Intervista a Ernesto Di Fiore, autore di “Nostalgia di casa”: nel libro la storia di Abramo

Nostalgia di Casa

“Nostalgia di casa” è il titolo del nuovo libro di Ernesto Di Fiore, pubblicato da Paoline Editoriale Libri nella collana Libri Liberi.

In questo volume l’autore ripropone la storia completa, in chiave romanzata, del noto personaggio biblico Abramo. Il romanzo si apre con il dialogo tra Abramo e suo nonno Nacor. Proprio grazie a questo dialogo Abramo capirà il suo desiderio più grande: scoprire il cuore di Dio.

  • Don Ernesto come nasce l’idea di scrivere questo libro e come mai tra i tanti personaggi biblici la scelta è ricaduta proprio su Abramo?

La figura di Abramo mi ha sempre affascinato, la cosa che più mi colpisce di questo uomo è il profondo desiderio di ascoltare la voce di Dio e la sua capacità di andare oltre. Ho iniziato a dedicarmi a questo libro durante il lockdown con l’intento di scrivere qualcosa che potesse parlare a tutti al di là della fede.

Rileggendo la storia di Abramo nella Bibbia mi sono lasciato ispirare da un esegeta belga che legge tutto il ciclo di Abramo come un percorso unico in cui Dio educa Abramo ad ascoltarlo e seguirlo.

  • Nel romanzo viene evidenziata molto bene la lotta tra la parola e la menzogna. Perché troppo spesso l’uomo non ascolta la sua parola?

Perché bisogna credere e desiderarlo più di ogni altra cosa. Questo aspetto l’ho sottolineato nel sesto capitolo nel dialogo tra Abramo e Melchisedek. Tutti per costituzione siamo capaci di ascoltare la Sua voce perchè il Signore parla al cuore di ognuno continuamente ma chi sceglie di ascoltarlo?“Tutti potrebbero farlo, eppure non avviene”.

  • Le idolatrie quanto ci sviano da questo desiderio?

Tanto. Questo tema l’ho affrontato nel primo capitolo, nel dialogo tra Abramo e suo fratello, in cui Abramo afferma che la grandezza di un uomo non si misura dai beni che egli possiede ma dal coraggio che ha di ascoltare il proprio cuore. Se io mi attacco alle idolatrie è perchè credo che queste siano il massimo. Quindi è fondamentale andare oltre, oltre ogni risorsa e oltre l’attaccamento a ogni bene.

  • Mi ha colpito in “Nostalgia di casa” il bel rapporto che intercorre tra Abramo e suo Nonno Nacor. Secondo lei quanto l’educazione familiare può influenzare un bambino?

I semi che vengono piantati all’inizio sono in un terreno buono, in un terreno fertile. Questo vale per tutto e anche per la fede, il seme buono porta buon frutto.

Nostalgia di Casa
In copertina: Antonio Tonelli, Testa fasciata, 2001, olio su masonite
  • Il distacco dai genitori per Abramo è un passaggio decisivo per ottenere la libertà del cuore?

In quel momento è cominciato un cammino di liberazione, era sicuramente un fatto necessario ma non sufficiente. Quando Abramo decide di lasciare Carran e dirigersi a Canaan in realtà non lascia proprio tutto perché il suo cuore è ancora legato a tanti schemi. Egli ha dovuto vivere veramente il suo battesimo per raggiungere la vera libertà. Per Abramo, inoltre, è necessario emanciparci dalla cultura e dalla tradizione che abbiamo ricevuto per non omologarci, ciò non significa che dobbiamo cancellare ma dare compimento alle cose. È un lasciare per vivere in pienezza.

  • Secondo lei l’uomo d’oggi come potrebbe fare per eliminare tutte le certezze e riscoprirsi nomade?

Abramo è un uomo che ha tanto, è ricco, potente ma la sua vita non dipende da queste cose. La sua felicità dipende della meta e la sua meta è scoprire il cuore di Dio.

  • Quale messaggio vuoi lasciare con questo libro?

Più che un messaggio il mio è un desiderio di condividere un cammino, il cammino dell’essere uomini. L’ho dedicato a ogni cercatore di Dio. “Da qualsiasi punto tu sia partito, qualsiasi via tu stia percorrendo, questa storia ti aiuti a raggiungere quell’unica meta”. 

 

https://www.paoline.it/news/novita-libri/nostalgia-di-casa.html

 

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