Umanizzazione pittorica di Sally Galotti: i colori come cura dell’anima!

Disegnatrice Sally Galotti, artista di Forlì, con una carriera alle stelle, se avesse voluto seguire solo le sue ambizioni personali: diploma allo Ied di Milano, master all’Accademia Disney, un lavoro a Mediaset e poi alla Walt Disney.

Sally Galotti: umanizzazione pittorica
Sally Galotti: umanizzazione pittorica

 

Poi la vita la porta con Mino Damato  a visitare un orfanotrofio per bambini affetti di Aids, in Romania. E qui gli occhi grandi di quei bambini in attesa della morte la spingono a non dimenticare mai più l’esperienza.

Decide che solo i colori e le forme possono curare l’anima in quegli occhi, a farla volare per attimi fuori dal corpo malato. E abbraccia il progetto di colorare le pareti di quell’orfanotrofio, nel 1997.

Da allora non si è mai fermata: nel 2014, a Forlì, all’U.O. di Pediatria, ha decorato le sale del reparto con ambientazioni ispirate ai personaggi della Disney.

I suoi lavori di “umanizzazione pittorica“, tesi a far dimenticare il più possibile l’ospedalizzazione ai più piccoli, intessono un racconto che cambia  a seconda degli ambienti e delle patologie dei bambini, ma anche dei grandi.

L’ultima operazione di tinteggiatura dell’anima l’ha effettuata alla Clinica Mangiagalli, nella sala d’attesa per i bimbi che sono in compagnia delle proprie madri.

I bambini sono in un ambiente colorato e magari hanno meno ansia su ciò che i controlli cui si sottopongono le mamme decreteranno.

Ad oggi sono un centinaio le strutture ospedaliere in cui i bambini hanno la possibilità di riprendersi la propria infanzia rubandola al dolore, il Mayer di Firenze, l’Ospedale Bufalini di Cesena, il Sant’Orsola e il Bambin Gesù di Roma, il Cona di Ferrara, il Buzzi di Milano. Nel 2009, il Gaslini di Genova.

Partner per alcune strutture è stata la Walt Disney Company Italia, la cui iniziativa è partita nel 2004 per aiutare i piccoli pazienti e i loro familiari a vivere in modo più sereno i difficili momenti – più o meno lunghi – passati all’interno di un ospedale.

Così come la musica mitiga lo stress anche la visione pittorica (Journal of Environmental Psychology) intorno a noi può rendere meno ansiogena una situazione vissuta in ambienti freddi come gli ospedali, sia per gli adulti che per i bambini.

Una ricerca inglese del 2006 ha concluso che il benessere psicologico riduce il dolore fisico, nelle terapie oncologiche.

La diversificazione dei colori e dei soggetti da dipingere sulle pareti nei luoghi del dolore dipende dalla storia dei bambini in un reparto più che in un altro.

Se il bimbo ha una breve degenza, i soggetti devono essere dinamici, ad invogliarlo ad alzarsi dal letto il prima possibile. Qualora si tratti di lunghe degenze, i colori devono essere tenui, rilassanti per evitare che il bambino non si senta frustrato a non potersi muovere.

L’esperienza della designer Sally Galotti si è anche affermata, nel caso della clinica Mangiagalli, a disegnare un ambiente più rassicurante per le donne: nella sala dell’ago aspirato, strumento di diagnosi senologica, è un tuffo nel simbolismo dei fiori, rose e petali a far sentire protetta la donna che vi entra.

Dove c’è espressione artistica, naturalmente c’è anche tecnica.

Nel caso di Sally si tratta di una tecnica innovativa. “Il mio lavoro comincia in studio, fotografando i fiori, come nel caso della clinica Mangiagalli. Le immagini elaborate al computer sono stampate su carte adesive che vengono poi plastificate. Si usano rigorosamente materiali non tossici e inchiostri certificati”.

fonti:
juxiproject.com
sallygalotti.com
presentazione 
foto:

Sally Galotti: umanizzazione pittorica

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