Giustizia per Denis Bergamini: vera svolta o ennesima chimera?

Il caso irrisolto del calciatore del Cosenza deceduto il 18 novembre del lontano 1989.

Ventotto anni di menzogne, depistaggi e archiviazioni in uno dei casi più intricati e misteriosi della cronaca nera italiana.

Il tutto ha inizio con la prima surreale sentenza che inspiegabilmente appurò il decesso per suicidio, sostenendo che Denis, allora 27enne, si sarebbe lanciato volontariamente sotto il camion all’epoca guidato da Raffaele Pisano lungo la SS 106.

Sentenza che fa evidentemente a pugni non solo con la realtà dei fatti, vivendo il calciatore uno dei momenti più gratificanti e felici della sua vita sia sul piano professionale che sul piano affettivo, ma anche e soprattutto con il referto autoptico del 1990, insabbiato per anni, in cui vi è una foto chiaramente visibile del volto intatto di Bergamini: impossibile che sia stato trascinato da un camion in corsa per 60 metri senza riportare alcun segno riconducibile a un investimento e a un conseguente trascinamento del corpo.

Sono state inizialmente vagliate svariate piste dagli inquirenti, ci si è addentrati in scenari foschi, dal calcioscommesse alla droga, cercando ossessivamente ma invano di dare risoluzione a un interrogativo rimasto per troppo tempo senza risposte: “Perché è morto Denis Bergamini? E per mano di chi?”.

Arriva poi il 26 aprile 2017, quando Eugenio Facciolla, procuratore di Castrovillari, annuncia finalmente la riapertura del caso, la richiesta di riesumazione del cadavere e la notifica di un avviso di garanzia per omicidio volontario nei confronti del camionista Raffaele Pisano e di Isabella Internò, unica testimone oculare ed ex fidanzata storica del calciatore, tormentata dal rifiuto, costretta ad abortire ritenendo disonorevole crescere un figlio al di fuori del matrimonio.

Il movente del delitto sarebbe dunque da ricercare nel rapporto tumultuoso e travagliato tra i due, caduto in rovina quando Denis decise di troncarlo definitivamente in vista di una nuova e, questa volta, sana relazione con una ragazza di cui avrebbe chiesto a breve la mano.

Sembra ci siano al momento tutti i presupposti per ridare alla famiglia Bergamini un barlume di speranza in questa straziante vicenda che vede i colpevoli ancora impuniti, dopo aver stroncato i sogni in ascesa di una futura promessa del calcio italiano, di un ragazzo bello, giovane a cui la vita avrebbe regalato tanto, se solo ne avesse avuto il tempo.

Silvia Mallozzi

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