“L’Incendiario” di Jan Carson: recensione del romanzo.

L’incendiario

L’incendiario

“L’incendiario” di Jan Carson, edito da Giulio Perrone Editore, è un romanzo in cui il noir si combina al fantasy per raccontare una storia di uomini ma, soprattutto, di padri.

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La violenza è il comune denominatore delle vite dei due protagonisti: Jonathan Murray e Sammy Agnew.

Il primo ha il terrore che la figlia Sophie, appena nata, possa avere insito in sé il seme “incantatore” della madre, una sirena ammaliante e pericolosa; il secondo crede che il suo passato di violenza possa aver influenzato la vita del figlio Mark, trasformandolo ne “L’incendiario”.

La storia è ambientata a Belfast, una città irlandese, conosciuta in tutto il mondo per i suoi “fuochi”: un’antica tradizione in cui l’undicesima notte del mese di luglio vengono appiccati dei roghi in tutto il territorio.

Belfast appare sgradevole, putrefatta e senza speranza, così come senza nessuna aspettativa appare la vita dei suoi abitanti, che pur non amando la città non riescono a fuggire da essa.

“Non ci sono piazze, non ci sono fontane di marmo e non esistono opere d’arte degne di questo nome. Belfast se ne sta accucciata sull’orlo del mondo, è il parcheggio di servizio per l’Europa continentale”.

I fuochi, l’estate in cui è ambientato il romanzo, iniziano ad essere sempre più senza controllo. Mentre la politica, a causa della loro pericolosità, cerca di limitarne l’altezza, i roghi vengono appiccati nella città, bruciando negozi e abitazioni.

La rivolta, per contrastare le decisioni politiche, è stata organizzata da colui che si fa chiamare nei video “L’incendiario”.

“La città brucerà finché i politici non toglieranno le restrizioni.”

Jonathan e Sammy pur vivendo in due mondi distanti percorrono una via parallela che li farà incontrare.  

Se Sammy ha un trascorso di violenza, Jonathan ha un passato di solitudine e di disamore; entrambi cercano una soluzione al loro dilemma: proteggere i propri figli o far prevalere il senso di comunità?

Jonathan è un medico che trascorre le proprie giornate, dopo la nascita della figlia, a osservare i suoi comportamenti e le sue fattezze fisiche, scoprendola sempre più differente da lui: crede che il suono della sua voce possa condurre l’uomo alla perdizione e pensa che l’unica soluzione sia farla vivere nascosta dal mondo esterno, chiusa nel silenzio.

Sammy, nel contempo, crede che “L’incendiario” possa essere suo figlio, un adolescente silenzioso e enigmatico, che trascorre quasi tutto il suo tempo in camera, nascosto agli occhi del mondo. Si chiede cosa fare: denunciare il figlio o lasciarlo agire in modo incontrollato?

Nel frattempo per Jonathan la bambina diviene un ossessione: la sua unica fonte di gioia ma anche di terrore e di scoperta. Conoscerà, infatti, una parte nascosta della città, quella in cui i bambini vengono definiti “sventurati” perché dotati di poteri speciali e forse pericolosi.

“L’incendiario” è una storia in cui l’amore paterno si contrappone al senso civico e alla salvaguardia della società. È un’opera in cui l’interrogativo è sempre impellente: cosa si è disposti a fare per proteggere la propria “creatura”? Il senso di comunità può mai prevalere sul bisogno smoderato di amare e di farsi amare?

La componente straordinaria della narrazione rende il testo spiccatamente originale e in grado di incuriosire anche il lettore meno attento. 

 

Romanzo fornito da Giulio Perrone Editore.

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