ArteFiera a Bologna – un invito a esplorare l’ignoto tra epoche e linguaggi

ArteFiera - Credits: https://www.artefiera.it/media-room/photogallery/810.html

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Si conclude a Bologna la 49° edizione di ArteFiera, con il grande esordio della nuova direzione artistica di Davide Ferri, curatore da oltre cinque anni della sezione Pittura XXI, affiancato da Enea Righi, confermato direttore operativo.

La storica fiera d’arte si rinnova, in primis, con il suo storico logo da cartolina che si trasforma in un sole nascente, con un nuovo gruppo curatoriale, un progetto aggiornato per il padiglione dedicato al “moderno” e con una riorganizzazione delle sezioni tematiche. La 49ª edizione vuole consolidare questa identità, celebrando l’arte italiana in tutta la sua ricchezza e varietà.

Con un titolo evocativo “Cosa sarà?”, introduce una tensione verso il futuro: un interrogativo che invita a esplorare l’ignoto, a lasciarsi sorprendere da nuove epoche e nuovi linguaggi, alimentando quella curiosità che da sempre scandisce la visita dei collezionisti e degli appassionati.

Il vasto ingresso composto dall’area editoria permette di proseguire tra i due padiglioni tradizionali, costantemente illuminati da luce naturale, in uno scenario ideale in cui opere del Novecento, storico padiglione 26, entrano in dialogo con il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni, padiglione 25.

Tra le collaborazioni anche per il 2026 si rinnova la sinergia tra Arte Fiera e Fondazione Furla, dedicata al mondo della performance. A guidare nuovamente il programma di interventi dal vivo è Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione, confermando una collaborazione ormai consolidata. Giunto alla sua quarta edizione, il progetto testimonia l’impegno condiviso nel coltivare e valorizzare la performance, linguaggio presente fin dagli esordi della fiera e divenuto nel tempo uno dei suoi segni distintivi più riconoscibili.

Arte Fiera annuncia, inoltre, con soddisfazione la continuità del sostegno di BPER, già Main Partner dell’edizione 2025. La banca ribadisce così la propria attenzione verso l’arte, la cultura e i processi creativi, riconoscendone il ruolo di motore per la crescita delle comunità e come strumento essenziale di inclusione sociale. Si rafforza, infine, la collaborazione con ANGAMC, l’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, con cui la fiera ha attivato un tavolo permanente di confronto. Un dialogo costante che contribuisce a consolidare e sviluppare ulteriormente il rapporto tra la manifestazione e il sistema delle gallerie italiane.

Ma cosa davvero ci ha colpito in questa edizione 2026?

  1. Lo stand di Montrasio Arte si sviluppa come una lettura stratificata e interpretativa del percorso di Anselmo Bucci, figura cardine e insieme irregolare del panorama artistico del Novecento italiano a cui il Mart di Rovereto dedicherà a breve una retrospettiva di ampio respiro. L’allestimento restituisce la natura molteplice dell’artista — pittore, scrittore, teorico e osservatore acuto del proprio tempo — valorizzandone la capacità di attraversare generi, linguaggi e contesti con una libertà formale che ne fa un caso singolare nel quadro modernista. La selezione proposta mette in evidenza le sue oscillazioni consapevoli fra classicità e sperimentazione, fra rigore analitico e impulsi narrativi, offrendo uno sguardo complessivo sulla sua intelligenza visiva e sulla complessità della sua posizione critica. A questo focus monografico si affianca un dialogo serrato tra Leonardo Cremonini e Leoncillo Leonardi, due protagonisti radicali del secondo dopoguerra, la cui presenza congiunta permette di aprire un discorso sulla tensione tra materia e immagine nella modernità avanzata. Da un lato, Cremonini lavora sulla costruzione dello spazio pittorico come luogo mentale e densamente psicologico; dall’altro, Leoncillo sublima nella ceramica e nella materia modellata una ricerca profondamente espressionista, dove gesto e corpo diventano struttura portante dell’opera. L’accostamento tra i due rivela sorprendenti convergenze nella loro riflessione sulla vulnerabilità della figura e sulla potenza trasformativa del medium.
  2. Il programma di collaborazioni speciali di Arte Fiera con Fondazione Furla, sotto la curatela di Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione è la francese Chalisée Naamani che firma con un’operazione site‑specific 2026: Wardrobe, un’opera inedita concepita per il Padiglione de l’Esprit Nouveau, lo storico rifacimento del progetto di Le Corbusier situato proprio di fronte all’ingresso principale di Piazza della Costituzione. Con Wardrobe Naamani trasforma l’iconico spazio modernista in un grande guardaroba abitato dove la ripetizione diventa gesto performativo. All’interno del padiglione l’artista dà vita a un ciclo rituale di stiratura degli abiti: un’azione minima, domestica, apparentemente priva di attrattiva, che si prolunga per ore, ogni giorno, in tre momenti cadenzati, alle 12, alle 16 e alle 18. Attraverso la monotonia del gesto l’opera interseca performance, scultura e installazione, interrogando il confine tra lavoro invisibile e rappresentazione, tra spazio architettonico e corpo che lo abita. Realizzata in collaborazione con Fondazione Furla e presentata da Arte Fiera, Wardrobe si inserisce nella ricerca coerente di Naamani ed è resa possibile grazie al sostegno di Ciaccia Levi (Parigi–Milano). Un progetto che attiva nuovi significati nel padiglione neoplasico e rinnova, con intensità, la vocazione sperimentale della fiera.
  3. Il progetto espositivo Falling, nell’ex chiesa di San Barbaziano, basato sulla nuova opera‑film dell’artista albanese Driant Zeneli, presentato da Video Sound Art — festival e centro di produzione milanese diretto da Laura Lamonea — in collaborazione con Denise Tamborrino e Patrizia Cirino. Fulcro della mostra è When winds in Monsoon play, the White Peacock will sweep away, realizzata dall’artista nel 2025: un lavoro che prosegue la sua indagine poetica sul rapporto tra mito, trasformazione e geografie immaginate, ampliando ulteriormente la sua riflessione sul confine tra finzione e testimonianza visiva.
  4. Girovagare tra le strade di Bologna, perdersi sotto i portici e trovare proposte artistiche di Art City: questo è sicuramente l’aspetto più affascinante di ArteFiera, ovvero la bellezza del territorio del capoluogo emiliano, tra questi anche luoghi solitamente chiusi o adibiti ad altro si rinnovano diventando il punto di convergenza dell’arte. Spesso difficili da trovare ma è sempre divertente perdersi per l’arte.

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