Van Gogh in 3D: un nuovo modo di vedere l’arte

Un evento esclusivo mai realizzato fino ad ora in un centro commerciale.

Dal 30 settembre scorso e fino al 29 ottobre, nella Galleria Commerciale Porta di Roma, è stata installata una mostra d’arte a dir poco inusuale, chiamata Van Gogh Shadow.

Vi chiederete sicuramente di cosa sto parlando ed eccovi subito accontentati.

L’idea di base nasce dal lungo e approfondito studio di Luca Agnani che, incuriosito dalla tecnica pittorica di Van Gogh, decide di usufruire dell’innovativo video mapping su alcuni tra i più famosi capolavori dell’artista.

Il dipinto emblema è “La Camera”, in cui Luca si rende conto di come l’artista, pur volendo esprimere un senso di tranquillità, il risultato finale è tutt’altro: il senso è quello di una profonda angoscia, accentuata da linee nere che contornano gli oggetti presenti nel dipinto e da colori netti privi di ombre.

Il problema scaturirebbe dal fatto che, Van Gogh colto da un subitaneo impeto, non riuscisse poi a rappresentare con oggettività le sensazioni che l’ambiente circostante gli trasmetteva.  Questo impediva lui di raffigurare fedelmente le luci e le ombre; di conseguenza anche la tridimensionalità degli spazi e degli oggetti presenti nei suoi capolavori. Dunque, il progetto Van Gogh Shadow, si è prefissato proprio questo obiettivo: attraverso la tecnologia digitale in 3D si possono ricreare le scene, tenendo conto in modo particolare della luce ambientale e delle ombre reali che oggetti e personaggi producono.

“Per riprodurre le ombre esatte, ho cercato di studiare e capire la posizione del sole in Arles relativa ai differenti momenti del giorno […]. Se i video fossero proiettati sulle tele originali, si sovrapporrebbero perfettamente” – afferma Luca Agnani.

Pertanto, lo scopo è stato quello di creare una mostra d’arte aperta a tutti e offerta gratuitamente, in cui i dipinti del grande genio prendessero vita, una vera e propria animazione artistica.

In particolare, le opere esposte sono dieci:

  • Il ponte di Langlois
  • Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes-Maries-De-La-Mer
  • La casa gialla
  • Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera
  • Sera: l’orologio (dopo Millet)
  • Veduta di Saintes Maries, Arles
  • La stanza di Van Gogh ad Arles
  • Fabbriche a Asnieres visto dal Quai de Clichy
  • I girasoli
  • Autoritratto, 1887

Inoltre, il 16-17-18 ottobre è stato organizzato presso l’Uci Cinemas un importante evento cinematografico: si è voluto trasmettere un film documentario interamente dipinto per raccontare la vita di Van Gogh e le sue opere.

Forse, un poco alla volta l’arte inizierà a uscire dai suoi cliché e potrà essere conosciuta da tutti, soprattutto dai più giovani, mediante la nuova tecnologia e gli innovativi strumenti di comunicazione di massa.

Un primo passo è stato fatto e per mezzo del video mapping sicuramente tantissimi hanno potuto scoprire o riscoprire un genio ed un maestro della pittura immenso.

Benedetta Marchese

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