Consultorio Mitologico: a Venezia l’opera-oracolo che trasforma le domande in esperienza collettiva
Redazione 7 Maggio 2026
Consultorio Mitologico by_Adela_Parra
In un’epoca in cui ogni domanda sembra avere una risposta immediata, nasce un progetto artistico che ribalta completamente questa logica: non offre certezze, ma restituisce il mistero. Dall’8 maggio al 22 novembre, negli spazi dell’Hotel Monaco & Grand Canal in Piazza San Marco, in occasione della 61ª Biennale di Venezia, arriva per la prima volta in Italia Consultorio Mitologico, l’installazione del duo spagnolo MITO, formato da Enrique Baeza e Quim Bonastra, a cura di Alex Brahim e Giovanna Cicutto.
Promossa da Loffredo Foundation for Arts & Inclusion e Iconic Art System, l’opera si presenta come un dispositivo artistico, sociale e collettivo capace di interrogare il presente attraverso il linguaggio del mito, dell’oracolo e della partecipazione. In un tempo dominato dalla ricerca ossessiva di risposte e orientamenti, Consultorio Mitologico riporta al centro il valore della domanda, dell’incertezza e dell’ascolto di ciò che normalmente rimane invisibile o marginale.

L’installazione prende forma attraverso una semplice cabina telefonica. Lo spettatore entra, formula una domanda sul mondo, sul presente o su sé stesso, e riceve in cambio un biglietto contenente una frase enigmatica: una risposta che può apparire come previsione, intuizione, interpretazione mistica o gioco linguistico. Non una soluzione definitiva, ma un’apertura, uno spazio di riflessione e possibilità.
È proprio in questa tensione tra domanda e interpretazione che si sviluppa il cuore dell’opera. Consultorio Mitologico trasforma un gesto quotidiano in un’esperienza simbolica e condivisa, dove il linguaggio assume la funzione di un moderno oracolo e il pensiero contemporaneo si intreccia con archetipi, miti e immaginari collettivi.
L’opera si costruisce infatti attraverso la partecipazione attiva del pubblico, chiamato non soltanto a osservare, ma a contribuire al processo di interrogazione e restituzione. Un progetto collettivo che si pone dalla parte delle voci marginali e dei sussurri, accogliendo l’idea che il presente non si comprenda solo attraverso ciò che domina la scena, ma anche attraverso ciò che emerge dai suoi margini.

“Ciò che nella cabina appare come un’operazione minima rimanda in realtà a una pratica più ampia e precisa”, spiegano i curatori Alex Brahim e Giovanna Cicutto. “MITO lavora da anni sui miti che si naturalizzano come senso comune e continuano a organizzare immaginari, comportamenti e forme di autorità nella piena contemporaneità. Non si limita a segnalarli: li interviene, li riconfigura e li restituisce allo spazio pubblico sotto nuove condizioni di lettura e utilizzo”.
Nel lavoro di Enrique Baeza questa ricerca prende forma attraverso frasi brevi e dense, sospese tra slogan, formula evocativa e riflessione critica. In Quim Bonastra emerge invece la costruzione dello spazio e della dimensione sociale dell’opera, capace di ridefinire il rapporto tra pubblico, ambiente e linguaggio. Consultorio Mitologico unisce queste due direzioni in una sintesi che trasforma una semplice consultazione in una vera esperienza relazionale.
Ogni risposta prodotta dall’opera nasce infatti da un sistema di selezione che introduce una componente di casualità controllata: nulla è completamente arbitrario, ma nemmeno del tutto determinato. Le frasi mantengono sempre una connessione con la domanda iniziale senza però fissarsi in un significato univoco, riflettendo i meccanismi di funzionamento della contemporaneità e delle sue narrazioni.
MITO, collettivo artistico con base a Barcellona, lavora da anni sull’intreccio tra mito, stereotipo, credenza e cultura contemporanea, sviluppando progetti che attraversano temi sociali, politici, ambientali, religiosi e artistici. Attraverso pratiche di creazione collettiva, dispositivi relazionali e collaborazioni interdisciplinari, il gruppo costruisce nuovi immaginari capaci di interpretare il presente e generare forme alternative di soggettività.
Il collettivo ha presentato il proprio lavoro in numerosi contesti internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, il MACBA, la University of Technology Sydney, il Festival di Architettura MODEL e diverse istituzioni europee dedicate all’arte contemporanea.
Accanto al progetto, anche Iconic Art System conferma la propria vocazione a ridefinire il rapporto tra arte contemporanea, inclusione e impatto sociale. Nato come ecosistema culturale integrato più che come semplice galleria, Iconic lavora in stretta collaborazione con la Loffredo Foundation for Arts & Inclusion per sostenere artisti emergenti e pratiche capaci di generare valore culturale e collettivo attraverso l’arte contemporanea.
