WARCO: “Io tendo spesso a scordarmi le cose”, quando il presente ci porta a dimenticare noi stessi
Warco
C’è una frase che ritorna spesso nelle parole di Warco e che, in fondo, sembra racchiudere il senso del suo percorso artistico: la necessità di non smettere di osservare il mondo, anche quando farlo significa metterne in discussione le contraddizioni. Dietro il progetto di Marco Bilardello, cantautore siciliano dalla scrittura visionaria e cantautorale, convivono due anime solo apparentemente lontane: quella capace di costruire immagini sospese, quasi oniriche, e quella che sceglie di affondare lo sguardo nella realtà, raccontandola con ironia, lucidità e un pizzico di provocazione.
Con “Io tendo spesso a scordarmi le cose”, il singolo pubblicato lo scorso 5 giugno, Warco prosegue un percorso artistico in continua evoluzione. Se nei lavori precedenti, da Ciauro ad Alberi, prevaleva una dimensione più intima e psichedelica, questa volta la scrittura si fa ancora più diretta e corrosiva, trasformando il paradosso e il surreale in strumenti per riflettere su un presente dominato dalla velocità, dall’omologazione e da una memoria sempre più fragile. Attraverso immagini volutamente esasperate, il brano racconta una società che consuma contenuti, emozioni e persino ricordi con la stessa rapidità con cui scorrono le bacheche dei social, fino a smarrire il senso della propria identità.
Ma sarebbe riduttivo leggere questo singolo come una semplice critica al nostro tempo. Nel corso della nostra conversazione, infatti, Warco racconta come dietro la satira si nasconda, soprattutto, il desiderio di comprendere il mondo contemporaneo senza assumere una posizione moralistica. L’ironia diventa così un linguaggio capace di rendere accessibili temi complessi, lasciando sempre spazio al dubbio e all’interpretazione personale, senza pretendere di offrire risposte definitive.
L’intervista diventa anche l’occasione per approfondire il suo modo di scrivere, il rapporto tra musica e immagini, la costruzione di un immaginario che attinge tanto al cinema quanto alla quotidianità e quella continua ricerca di equilibrio tra leggerezza e profondità che caratterizza le sue canzoni. Con Warco abbiamo parlato del bisogno di raccontare il presente senza filtri, dell’influenza dei social sulla nostra percezione della realtà, del valore dell’unicità in un’epoca sempre più orientata all’omologazione e del percorso umano e artistico che lo ha portato a trovare una voce sempre più riconoscibile.
Perché, in fondo, “Io tendo spesso a scordarmi le cose” non parla soltanto della memoria. Parla di tutto ciò che rischiamo di dimenticare mentre rincorriamo il rumore del presente: chi siamo, cosa ci rende davvero diversi e quanto sia importante continuare a esercitare uno sguardo critico sul mondo che ci circonda.
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