La Cava a Genova: vino, cucina mediterranea e convivialità nel cuore del centro storico
La Cava Genova
Aperta a giugno, La Cava affronta il suo primo autunno con una proposta che intreccia grandi vini, conserve pregiate, fermentazioni e piatti ispirati alle culture del Mediterraneo. Un indirizzo contemporaneo da vivere dall’aperitivo al dopocena, senza rigidi confini tra enoteca e ristorante.
A Genova, il passaggio dall’estate all’autunno conserva il piacere delle serate trascorse a tavola, tra un calice di vino e piatti da condividere. È in questa dimensione che si inserisce La Cava, aperta lo scorso giugno nel centro storico, in Stradone Sant’Agostino 17R. Il locale propone un modo diverso di vivere il vino e la cucina mediterranea, attraverso un’esperienza che si adatta ai tempi e alle abitudini di chi lo frequenta.
Si può entrare per un aperitivo, scegliere qualche piatto da condividere oppure fermarsi per cena. C’è anche la possibilità di tornare dopo cena, quando il vino diventa il pretesto per prolungare la serata. La Cava nasce proprio da questa idea di convivialità, senza separare nettamente il momento del bere da quello del mangiare.
Il progetto porta la firma di Carlos Garrido Castaño, Corrado Brunelli, Pietro Bertolazzi e Samuele Onorato. Il loro obiettivo è superare le categorie tradizionali di enoteca, bistrot e ristorante, creando uno spazio dalla natura più fluida. Qui il vino guida l’esperienza, mentre la cucina accompagna i diversi momenti della giornata.

Una cucina mediterranea che valorizza il tempo
La proposta gastronomica de La Cava parte da un principio preciso: dare valore agli ingredienti e alle lavorazioni che trasformano il prodotto attraverso il tempo. Conserve, fermentazioni e prodotti affinati diventano così elementi centrali di una cucina che guarda alle tradizioni mediterranee.
Il legame con la Spagna emerge soprattutto nella selezione di conserve provenienti dalle Rías Gallegas e dalla costa atlantica. Tra le proposte figurano i cannolicchi Rosa Lafuente, i filetti di sarde Paco Lafuente, le cozze in scapece, i calamari in tinta e le acciughe del Cantabrico. Prodotti che raccontano una cultura gastronomica nella quale la conservazione rappresenta una tecnica e, al tempo stesso, un patrimonio di sapori.

Accanto alle specialità di mare, la carta propone taglieri che attraversano le tradizioni italiane e spagnole. Sobrasada iberica, cecina de León, prosciutto d’anatra e chorizo si affiancano a paté e selezioni di formaggi. L’idea è costruire un percorso di assaggi, lasciando spazio alla condivisione e alla scoperta.
La cucina amplia ulteriormente questa proposta con piatti che alternano mare e terra. La pernice con fagioli e piparra convive con la guancia di maiale e il carpaccio di polpo. La tartare di gambero viola, la tosta con sobrasada, formaggio di capra e miele e la tradizionale Gilda completano una carta pensata per accompagnare il vino senza sovrastarlo.

Una cantina contemporanea tra Italia e Spagna
Il vino rappresenta il cuore del progetto. La Cava si presenta come una cantina contemporanea, nella quale ogni bottiglia diventa un’occasione per raccontare un territorio, un produttore e una filosofia di lavoro.
La selezione privilegia piccoli produttori, identità territoriali e vini legati a pratiche artigianali. Italia e Spagna costituiscono i riferimenti principali, ma la carta si apre anche ad altre realtà europee. Il filo conduttore è la ricerca di etichette capaci di esprimere il carattere dei luoghi di provenienza, con particolare attenzione al rispetto delle materie prime e agli interventi in cantina.
L’obiettivo non è costruire un catalogo enciclopedico, ma proporre un percorso da esplorare gradualmente. La scelta può partire da un calice, proseguire con una degustazione o diventare il punto di partenza per una cena. Consigli e abbinamenti contribuiscono a rendere il vino accessibile anche a chi desidera avvicinarsi a nuove etichette senza necessariamente possedere conoscenze specialistiche.
In questa prospettiva, la cantina non è soltanto uno spazio dedicato alla conservazione delle bottiglie. Diventa parte dell’identità del locale e del suo modo di intendere l’ospitalità.

Dall’aperitivo al dopocena: uno spazio da vivere senza formalità
La Cava dispone di venticinque coperti interni e di una cantina a vista, che partecipa all’esperienza del locale. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un privé destinato a degustazioni e piccoli eventi, oltre a un dehors.
La flessibilità è uno degli elementi centrali del format. Il locale può accogliere chi desidera un aperitivo con vino al calice e conserve, ma anche chi preferisce condividere taglieri e piatti della cucina. La serata può trasformarsi in una cena più articolata oppure proseguire dopo il pasto, davanti a una bottiglia scelta con calma.
Non esiste quindi un unico modo di frequentare La Cava. L’esperienza cambia in base all’occasione, alla compagnia e al tempo che si decide di dedicare alla tavola. È una visione dell’ospitalità che mette al centro la relazione tra le persone e restituisce al vino il suo ruolo di elemento capace di creare occasioni d’incontro.

Genova e il Mediterraneo, una cultura da condividere
Il legame con la Spagna è una componente riconoscibile del progetto, ma non si traduce in una proposta rigidamente legata a una sola tradizione nazionale. La Cava guarda piuttosto a una cultura mediterranea condivisa, nella quale il mare, la conservazione degli alimenti e la convivialità attraversano territori diversi.

Questa prospettiva trova espressione nella combinazione tra conserve atlantiche, prodotti italiani, vini artigianali e piatti da condividere. Il risultato è un’identità gastronomica che valorizza le differenze senza rinunciare a un filo conduttore comune.
Nel centro storico di Genova, La Cava si inserisce così in una concezione contemporanea del locale come luogo di permanenza e relazione. Non soltanto un indirizzo in cui mangiare o bere, ma uno spazio nel quale il vino diventa il punto di partenza per scoprire sapori, storie e persone.
Con il suo primo autunno, il progetto prosegue il percorso avviato a giugno, puntando su una formula che lascia alla serata la libertà di trovare il proprio ritmo. Dall’aperitivo all’ultimo calice, la cucina e la cantina diventano parte di un’esperienza che mette al centro il piacere di stare insieme.
