“Lolita in love” – il primo romanzo di Pamela Geroni

Che cosa c’è nel romanzo per giovani adulti Lolita in love dell’esordiente Pamela Geroni? Scopriamolo insieme.

Pamela Geroni ha fatto il suo ingresso nel mondo della letteratura con il romanzo Lolita in love, nel quale un quadro della società contemporanea ed elementi fantastici si mescolano per creare un’opera interessante e ben costruita.
Il romanzo, appartenente al genere young-adult, vede come protagonista la diciassettenne Rainbow, la cui vita viene stravolta dall’incontro con un ragazzo misterioso nel parco dove lei va solitamente a scrivere di notte.

A partire da questo incontro, la protagonista-narratrice ci immette nel suo mondo attraverso una narrazione al presente in prima persona, quasi come se tutto il romanzo fosse il suo diario di pensieri.

Veniamo così a sapere della sua storia familiare turbolenta, con una mamma che ha lasciato la famiglia per la carriera, e tutti i problemi che questo trauma ha prodotto su di lei. L’atteggiamento della protagonista è, infatti, chiuso al mondo esterno, trincerato nelle sue opinioni preconcette su tutti quelli che le gravitano intorno: le sue sedute dalla psicologa sono più un tentativo di difendersi e di proteggere la sua interiorità piuttosto che una collaborazione per migliorare; la sua migliore amica Cloe è presentata quasi come un’imposizione che lei tollera bonariamente.

Dopo l’incontro con Tristan, il ragazzo misterioso al quale è legato il lato gotico del romanzo, piano piano la protagonista si apre, inizia a mettersi nei panni degli altri, e questo le permette di riconoscere il dolore anche di chi le sta intorno – sua madre, la sua migliore amica – e, allo stesso tempo, la porta ad un’accettazione di sé, delle sue “diversità”. In questo senso, possiamo vedere nel romanzo una storia di formazione, anche se portata avanti un po’ troppo rapidamente e in maniera improvvisa.

Nel romanzo l’autrice mette molto di se stessa: dall’ambientazione anglosassone – essendosi lei stessa definita british – alla passione per la cultura giapponese, che nel libro si manifesta attraverso un segreto che Rainbow cela al mondo, dai riferimenti alla cultura pop contemporanea a quelli alla letteratura.
Si percepisce, in particolare, la lezione della grande letteratura: sia nelle citazioni dirette della poetessa Emily Dickinson, sia nel modo stesso in cui Pamela scrive, scegliendo sempre le parole giuste, aderenti alla situazione, e con un’attenzione particolare alle descrizioni, che alla giovane autrice riescono benissimo.

Tutto questo però non deve far pensare ad un romanzo difficile: l’ironia con la quale la protagonista descrive se stessa e il suo mondo aiuta ad alleggerire i toni, così come l’aderenza al linguaggio giovanile, quando a parlare è l’amica Cloe o le ragazze conosciute in chat.

Anche se ci sono dei difetti, come il finale un po’ scontato e svolto troppo affrettatamente, questi sono dovuti al fatto che si tratta di una prima prova. La lettura è scorrevole e la storia può risultare avvincente anche per chi non è pratico del genere.

Maria Chiara DAgostino

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