“L’Aquila si veste di stelle”, il Gala Internazionale di Danza incanta la scalinata di San Bernardino

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Come da tradizione, anche la sesta edizione di “L’Aquila si veste di stelle”, il Gala Internazionale di Danza inserito nel programma della 732ª Perdonanza Celestiniana e tra gli appuntamenti di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, ha trovato nella suggestiva cornice della scalinata della Basilica di San Bernardino il suo palcoscenico a cielo aperto.

Un pubblico numeroso ha preso parte al Gala, dedicato quest’anno alla grande artista francese Zizi Jeanmaire, con danzatori provenienti dalle più prestigiose compagnie internazionali e talenti affermatisi nel talent “Amici” di Maria De Filippi. La serata si è svolta sotto la direzione artistica di Ornella Cerroni, presidente dell’Associazione L’Étoile L’Aquila, con la consulenza di Francesca Bernabini.

Tra i protagonisti più applauditi si è distinto Luigi Crispino, danzatore dell’American Ballet Theatre di New York e grande orgoglio partenopeo. La sua è una storia di talento, determinazione e precocità: a 18 anni, subito dopo aver conseguito il diploma al Teatro San Carlo di Napoli, è approdato a New York grazie a una borsa di studio, costruendo passo dopo passo un percorso che lo ha portato oggi a essere uno dei nomi più interessanti della scena tersicorea internazionale. Sul palco aquilano Crispino ha confermato le qualità che lo hanno portato ai vertici della danza: tecnica, attenzione al dettaglio, controllo, musicalità e una presenza scenica capace di imporsi anche nei momenti di maggiore difficoltà. Particolarmente apprezzato il celebre passo a due da “La Bayadère”, interpretato insieme a Léa Fleytoux, solista dell’ABT, e “Turning to the Light”, assolo creato per lui da Zhongjing Fang su musiche di Ezio Bosso, presentato per la prima volta in Italia proprio sul palco aquilano. Una coreografia che ha permesso al danzatore di esprimere anche il lato più introspettivo della propria sensibilità artistica.

Altra presenza capace di catturare l’attenzione del pubblico è stata quella di Emiliano Fiasco, giovane e promettente talento emerso nell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi. Fiasco ha portato sul palco due degli assoli più applauditi del Serale, “I Don’t Want to Miss a Thing” e “Run Boy Run”, dimostrando energia, intensità e una naturale capacità di comunicare con il pubblico. Un danzatore ancora giovane, ma già dotato di una personalità scenica riconoscibile, che lascia intravedere un percorso interessante da seguire.

Il Gala ha messo così a confronto linguaggi e percorsi differenti. Dal Balletto dell’Opera di Vienna sono arrivati Alessandro Cavallo e Ioanna Avraam, interpreti del passo a due da “Il Pipistrello” di Roland Petit, omaggio particolarmente significativo a Zizi Jeanmaire; dal Paris Ballet Theatre, GianMarco Moschino ed Elisabetta Formento, protagonisti del Pas d’Esclave da “Le Corsaire” e del passo a due tratto da “Carmen” di Alberto Alonso; mentre Simone Tribuna ha interpretato “Ssss…”, pagina poetica e introspettiva firmata da Edward Clug.

Dal cast di Amici di Maria De Filippi sono arrivati Francesco Fasano, Nicola Marchionni, Alex Calu, Mattia Zenzola, Benedetta Vari e Carola Puddu. Si è distinto Francesco Fasano, impegnato in un assolo contemporaneo, mostrando particolare attenzione alla qualità del movimento e una spiccata sensibilità artistica.

Uno spazio importante è stato riservato anche alle nuove generazioni. Mathias Castellano e Fiorentino Cardillo, giovanissimi interpreti delle coreografie di Francesco Annarumma, hanno affrontato rispettivamente “Il canto del cigno” e “Stranger”, due assoli intensi e di forte impatto emotivo. Sono nomi sui quali vale la pena mantenere i riflettori accesi: talenti ancora in formazione, ma già capaci di lasciare intravedere qualità che potrebbero portarli, in futuro, a confrontarsi con i grandi palcoscenici della danza internazionale.

Ad aprire la serata è stato il corpo di ballo di Rinascita in Movimento, progetto nato a L’Aquila e sostenuto dal Ministero della Cultura, con “L’Inverno” da “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, nella coreografia di Alessio Colella e Simone Pergola. Un’apertura che ha dato spazio ai giovani e al territorio.

La serata ha avuto anche il volto e la voce di Samanta Togni, alla conduzione, mentre  Alessandra Celentano, madrina dell’evento, ha rappresentato quel ponte ideale tra il rigore della formazione classica e la popolarità conquistata dalla danza attraverso la televisione.

«Sono felice di essere la madrina di questa serata – ha sottolineato la Maestra Celentano – e sono felice perché, anche se per una sera, abbiamo riportato in Italia i nostri ragazzi».

Una frase che sintetizza lo spirito del Gala: riportare idealmente a casa quei giovani italiani che hanno costruito all’estero le proprie carriere, facendo dialogare i grandi teatri internazionali con una generazione di danzatori cresciuta anche davanti alle telecamere. E proprio nella capacità di mettere in dialogo tradizione e contemporaneità, repertorio classico e creazione contemporanea, grandi compagnie internazionali e talent televisivi, risiede il merito principale della sesta edizione di “L’Aquila si veste di stelle”. Un lavoro, quello della direttrice artistica Ornella Cerroni, che merita di essere sottolineato: costruire un appuntamento di questo livello in una cornice così suggestiva, portando a L’Aquila interpreti provenienti da prestigiose compagnie internazionali e, nello stesso tempo, dando spazio ai giovani talenti italiani, significa contribuire alla diffusione e alla valorizzazione della danza.

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