Viito: “le nostre canzoni tra leggerezza e consapevolezza” – INTERVISTA

Viito

Viito

Dopo aver raccontato l’amore, l’attesa e le paranoie di una generazione con la loro scrittura cruda e sentimentale, i Viito tornano con “Squali (tutti al mare)”. Il brano fotografa l’estate per quello che è diventata: un grande teatro di facciata, dove le canzoni sembrano tutte uguali, i rapporti si consumano in fretta e tutti parlano solo di lavoro.

Il sound è immediato ma mai scontato: un pop alternativo venato di malinconia, dove beat leggeri e synth, che evocano la brezza salmastra di una sera d’agosto, accompagnano una voce ruvida che parla di solitudine mascherata da festa e del vuoto nascosto dietro la goliardia. “Squali (tutti al mare)”, scava sotto la superficie del divertimento, mettendo in discussione la narrazione patinata dell’estate italiana. Anche nei momenti di euforia in cui “facciamo i pazzi sopra il lungomare”, si avverte una sensazione di smarrimento, di stanchezza emotiva, come se il caldo e le luci fossero solo il sipario di un senso più profondo di disconnessione.

Intervista ai Viito a cura di Miriam Bocchino.

  • Dall’11 luglio “Squali (tutti al mare)” il vostro ultimo singolo. Mi raccontate come nasce?

VITO – Nasce dall’incontro tra me, Zingiu e un autore, Andrea Bonomo, che è un nostro amico.

L’abbiamo conosciuto un po’ di tempo fa e siamo partiti così in tranquillità, in scioltezza, in cameretta. Abbiamo registrato l’inizio di questa canzone che poi abbiamo sviluppato successivamente. È nata sulle ali della leggerezza, con la volontà di essere un po’ un anti – tormentone estivo particolare, che non cada nelle dimensioni classiche delle canzoni estive.

  • Il brano è un anti – tormentone che racconta i cliché dell’estate italiana ma in realtà ascoltandolo rimane in testa come qualsiasi tormentone.

VITO – È un dissing alle canzoni estive, quindi è un dissing a se stesso. A noi piace essere leggeri, soprattutto in estate. Abbiamo sempre questa vena pop, ci piace quando una canzone rimane in testa e quindi va bene così. Anti – tormentone o tormentone: l’importante è che siamo contenti a livello artistico e che piaccia a chi l’ascolta.

  • “Squali (tutti al mare)” racconta l’estate italiana, quella di un po’ di facciata, tra canzoni tutte uguali, rapporti che si consumano in fretta. La vostra sembra una critica ma d’altro canto, a volte, lasciarsi cullare dalla leggerezza non è necessario per sopravvivere?

GIUSEPPE – Sicuramente per noi, come diceva Vito, è importante la leggerezza, ma allo stesso tempo è importante anche esprimerci. Nei nostri brani guardiamo il mondo dal nostro punto di vista.

Il mondo che guardiamo è un mondo ovviamente complicato, complesso, soprattutto per la nostra generazione. Le nostre canzoni hanno sempre questo sapore un po’ dolce-amaro, perché c’è la consapevolezza, c’è il punto di vista di quello che ci succede attorno, ma allo stesso tempo c’è la voglia di rivendicare la libertà di essere anche leggeri, di prendere la vita anche per quello che è, cioè un gioco, e quindi penso o spero che in “Squali (tutti al mare)” abbiamo trovato questo equilibrio.

  • Credete che l’artista abbia il dovere di veicolare dei messaggi sociali?

VITO – Non per forza, nel senso che se uno ha bisogno di veicolarli sì, ma l’artista è fluttuante rispetto alle cose che lo attirano, quindi molte volte può attirare dei temi sociali, altre volte magari no. Questo non vuol dire che non sia coinvolto a livello umano nelle questioni che riguardano l’attualità ma non è detto che bisogna per forza unire le cose, dipende dal momento nel quale ci si trova.

GIUSEPPE – Diciamo che arte e dovere non sono due cose che vanno d’accordo.

  • L’annuncio del brano visivamente è stato accompagnato da una cartolina con voi seduti di fronte al Duomo di Milano: ci sarà un videoclip?

VITO – Ci saranno una serie di video nei quali abbiamo fatto sentire il ritornello della canzone. Per quanto riguarda il video di YouTube ci sarà un visual che abbiamo fatto in Puglia, la mia terra, e quasi anche la terra di Giuseppe essendo molisano.

GIUSEPPE – Non è un vero e proprio videoclip, abbiamo scelto di rimanere un po’ più leggeri, anche dal punto di vista visuale, con questo brano e poi magari utilizzare quel linguaggio sulle prossime canzoni del disco.

  • Mi avete già anticipato la domanda: seguirà un disco?

VITO – Sicuramente abbiamo intenzione di far uscire nuova musica. Abbiamo scritto tanto negli ultimi tempi, tante canzoni nuove, abbiamo ritrovato uno spirito istintivo e di verità nel senso più profondo del termine, che è quello che secondo me ha sempre caratterizzato in qualche modo le nostre canzoni. Di conseguenza, vorremmo uscire con più brani possibili nel prossimo periodo, ne abbiamo tanti.

  • Mi raccontate il vostro primo ricordo legato alla musica?

VITO – Il primissimo ricordo è quando da piccolo dovevo comprare le scarpe eleganti per fare un saggio musicale. Poi quello più da ragazzo è quando cantavamo in piazzetta Lucio Dalla e Rino Gaetano con la chitarra fino alle quattro di notte.

GIUSEPPE – Il mio primissimo ricordo è entrare nella stanza di un mio cugino più grande e vedere mille poster di band rock anni Ottanta attaccati sui muri e rimanere sconvolto perché non capivo cosa fossero, però mi attiravano. Sarei voluto diventare anch’io poi quello che vedevo nel poster, cioè questa persona sul palco con la chitarra; è una grande soddisfazione oggi farlo con Vito.

  • So che ci sono già in programma delle date estive.

VITO – Abbiamo fatto Modena qualche giorno fa, siamo stati a Milano ancora prima, e poi andremo a Firenze, a Catanzaro, a Bari. Le date sono in aggiornamento.

  • Un sogno del cassetto?

VITO – Sicuramente fare in modo che la nostra musica arrivi a più persone possibili in modo positivo.

GIUSEPPE – Continuare a fare questo per altri 120 anni.

https://www.instagram.com/viito_italia/

https://www.facebook.com/viitoitalia/

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato su tutti i nostri articoli!