“Natale senza Babbo” di Stefano Cipani dal 28 novembre su Prime Video: la recensione

Natale senza Babbo

Natale senza Babbo

“Babbo Natale esiste davvero?” Sì, ed è un padre di famiglia romano molto fuori dagli schemi, Claus XVI, così viene rappresentato nell’ultima commedia spumeggiante di Stefano Cipani “Natale senza Babbo”, in arrivo dal 28 novembre su Prime Video.

Il protagonista interpretato da Alessandro Gassman, conduce una vita irregolare mai puntuale sempre sull’orlo di una possibile crisi di nervi, supportato e sopportato dalla onnipresente moglie Margaret, Luisa Ranieri. Impegnata H24, lei si districa tra figli e lavoro, tutta di un pezzo, a dir poco perfetta, assertiva e pignola, una donna che non deve chiedere mai.

All’apparenza la famiglia di Claus XVI e di Margaret è molto tradizionale, due figli, la scuola, i ritmi frenetici, al centro la figura femminile, madre iconica che gestisce la giornata con le sue mille variabili. Una donna, wonder woman, con un ruolo cruciale: salvare il Natale. Claus XVI è, infatti, in preda al panico, divorato dall’angoscia dei tempi moderni, totalmente in tilt, apatico a tutto. Preso da uno scatto di ira alla celebrazione di apertura dei giochi natalizi, decide di partire per un viaggio rigenerante in una lussuosa spa, senza dire nulla a nessuno. Impossibile da intercettare, lontano da tutti, è accolto dal personale dell’hotel e sotto mentite spoglie da un receptionist carismatico, Diego Abatantuono, ex Babbo Natale, che tenta di rimettere in sesto lo stralunato protagonista.

Ma tutto è in subbuglio, soprattutto nel mondo parallelo, la fabbrica di Natale, un iceberg vagante, metà sottomarino e metà aperto, un micromondo in preda allo sgomento: dov’è finito Babbo Natale? Come faranno senza di lui i bambini?

Tra agitazioni e sopraffazioni, la Befana, Caterina Murino, vuole prendersi la scena; lei sempre all’ombra di Babbo Natale finalmente può avere la sua rivalsa. Ma non è l’unica a volere questa supremazia, c’è un’altra donna disposta a tutto per primeggiare ed è Santa Lucia, Valentina Romani. 

Tra battibecchi e poteri ultraterreni, il fantasy diventa rock, perchè Margaret vuole trovare una possibile soluzione e, nonostante nessuno le creda in lei, nemmeno l’esilarante Angela Finocchiaro nei panni della terapeuta, la protagonista comprende che l’unica arma vincente è quella della collaborazione, così le tre donne da essere rivali giungeranno al compromesso di fronte a uno sfizioso aperitivo.

Un’alleanza tutta al femminile, descritta dalla sceneggiatrice Michela Andreozzi, che ha voluto smontare l’immagine monolitica di Babbo Natale.

“Siamo partiti dalla domanda su cosa accadrebbe se Babbo Natale, maschio alfa per eccellenza, mai messo in discussione da nessuno, andasse in crisi, come accade alla maggior parte degli uomini nella nostra epoca”.

Il tema centrale diventa il ruolo della donna nella società moderna. Natale senza Babbo mette in evidenza il fatto che, spesso, le prospettive e i sogni delle persone vengono condizionati da impostazioni di genere. Una delle prerogative del film è che non esistono lavori maschili o lavori femminili, non ci sono barriere o limiti grazie alla solidarietà al femminile perché l’unione è forza.

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