“Anastasia – Il Musical”, regia di Federico Bellone, al Teatro Brancaccio: la recensione

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Anastasia – Il Musical

Anastasia – Il Musical

Al Teatro Brancaccio fino al 1° febbraio è in scena “Anastasia – Il Musical”, regia di Federico Bellone, libretto di Terrence McNally, musiche di Stephen Flaherty, testi di Lynn Ahrens.

La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. È il 1916 e da San Pietroburgo ha inizio l’incredibile avventura della principessa Anastasia, la giovane figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia. Sono gli anni della Rivoluzione Russa che infuoca le piazze e gli animi del popolo e che segnerà presto la tragica fine delle atmosfere scintillanti delle feste di palazzo e dell’intera dinastia dei Romanov. Sopravvivono agli assalti l’imperatrice madre e la giovane nipote Anastasia.
Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia né ricordi, pronta ad intraprendere il suo personale viaggio lontano dall’orfanotrofio in cui è cresciuta, sulla strada che la porterà a Parigi, verso il sogno di scoprire la propria identità e soprattutto verso l’amore. Lungo il suo viaggio, Anya incontra Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori alla ricerca di una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di 10.000 rubli; insieme si recano a Parigi per reclamare l’eredità che spetta di diritto alla principessa Anastasia.

Si dice che Anastasia Romanov, figlia dello zar Nicola II, sia sopravvissuta al massacro del 1918, tesi avallata dalla mancanza di un corpo. Per molti anni sono state tante le donne che hanno dichiarato di essere “Anastasia”, tra tutte Anna Anderson che continuò per decenni ad affermarlo. Ma nel 2007, con il ritrovamento dei resti e l’esame del DNA, si arrivò alla conferma ufficiale: la fanciulla era morta insieme al resto della sua famiglia. Eppure…

Eppure ancora oggi, nonostante la verità scientifica, è impossibile non sognare un altro finale, un altro destino.

La storia che viene portata in scena, per la prima volta assoluta in Italia e in lingua italiana, da un cast di interpreti eccezionali, tra tutti Sofia Caselli nel ruolo di Anastasia, è in grado di immergere completamente lo spettatore in quella Russia lontana, costellata di povertà, di sovversione, di capacità di sopravvivenza e di antico sfarzo.

Anastasia, anzi Anya, molti anni dopo la morte della famiglia, vaga alla ricerca di un’identità, di un passato che non ricorda ma che la spinge a cercare un modo per raggiungere Parigi. A Parigi sente che scoprirà il suo passato e in effetti per la città francese è partita molti anni prima la nonna che non si è mai arresa alla morte della nipote.

“Anastasia – Il Musical” racconta l’importanza delle radici, la necessità di conoscere la propria storia per immaginare un futuro. Non solo Anastasia ma lo stesso Dimitri, Vlad e i tanti russi che fuggono dalla propria terra per cercare altrove un posto che non sarà mai casa, auspicano le radici, l’appartenenza. La malinconia attornia tutti i personaggi della storia, una nostalgia languida e persistente della Russia, di un tempo ormai trascorso in cui tutto appariva più felice.

Le canzoni originali eseguite dal vivo, con la supervisione musicale di Giovanni Maria Lori, tra tutte “Un lontano dicembre”, traduzione e adattamento delle parole dei brani a cura di Franco Travaglio, regalano alla messinscena quell’atmosfera sognante dei musical di qualità, rari nel panorama italiano.

“Anastasia – Il musical” ha la prerogativa di poter essere “letto” in modi differenti: in superficie racconta una storia, una leggenda e il suo lieto fine, in profondità parla a tutti noi, a chi ancora si cerca, a chi vive di rimpianto e nostalgia ma, anche, a chi si è trovato e comprende l’importanza della sua identità.

Un plauso va alla scenografia a cura di Clara Abbruzzese e Federico Bellone in grado di restituire lo sforzo e l’eleganza della Russia che fu ma, anche, la povertà del tempo presente e l’ingannevole Parigi con la sua vivacità e alle illusioni ed effetti scenici di Paolo Carta, come non citare l’illusione dei lampadari che crollano dal soffitto.

Un plauso anche ai costumi a cura di Carla Ricotti, alle coreografie firmate da Chiara Vecchi e alle luci di Valerio Tiberi.

 “Il musical Anastasia è un sogno per me. Noi degli anni ’80, cresciuti durante “la rinascita” della Disney, con cartoni animati come La bella e la bestia, La Sirenetta e Aladdin, collochiamo la granduchessa russa tra gli stessi magici e nostalgici ricordi di un tempo che fu, non troppo lontano, in cui la luce del sole al tramonto sembrava più bella, le melodie più sconvolgenti e la qualità molto più alta, almeno per quello che io possa pensare.” Federico Bellone

libretto Terrence McNally
testi Lynn Ahrens
testi italiani Franco Travaglio
regia Federico Bellone
regia associata e coreografie Chiara Vecchi
scenografie Clara Abbruzzese e Federico Bellone
costumi, acconciature, trucco Carla Ricotti
musiche Stephen Flaherty
supervisione musicale Giovanni Maria Lori
consulente vocale Elisa Fagà
disegno fonico Poti Martin
illusioni e effetti speciali Paolo Carta
luci Valerio Tiberi
ispirato dalla Twentieth Century Fox Motion Pictures in accordo con Buena Vista Theatrical
ANASTASIA è presentato in accordo con Concord Theatricals Ltd
produzione Broadway Italia
in collaborazione con Duepunti Eventi

PERSONAGGI E INTERPRETI

Anastasia – Anya SOFIA CASELLI

Dimitri CRISTIAN CATTO

Gleb BRIAN BOCCUNI

Vlad NICO DI CRESCENZO

Lily STEFANIA FRATEPIETRO

Imperatrice Maria CARLA SCHNECK

Ensemble

Davide Dal Seno

Matteo Germinario

Mattia Capuano

Marco Carnevali

Lorenzo Giambattista

Elena Idini

Giulia Mattarucco

Matilde Pellegri

Ilenia De Rosa

Alessandra Regosini

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