“Frida Opera Musical” al Teatro Brancaccio – la recensione

FRIDA Opera Musical (1)

Durata: 180 minuti

In scena al Teatro Brancaccio fino al 23 novembre “Frida Opera Musical”, scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano, con la regia di Andrea Ortis e la partecipazione di Drusilla Foer.

Il musical è un viaggio nella vita e nelle opera di Frida Kahlo: il suo amore tormentato con Diego Rivera (interpretato da Andrea Ortis), la forza del suo corpo ferito, la resistenza e la voglia di vivere, la lotta per l’identità e la libertà. Ad accompagnare il suo viaggio, la Catrina (interpretata da Drusilla Foer), protagonista assoluta dell’immaginario e della cultura popolare messicana, icona della morte e della vita, della satira e della bellezza eterna; è lei che incarna lo spirito del Messico profondo nel quale convivono, in un unico grande affresco, colori, musica e passione.

È Catrina ad accompagnare Frida nel viaggio della vita: un’esistenza tormentata, sofferente, di dolore fisico e psicologico.

Vediamo la giovane Frida piena di entusiasmo e vitalità che si affaccia alla vita e all’arte e poi la osserviamo, dopo il grave incidente verificatosi all’età di 18 anni, più matura, sofferente ma ancora piena di passione e sogni.

Frida e Diego si innamorano e sul palcoscenico, attraverso la loro relazione, si dispiega l’esistenza della donna e la sua arte. Ogni dramma imprime la sua firma sui dipinti e sul suo abbigliamento ma, probabilmente, il più doloroso e brutale si rivela essere l’infedeltà del marito con la sorella.

“Io voglio vivere” afferma a gran voce Frida a Catrina, quando quest’ultima le prospetta la possibilità della pace, attraverso la morte. Quel desiderio di vita accompagnerà sempre Frida, la porterà a evolversi, a imprimersi, a perdonare.

Sul palcoscenico, attraverso la musica e la danza, viene raccontata un’esistenza da sempre fonte di suggestione e meraviglia, perché Frida ha trasformata il suo destino in qualcos’altro, in creazione.

“Ci sono ferite che non si chiudono, si abitano”.

Frida ha vissuto il suo dolore, lo ha reso eterno nei suoi quadri e contemporaneamente lo ha trasformato in qualcosa che può germogliare e diventare vita, bellezza.

A fare da cornice alla storia il Messico, colorato, allegro, di fermento e passione, in cui la vita e la morte danzano insieme al ritmo dell’arte.

Se non ci fosse la morte, non ci sarebbe nemmeno la passione: queste le parole di Catrina a Frida e nello spettacolo diventano leitmotiv di tutta la narrazione.

Gli interpreti sono magistrali nel loro ruolo ma è la presenza di Drusilla Foer a rendere “Frida Opera Musical” lirico, commovente, suggestivo. È lei, come un narratore onnisciente, a svelare la meraviglia dell’esistenza, nonostante i dolori che sono solo segno visibile che “la vita è stata”.

“Ci sono artisti unici, che risiedono in un “non luogo” diventando parte di un “non tempo”, artisti trasversali, che raggiungono la vita di tutti in modo magico e perfettamente reale. Frida abita il “per sempre” riuscendo a parlare ogni lingua possibile. Una donna profondamente messicana, che ogni popolo del mondo sente un po’ sua sentendosi, a sua volta, un po’ messicano. Ecco perché ho scelto Frida, perché nessuno come lei è riuscito ad attraversare le barriere del dolore diventandone evoluzione, ponendosi al di fuori della realtà oggettiva, trascendendola e superando così il limite imposto dell’immanenza” dichiara il regista Andrea Ortis.

Lo spettacolo è come un quadro dell’esistenza di Frida, non un racconto completo e narrativo, ma un’immagine di ciò che è stato: questo potrebbe essere un suo limite, soprattutto se si arriva a teatro inconsapevoli della storia di Frida Kahlo e quindi bisognosi di comprendere. Come un quadro è estetico, a tratti immaginifico e irreale: può piacere o meno, ma sicuramente “Frida Opera Musical” è una pièce complessa, ben interpretata, frutto di un lavoro magistrale, dalle musiche e liriche di Vincenzo Incenzo, alle coreografie di Marco Bebbu e ai costumi di Erika Carretta. Completano le scene di Gabriele Moreschi, le luci di Valerio Tiberi e Virginio Levrio che cura anche le proiezioni.

Lo spettacolo è prodotto dalla MIC International Company,  in collaborazione con il Museo Frida Kahlo “Casa Azul” e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico e con il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia.

Scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano

FEDERICA BUTERA
nel ruolo di Frida Kahlo

DRUSILLA FOER
nel ruolo de La Catrina

ANDREA ORTIS
nel ruolo di Diego Rivera
 

e con:

ANTONELLO ANGIOLILLO – FLORIANA MONICI – VALERIA BELLEUDI – RICCARDO MACCAFERRI

DEBORA BOCCUNI – ARIANNA TALE’ – FEDERICA DE RIGGI – ANTONIO SORRENTINO

ELISABETTA DUGATTO – GIULIA MAFFEI – REBECCA ERROI – ENRICO CAVA – JACOPO SICCARDI – OMAR BAROLE –

MATTEO AMMOSCATO – CARMINE OLIVAZZI – DAMIANO SPITALERI

RAFFAELE IORIO – LEONARDO MAZZAROTTO – GIOELE MAZZA – SAMUEL PERINOTTO 

Regia ANDREA ORTIS 

Musiche e Liriche Vincenzo Incenzo | Coreografie Marco Bebbu  | Costumi Erika Carretta

Scenografie Gabriele Moreschi  | Progetto Luci Associato Valerio Tiberi e Virginio Levrio

Progetto Video Virginio Levrio  | Suono Enrico Porcelli 

Assistenti alla regia: Emma de Nola e Beatrice D’Arienzo 

Produttore Esecutivo Lara Carissimi

Amministratrice di Compagnia Luisa Iandolo

Assistente di Produzione Federica Zangari

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