Milano Fashion Week 2026: AQUILANO.RIMONDI racconta “Cromie e Memorie” tra arte e Oriente
Un dialogo tra pittura, memoria e identità femminile. È da questo incontro che nasce “Cromie e Memorie”, la collezione Primavera/Estate 2027 di AQUILANO.RIMONDI, presentata alla Milano Fashion Week.
La nuova proposta del duo formato da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi parte da un’esplorazione intima della figura femminile nell’arte e costruisce un racconto visivo in cui suggestioni della Secessione Viennese e riferimenti all’estetica rituale dell’Estremo Oriente si incontrano attraverso colore, stampe, stratificazioni e volumi.
Il risultato è una femminilità sofisticata, nella quale l’ornamento non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma diventa struttura, mentre il colore si trasforma in memoria.

Live Report
Il fashion show traduce questo dialogo attraverso silhouette costruite per sovrapposizioni, stampe e architetture tessili. Camicie leggere e gonne materiche si incontrano in un gioco di volumi che richiama le proporzioni del kimono senza ricorrere alla citazione letterale.
Guarda il Live Report di AQUILANO.RIMONDI alla Milano Fashion Week
La Secessione Viennese come punto di partenza
La prima fonte d’ispirazione della collezione sono le atmosfere della Secessione Viennese, movimento che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ha ridefinito il rapporto tra arte, decorazione e rappresentazione.
AQUILANO.RIMONDI non si concentra esclusivamente sulle figure più celebri di questo universo, come Gustav Klimt, ma sceglie di riscoprire anche la ricerca di artisti meno conosciuti.

È proprio nelle loro grafiche, nelle palette e nella capacità di trasformare l’inquietudine e l’erotismo femminile in motivi decorativi che la collezione trova una parte della propria identità.
Stampe ipnotiche e campiture di colore audaci diventano così strumenti per costruire una narrazione estetica intensa, nella quale la pittura viene tradotta in superficie tessile.

Memoria d’Oriente
A questa matrice pittorica si affianca una suggestione proveniente dall’immaginario cinematografico di “Memorie di una Geisha”.
Il riferimento non viene tradotto attraverso una riproduzione letterale dell’estetica orientale, ma diventa una suggestione poetica attraverso cui rileggere la femminilità.

Il guardaroba viene infatti decostruito e ricomposto attorno a due elementi essenziali: la gonna e la camicia.
Sono questi i due capi attraverso i quali AQUILANO.RIMONDI costruisce una nuova architettura del corpo, facendo dialogare leggerezza e materia.

Gonna e camicia diventano architettura
La stratificazione e la sovrapposizione, da sempre parte della cifra stilistica di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, assumono nella Primavera/Estate 2027 un ruolo centrale.
Le silhouette richiamano strutture e volumi dell’iconico kimono, ma senza trasformarsi in una citazione esplicita.
La camicia, leggera e mobile, viene sovrapposta alla matericità della gonna. I due elementi entrano in relazione creando un ritmo crescente, capace di accompagnare e sottolineare il corpo.
Il risultato è una costruzione sartoriale che lavora per strati. Le architetture tessili definiscono la silhouette, mentre le stampe esclusive aggiungono profondità alla superficie.
La forma non viene quindi semplicemente decorata. È la decorazione stessa a contribuire alla costruzione del volume.

Quando il colore diventa memoria
Il colore occupa un ruolo fondamentale nella collezione.
Le tonalità scelte da AQUILANO.RIMONDI contribuiscono a delineare una donna sofisticata, nella quale il rapporto tra ornamento e struttura diventa parte integrante della narrazione.
La palette non è soltanto un elemento visivo, ma una forma di memoria. Le cromie sembrano trattenere le suggestioni delle diverse fonti d’ispirazione e restituirle attraverso il linguaggio contemporaneo della moda.
È proprio nell’incontro tra colore e superficie che il titolo “Cromie e Memorie” trova la sua sintesi.

Una femminilità ricomposta
La Primavera/Estate 2027 di AQUILANO.RIMONDI non propone quindi una semplice fusione tra riferimenti occidentali e orientali.
La collezione parte dall’arte per interrogarsi sulla rappresentazione della donna e utilizza la moda come strumento di ricomposizione.
La Secessione Viennese offre il linguaggio del colore, della decorazione e dell’ornamento. L’immaginario orientale introduce invece una diversa concezione della costruzione del corpo e del volume.

Tra questi due mondi, AQUILANO.RIMONDI sviluppa una femminilità contemporanea, sofisticata e consapevole.
Una donna nella quale il colore diventa memoria, l’ornamento diventa struttura e l’abito si trasforma in un’architettura capace di raccontare il corpo senza limitarlo.









