Matt: “Buonanotte nasce di notte per raccontare l’insonnia” – INTERVISTA
Matt
“Buonanotte” è una ballad rock pop dell’artista romano Matt, con influenze pop punk e indie che affronta un tema ricorrente per chi si lascia sopraffare dalla propria mente: l’insonnia. Attraverso immagini urbane e versi introspettivi, il brano racconta le difficoltà emotive che emergono nelle ore notturne: ansie, pensieri e bisogno di evasione dalla realtà.
Il tema viene trattato in modo da entrare in empatia con chi lo ascolta: la puntuale descrizione di quella sensazione di stranezza addosso, di stanchezza fisica a cui però non fa seguito il sonno penetra nella mente di chi conosce il problema da vicino. Il tutto, pur lasciando un barlume di speranza in quella continua attesa di dormire che, prima o poi, dovrà arrivare nonostante il caos della città e dei propri pensieri. Il sound è il risultato di una fusione fra melodie malinconiche ed energetiche, creando un contrasto forte che risalta all’orecchio dell’ascoltatore, trasmettendo il messaggio del brano in modo diretto ed emozionante. L’elemento centrale, così come in ogni altro brano dell’artista, è la chitarra elettrica e lo stile punk che non manca mai.
Matt, nome d’arte di Matteo Pressello, è un giovane artista pop punk nato nel 1998 e cresciuto nella periferia di Roma. Fin da bambino si appassiona al rock, ispirato da leggende come Queen, The Beatles, The Clash e Green Day. Questa passione precoce lo porta a imbracciare la sua prima chitarra elettrica a soli 11 anni. Dopo numerose esperienze come chitarrista in studio e live, nel 2024 Matt avvia il suo progetto solista con l’obiettivo di fondere l’energia ruvida del punk con elementi contemporanei provenienti da generi come il pop, l’elettronica, la trap e il funk.
Nel 2024 pubblica i suoi primi due singoli, Paranoia e Loop, con cui si affaccia nel panorama musicale italiano. Il suo terzo singolo, Luna Park, viene distribuito da Needa Records e gli apre le porte di locali iconici della scena rock romana, tra cui il Wishlist. La successiva release, Fottutamente Illogica, esplora una molteplicità di generi – pop, punk, indie e trap – risultando in un viaggio emotivo imprevedibile.
Intervista a Matt a cura di Miriam Bocchino
- “Buonanotte” è il tuo nuovo singolo disponibile dal 18 luglio: mi racconti come nasce?
Musicalmente nasce da un semplice riff: una volta provato a casa mi piaceva e ho pensato ‘perché non utilizzarlo in un brano’?
Per quanto riguarda il testo è molto intimo, perché sono una persona che ha sofferto tanto di insonnia. Mi è sembrato un giusto tema da poter trattare: si è sempre più presi dalle preoccupazioni della giornata e, di conseguenza, quando arriva il momento di dormire tante persone soffrono di insonnia. Farci un brano sopra è anche un modo per esorcizzare quel problema, per cercare di umanizzarlo.
- Soffri ancora di insonnia?
No, in realtà no, è qualcosa che va e viene: è un modo di affrontare una determinata preoccupazione piuttosto che un problema cronico. Poi, non è per forza qualcosa di negativo perché questo testo è nato durante un momento di insonnia.

- In questo mondo iper connesso in cui è necessario sempre fare senza mai fermarsi, l’insonnia non potrebbe manifestare questa nostra incapacità di tranquillità?
Sì, assolutamente. È un problema sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, quello di non sapere come riposarsi veramente, non riuscire a staccare il cervello dal mondo esterno.
- Dò un’altra interpretazione al brano: quell’insonnia, quella lunga notte da affrontare, aspettando il mattino e la luce del sole, può essere anche immagine dei tempi attuali, tra guerre e disagi?
Il bello della musica è il poter interpretare i brani come si vuole, non c’è una regola scritta che impone il volere dell’artista. Nulla toglie, quindi, che “Buonanotte” possa essere interpretata in maniera più metaforica, come una dimostrazione del fatto che oggi viviamo un’eterna notte da un punto di vista sociale, siamo continuamente bombardati, non soltanto da informazioni e da stress, ma da notizie negative. Questo continuo svolgersi di una lunghissima notte senza mai vedere un buongiorno, un periodo di tranquillità che sia sociale e internazionale, fa parte delle tante di interpretazioni che si possono dare al singolo.
- È previsto un video per “Buonanotte”?
Assolutamente sì, ci stiamo lavorando. Sarà molto casalingo, abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso rispetto al solito. Abbiamo deciso di girarlo all’interno di un’unica stanza, un susseguirsi continuo di fotogrammi che alla fine formeranno un storytelling che ruota attorno all’insonnia.

- Parliamo di punk, anche su Instagram ti chiami “punkmatt”.
Io nasco come musicista punk, nel tempo ho suonato in diverse band – non tantissime in realtà – poi ho deciso di creare questo progetto partendo dal punk. In realtà c’è una versione diversa di punk oggi rispetto al passato: oggi è molto più punk non essere punk. Alcuni artisti si definiscono punk ma in realtà non hanno nulla effettivamente di punk, né le sonorità né i testi: il punk è una fuga dal mainstream, dal pensiero unico, dal modo di pensare della società media. Io mi definisco punk, non soltanto da un punto di vista del sound dei miei brani che poi vado a mescolare con altri generi, ma anche da un punto di vista testuale. Quando un artista si definisce punk lo deve essere per davvero, non deve soltanto parlare di sciocchezze, di cose leggere, ma deve anche cercare di esorcizzare determinati temi, quelli più coperti da tabù.
- Mi racconti il tuo primo ricordo legato alla musica?
In macchina con mia madre all’età di 8 anni ho scoperto il cd dei The Clash ‘London Calling’; neanche sapevo le parole e me le inventavo.
- Tu sei un artista emergente: quali difficoltà riscontri nel mercato discografico?
Da un punto di vista strettamente discografico c’è sicuramente tanta concorrenza. Il problema però per quanto mi riguarda è che oggi si sta molto con gli occhi puntati sui numeri, piuttosto che sul progetto. È una cultura della continua ricerca della hit piuttosto che della costruzione di un percorso artistico, non si ha la lungimiranza.
Inoltre, per quanto riguarda le occasioni istituzionali ce ne sono tante, è vero, però nell’ambiente è risaputo che c’è un certo tipo di clientelismo. Ognuno, comunque, fa il suo percorso, tira dritto, te ne devi fregare perché se deve succedere succede e basta.
- Solo nel 2024 hai avviato il tuo primo progetto solista, dopo esperienze come chitarrista in studio e in live: perché?
Ho sempre voluto cantare, però non sapevo farlo – non che io adesso sia Aretha Franklin (risata) – però non mi era mai passato per la testa di espormi da solo. Sono molto estroverso, mi piace molto divertirmi però, come tanti, ho le mie insicurezze, le mie difficoltà e fare musica come artista solista mi ha aiutato tantissimo perché ho una certa paura di espormi, del giudizio altrui, anche della cattiveria che tante persone possono riversare soprattutto sui social. Venivo, inoltre, nel 2024 da una situazione con un’altra band che non è andata a buon fine, abbiamo avuto delle discussioni e quindi professionalmente abbiamo deciso di separarci. Io volevo continuare a fare musica, avevo dei miei progetti, avevo delle mie tempistiche e dover aspettare sempre le altre persone all’interno di una band un po’ mi seccava: l’unica soluzione è essere un solista.
- Prossimi progetti?
Dovrei suonare il 26 luglio al Presabene Festival sul Lungotevere (Roma), in formazione completa, e poi ci sono delle occasioni che sono ancora un po’ in bilico, stiamo aspettando delle ulteriori conferme.
- Un sogno nel cassetto?
Un grande concerto in un luogo all’aperto come un festival, anche in apertura. È ovvio che il sogno di tutti è riempire l’Olimpico ma a me interessa, più che suonare nel posto più grande possibile, la situazione e devo dire che sono stra innamorato dei festival: il sentimento che c’è lì è diverso rispetto ai concerti singoli, c’è un senso diverso di fratellanza.

Matt
Instagram: https://www.instagram.com/punkmatt_/
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/1I4Rwwzw2MIs2MxZrPtawL?si=HdUiHzfqTfmOAUvhC-WXPw