazioni editoriali, gruppi di lettura e numerosi altri appuntamenti focalizzati sull’esperienza letteraria e sull’interpretazione del presente.

Ospitato nell’elegante Palazzo Graneri della Roccia, in pieno centro a Torino, è aperto a tutti, liberamente  e senza alcun obbligo: a chi ama le storie, chi vuole bere un caffè o a chi vuole sostare in un luogo per assaporare il tempo presente. Tutti possono entrare al Circolo dei Lettori e godere dei suoi spazi.

Teatro Regio

Le origini del teatro risalgono all’inizio del XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un nuovo grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano della Piazza Castello.

L’intento venne però perfezionato solo qualche anno più tardi da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare il progetto all’architetto Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un teatro di grande prestigio. Il «Regio Teatro» di Torino, edificato nel tempo record di due anni, venne inaugurato il 26 dicembre del 1740.

Nel 1936 un incendio distrugge il Teatro Regio. Il concorso per la sua ricostruzione, bandito nello stesso anno, è vinto dagli architetti Aldo Morbelli (1903-1963) e Robaldo Morozzo della Rocca (1904-1993). Nel 1955 Morbelli e Morozzo della Rocca presentano un progetto che orienta la sala principale del teatro parallelamente a via Verdi, in un edificio previsto in aderenza al fronte su piazza Castello. Con la scomparsa di Morbelli e ulteriori variazioni nel programma finanziario dell’opera (che impone una sensibile riduzione del numero di posti), nel 1965 l’amministrazione incarica l’architetto Carlo Mollino (1905-1973) e l’ingegner Marcello Zavelani Rossi di un nuovo progetto, che i due progettisti elaborano con la collaborazione di Carlo Graffi e Adolfo Zavelani Rossi.

I lavori iniziano due anni più tardi e si protraggono fino al 1973. All’interno, il foyer è un vero e proprio sistema aereo di scale e passerelle. Mollino progetta anche una sala per concerti al di sotto del portico, il Piccolo Regio, che viene tuttavia trasformata negli anni successivi. La copertura a guscio è opera dell’ingegnere Felice Bertone. Nel 1994 il teatro subisce una serie di interventi che interessano la sala principale e la piazzetta antistante l’ingresso.  

Nel 1998 diventa Fondazione – https://www.teatroregio.torino.it/

Flashback Habitat

Il progetto Flashback nasce nel 2013 con l’obiettivo di integrare arte e cultura nella vita quotidiana di ciascuno, riportando alla luce ciò che spesso viene trascurato: opere d’arte dimenticate, luoghi periferici e abbandonati, persone fragili e ai margini della società.

Il luogo nasce nel 1890 come residenza privata. Nel 1929 viene venduto alla Sanatrix come clinica di eccellenza per la popolazione torinese. Dal 1953 al 1983 diventa brefotrofio, per poi passare in mano alla provincia fino al 2013 come spazio di assistenza sociale e uffici.

Nel 2022 è Alessandro Bulgini, artista e ideatore della fiera Flashback Art Fair, a riaprire le porte di un luogo intriso di storia e anima.  

Nasce Flashback Habitat: un centro d’arte indipendente, una casa delle culture condivisa, un luogo di ricerca e sperimentazione artistica, un habitat dove arte e vita sono strette in un binomio indissolubile.

Alessandro Bulgini racconta di come la storia del luogo stesso diviene arte e comunità. Sono gli abitanti di quello che fu un brefotrofio a tornare per riscoprire ricordi e origini ed è sempre Alessandro ad accoglierli al cancello, ad aprirgli le porte del luogo.

La loro storia è diventata parte attiva di Flashback Habitat: una mostra permanente ‘Una vita migliore. Frammenti di storie dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia della Provincia di Torino’ la racconta e dà la preziosa possibilità ai visitatori di scorgere in punta di piedi una storia di infanzia e di riscatto.  

La mostra si sviluppa in otto stanze al piano terzo del Padiglione B. Ogni stanza vuole essere un micromondo dove immergersi ed entrare nelle storie raccontate. Narrazioni personali e universali allo stesso tempo, opere collettive che parlano di vita. Ogni stanza si compone di ritratti audio-video dei “nativi” che rispondono alla domanda “Mi racconti?” e lo fanno di profilo: posizione che suggerisce un rivolgersi fuori, altrove o forse verso un altro io. I ritratti parlanti vengono accompagnati da componenti risalenti ad una mostra fotografica sul luogo allestita alla chiusura del brefotrofio. Infine, ogni stanza si arricchisce di una mappa-racconto con stratificazioni di significati grazie a fotografie e documenti di archivi pubblici e privati.

Per scoprire tutte le mostre presenti: https://www.flashback.to.it/le-mostre

È possibile vivere il luogo in convivialità con Il Circolino: non solo un bar/bistrot ma un luogo in cui confrontarsi, riconoscersi e ascoltare buona musica. 

  • Quarto itinerario “Design e memoria: il racconto del Lingotto”: il percorso racconta la metamorfosi di Torino attraverso il design, partendo dalle radici della sua vocazione produttiva fino alle espressioni più innovative della creatività contemporanea.

Lingotto  

Il Lingotto, progettato dall’ingegnere Giacomo Matté Trucco (1869-1934) per la Fiat, divenne presto uno dei principali esempi italiani di modernità architettonica, tanto da essere indicato da Le Corbusier come «uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto».

La progettazione inizia nel 1915. Un anno dopo si avvia la costruzione dell’Officina di Smistamento, nella parte sud dell’area. Seguono le Nuove Officine, il corpo principale sviluppato su cinque piani. Nel 1982 la fabbrica viene dismessa e si decide di riconvertirla, bandendo un concorso internazionale che vede Renzo Piano come vincitore del progetto. Oggi l’edificio ristrutturato è diventato sede di un centro commerciale, numerosi negozi, uffici, bar, ristoranti, di un cinema e della Pinacoteca Agnelli.

Pista 500

Realizzata nel 1919, lunga circa un chilometro e mezzo e progettata per sostenere il collaudo simultaneo di 50 automobili. Per raggiungerla le vetture percorrono la rampa elicoidale settentrionale, costruita nel 1926. A questa si aggiunge successivamente quella meridionale, inserita nell’edificio che collega le Nuove Officine all’Officina di Smistamento. L’organizzazione dello spazio produttivo ricalca quella lineare degli stabilimenti statunitensi, dove la costruzione delle vetture procede dal basso verso l’alto secondo un ciclo specializzato e integrato.

La pista storicamente utilizzata dalla fabbrica FIAT per il collaudo delle automobili sul tetto del Lingotto, oggi arricchita da un giardino pensile, è diventata una spettacolare passeggiata panoramica nell’arte.

Le opere sulla Pista 500 sono realizzate da artiste e artisti internazionali e comprendono sculture, opere luminose o sonore e progetti di cinema espanso – https://www.pinacoteca-agnelli.it/la-pista-500/

Pinacoteca Agnelli

La Pinacoteca Agnelli, inaugurata nel 2002, è un’istituzione museale situata a Torino all’interno del complesso del Lingotto. Nasce per conservare e valorizzare la storica collezione di opere donate alla città dai collezionisti Giovanni e Marella Agnelli. Accoglie 25 capolavori che spaziano dal Settecento alla metà del Novecento – https://www.pinacoteca-agnelli.it/

Museo Carpano

Al primo piano di Eataly Torino, nelle stanze che un tempo costituivano l’archivio documenti e gli spazi dedicati all’estrazione delle erbe, alla combinazione degli ingredienti e alla conservazione degli estratti, si snoda un percorso museale che fa rivivere i momenti salienti della storia e della produzione del Vermouth Carpano. Un percorso che parte dal 1786, quando Benedetto Carpano brevettò nell’antica bottega di Piazza Castello la bevanda favorita del Re, fino all’attuale produzione nelle distillerie dei Fratelli Branca a Milano – https://www.eataly.net/it_it/negozi/torino-lingotto/news/il-museo-carpano

Luoghi in cui vivere Torino attraverso il cibo.

Muro Osteriahttps://www.instagram.com/muro_osteria/

Via Francesco Cigna, 114/E, 10155

Battuta di fassona, robiola di Roccaverano, albicocche, pepe di Timut
Mezze maniche, ragù alla genovese, colatura di provola

Mammà Isola di Capri https://snodotorino.com/mamma-isola-di-capri/

Corso Castelfidardo 22, 10128, Torino

Gamberi rossi, panna cotta con mozzarella di bufala e tartufo nero estivo
Risotto allo zafferano con limone, tonno marinato in acqua di mare e caviale
Zuppa di pesce
“Rosso Torino” con Gran Torino Superiore, liquore al lampone e prosecco
Mousse alla vaniglia, rosa e lampone

Baratti & Milano https://www.barattiemilano.it/  

Piazza Castello, 27

Vitello tonnato piemontese
Agnolotti del plin al sugo d’arrosto

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato su tutti i nostri articoli!