Intervista al pianista Alessandro Martire: “cerco di portare l’ascoltatore in un vero e proprio film immaginario”.

Alessandro Martire

Si intitola “SHARE THE WORLD”, l’album di esordio di Alessandro Martire, giovane pianista, compositore e imprenditore comasco, annoverato tra i migliori artisti contemporanei del suo genere. 

Eccellenza italiana all’esteroAlessandro Martire è una sapiente miscela di musica classica, contemporaneapop, minimalista e crossover, che gli ha permesso di raggiungere uno stile personalissimo apprezzato dal pubblico, dalla critica e da grandi marchi internazionali che hanno scelto le sue musiche per spot e colonne sonore.

La sua attività concertistica con musiche originali lo ha portato a esibirsi in tutto il mondo, con già all’attivo tour in Cina, Russia, Corea, Stati Uniti e Regno Unito, solo per citare alcuni dei paesi che ha toccato con la sua musica.

Il prossimo autunno verrà recuperato il progetto Kel 12 National Geographic Expeditions, che prevede una performance esclusiva di Alessandro Martire nel deserto del Wahiba Sands in Oman.

  • Buonasera Alessandro. “Share the world” è il tuo album d’esordio con composizioni a metà strada tra quelle classiche e il ballad pop. Come definiresti la tua musica?

La mia musica si inserisce in uno stile che viene definito neoclassico. In questo album il pianoforte e l’orchestra sono i protagonisti assoluti. Nelle mie composizioni mi piace sempre far emergere la melodia con un supporto orchestrale a evidenziare i temi principali. Cerco sempre di portare l’ascoltatore in un vero e proprio film immaginario.

  • Nell’album, composto da 11 tracce, condotte dal pianoforte (solo, in duo col violoncello e accompagnato dall’orchestra) racconti di desideri, incontri e della voglia di tornare a viaggiare. Appare un album di speranza, soprattutto in questo momento. È così?

Sì, esatto. È un album molto ricco di tante esperienze, viaggi e condivisioni. Il titolo dell’album, “Share the world”, si riferisce proprio a questo. È uscito in un momento davvero particolare, che nessuno poteva immaginare. Ma la forza della musica si vede soprattutto nei momenti di difficoltà, quindi la scelta di far uscire ugualmente il disco è stata fatta per dare un segnale molto forte di speranza.

  • Ti sei contraddistinto per l’aver suonato in posti “particolari” come l’aeroporto di Lugano Agno e la piattaforma galleggiante sul Lago di Como. Il “suonare” in luoghi inusuali cambia la sensazione, la percezione del suono?

 Sì, suonare in luoghi “non convenzionali” è un modo di condividere la musica che mi piace davvero molto. È stimolante per me e per il pubblico che condivide l’esperienza. È un veicolo ancora più diretto per raccontare la mia musica.

  • È scomparso da pochi giorni Ennio Morricone, un artista eccellente in grado con le sue melodie di rappresentare la bellezza del cinema. La musica può divenire anche immagine?

Ennio Morricone è stato e sarà per sempre un grande esempio da seguire, non soltanto come musicista, ma come uomo. Aveva l’umiltà dei grandi…La musica per immagini ti permette di spaziare e sperimentare da tantissimi punti di vista. Stimola l’immaginazione e dal punto di vista creativo e compositivo è una manna. Il mio disco è pensato come una sorta di grande affresco di musica per immagini.

  • So che anche tu componi musiche per film, cortometraggi, teatro e spot pubblicitari. Cambia il modo di lavorare ad una composizione in un’opera cinematografica rispetto, ad esempio, a creare una melodia per un album?

In realtà i due mondi si incontrano spesso. Una melodia può nascere dalle esperienze in giro per il mondo, oppure perché un’immagine visiva ti suscita una grande emozione. Non parlo solo dell’immagine in sé, ma anche del particolare racconto che certe immagini sottintendono ed evocano. Quando una composizione funziona e mi piace, farà parte della mia discografia, a prescindere dall’approccio creativo su di essa.

  • Ora, in questa fase di lenta ripresa, quali progetti hai?

Non è un momento semplice. Tantissimi concerti sono spostati al 2021, e si naviga abbastanza a vista. Per ora sto lavorando alla realizzazione del mio festival sul Lago di Como, il floating moving concert, in programma a inizio settembre, e preparando alcune nuove colonne sonore per brand internazionali. Con la speranza di tornare presto in teatro, un luogo che sento come primordiale e necessario.

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