“Gli allegri chirurghi”, commedia di Ray Cooney, regia di Matteo Vacca, al Teatro de’ Servi: la recensione
Gli allegri chirurghi
Durata: 110 minuti compreso intervallo.
In scena al Teatro de’ Servi fino al 25 gennaio “Gli allegri chirurghi”, commedia di Ray Cooney con la regia di Matteo Vacca.
Mancano tre giorni a Natale, e nel tranquillo ospedale S.Andrea fervono i preparativi per la consueta recita di Natale ma anche per l’importante conferenza annuale Ponsbory, trampolino di lancio per il neosposo Dottor Simone Persichetti (Matteo Vacca), apprezzato e stimato chirurgo. Tutto è pronto quando irrompe sulla scena l’ex infermiera Luisa Sanna con una sorpresa che rischia di mandare all’aria le aspirazioni professionali del chirurgo. Infatti diciotto anni prima, da una loro relazione clandestina è nata una figlia, che oggi medita vendetta.
Da questa semplice trama prendono il via una serie convulsa di bugie, travestimenti e inganni. Il dottor Persichetti (Matteo Vacca) è, infatti, sposato e cerca di impedire ad ogni costo l’emergere della verità; la situazione è, tuttavia, più complessa del previsto perché arriva in modo improvviso sulla scena non solo la notizia della paternità ma anche la figlia Luisa (Valentina Girola) che sembra meditare vendetta nei confronti del padre sconosciuto e che è disposta a tutto pur di conoscerlo. Luisa ha, infatti, appreso dalla madre Roberta (Eleonora Santini) che suo padre è un dottore in quello ospedale ma non ha chiaro il suo nome.
Il dottor Simone Persichetti intessa una fitta trama di bugie e inganni per impedire di essere riconosciuto. Da dottore diventa prete con “gotta ed emorroidi” ma anche infermiera capo sala, così come i suoi due colleghi Lettini (Alessandro Bevilacqua) e Carletti (Marco Fiorini). La stessa Roberta si trasforma in una visitatrice dell’ospedale venuta trovare il marito, ma quale? Quello caduto dall’Himalaya o uno nuovo che forse è morto o forse no?
Nel frattempo conosciamo anche la moglie del dottor Persichetti (Martina Iuele) che rimane perplessa di fronte a ciò che accade ma senza comprendere realmente la situazione, il Presidente del Consiglio d’amministrazione (Fabrizio Pallotta) che attende invano l’arrivo di Persichetti nel suo studio per la lettura del discorso da fare alla conferenza annuale, l’infermiera capo sala (Annalisa Amodio) che ripete continuamente ciò che le viene detto e si trascina dietro la sua eccentricità e non solo, e il poliziotto (Erik Bastianelli), uno strano personaggio con costanti tic motori e vocali.
I personaggi si muovono sul palcoscenico in modo convulso, entrano ed escono ripetutamente dalla sala dei medici che diventa protagonista di una storia febbrile. Accanto a Persichetti i due malcapitati colleghi che non comprendono ciò che accade ma che si ritrovano a diventare protagonisti della storia, pur se impegnati a fare altro: il dottor Lettini a organizzare la recita di Natale e il dottor Carletti a sponsorizzare prodotti farmaceutici.
Tutti gli interpreti danno una pregevole prova attoriale. Non dimentichiamo quanto è complesso far ridere e mantenere alta la qualità interpretativa, calibrando bene il ritmo narrativo: “Gli allegri chirurghi” ci riesce perfettamente, regalando al pubblico una commedia divertente e originale.
