“La Vedova Scaltra” al Teatro Quirino: la recensione
La Vedova Scalza
In scena al Teatro Quirino fino al 7 dicembre “La Vedova Scaltra” di Carlo Goldoni, regia e adattamento di Giancarlo Marinelli.
La vedova veneziana Rosaura (Caterina Murino), ricca e affascinante, è al centro di una nota vicenda: il suo prossimo matrimonio. Chi sono i pretendenti? Un totale di quattro gentiluomini provenienti da diverse parti d’Europa: l’inglese Milord Runebif (Mino Manni), il seducente parigino Monsieur Le Bleau (Patrizio Cigliano), il passionale spagnolo Don Àlvaro di Castiglia (Giorgio Borghetti) e l’italico innamorato il Conte di Bosco Nero (Lorenzo Volpe).
Ognuno di loro cerca di conquistare la bella vedova con doni significativi. L’opera del celebre autore veneziano non è soltanto un corpus teatrale di indubbio valore artistico e letterario, ma costituisce un fondamentale snodo nella storia del teatro italiano ed europeo. Essa segna, in modo chiaro e incisivo, il punto di transizione e di superamento di una tradizione plurisecolare, quella della Commedia dell’Arte, per approdare a una forma drammaturgica più moderna e psicologicamente approfondita, la cosiddetta commedia di carattere.

Questo aspetto cruciale di evoluzione e rinnovamento all’interno della tradizione teatrale è particolarmente evidente nella figura di Arlecchino. In questa specifica incarnazione, il personaggio, interpretato da un attore di grande rilievo come Enrico Bonavera, allievo diretto del leggendario Ferruccio Soleri (storico interprete del ruolo per decenni), trascende la sua connotazione di semplice maschera stereotipata della Commedia dell’Arte. Non è più solo il servo sciocco e perennemente affamato, mosso da meccanismi farseschi, ma diventa un vero e proprio personaggio, con sfumature psicologiche e momenti di inaspettata umanità.
Il pubblico ride dei continui equivoci mentre Rosaura è sempre più indecisa e chiede conforto a Marionette (Serena Marinelli), sua fedele serva, ora elevata al rango di cugina: un cambiamento che rappresenta la fiducia della sua Signora. Rosaura si fida della donna, ma molto meno dei quattro uomini e per questo decide di metterli alla prova solo quello che non cadrà in tentazione di una donna seducente sarà il prescelto.

In scena fino al 7 dicembre “La Vedova Scaltra”, con la regia di Giancarlo Marinelli, è un capolavoro goldoniano che trascende il tempo per la sua intrinseca modernità e la sua impeccabile architettura comica e storica. Il pubblico, seduto sulle comode poltrone del teatro, si immerge in un mondo lontano onirico, talvolta profetico.
Ingannati dalla bellezza delle scenografie di Fabiana Di Marco e dai costumi d’epoca di Nicolao Atelier Venezia, non si percepisce immediatamente la modernità di Goldoni, le cui “profezie” sono evidenti nel personaggio della donna, indubbiamente attuale. Bella, ricca ma, soprattutto, consapevole dei limiti di una società maschilista. L’emancipazione di questo personaggio permette di andare oltre le divisioni sociali e creare un rapporto di sorellanza con la serva, per passare oltre le finte e lusinghiere apparenze dei corteggiatori, pronti a cadere tra le braccia di un’altra donna.
