Shabel: tra ironia e verità ‘Puro Veleno’ racconta le fragilità del mondo contemporaneo – INTERVISTA
Shabel - credits: Andrea Sacchetti
Shabel, giovane cantautrice italiana che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della scena pop grazie a un brillante esordio in lingua inglese, torna con un progetto completamente rinnovato e interamente in italiano. L’artista, che ha costruito il proprio stile fondendo pop americano e sonorità urban, presenta il suo nuovo singolo “Puro Veleno”, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali da venerdì 24 ottobre.
Il brano rappresenta un vero e proprio dialogo interiore, in cui una ragazza affronta le proprie fragilità e la complessità della salute mentale nel mondo contemporaneo. Con il suo tono diretto, tagliente e intriso di autoironia, Shabel – all’anagrafe Chiaraginevra Gariboldi – continua a raccontare attraverso la musica il suo universo emotivo, fatto di contrasti e consapevolezze.
Con Puro Veleno, Shabel inaugura così un nuovo capitolo artistico, più maturo e consapevole, in cui la lingua italiana diventa strumento di autenticità e connessione emotiva. Un singolo che mette al centro vulnerabilità, verità e una lucida critica alla pressione sociale che ci spinge a mostrarci sempre perfetti.
- “Puro Veleno” è il tuo nuovo singolo, disponibile dal 24 ottobre: come nasce il testo?
Il testo nasce da una giornata in cui ero stanca di tutto e di tutti, ho scritto parole che avrei voluto sentirmi dire in quel momento…il sound è venuto di conseguenza!
- Il brano racconta il dialogo interiore di una ragazza che lotta con la sua salute mentale nel mondo di oggi: quanto credi sia essenziale farsi aiutare in questi casi?
Penso che farsi aiutare sia fondamentale, ma con i propri tempi e nelle modalità più adatte a noi. Bisogna sentirsi pronti per guardarsi dentro e riaprire certe ferite, e non è scontato saper chiedere aiuto fin da subito.
- Quanto è difficile chiedere aiuto e come superare le remore?
Dipende, ognuno ha i suoi tempi, nel mio caso ho titubato per un paio d’anni prima di decidermi…Le remore invece secondo me non vanno superate ma accolte, bisogna solo capire perché ce ne sono ancora e da dove derivano, è normale avere dubbi perché farsi aiutare è un atto di coraggio e nessuno è coraggioso allo stesso modo.
- “Puro Veleno” è anche un brano ironico: non hai mai pensato che l’ironia potesse essere un’arma a doppia taglio, un modo per svalutare la tematica così importante e seria?
Inizialmente mi è passato per la testa, ma penso che ascoltando il pezzo tra le righe si legga semplicemente il racconto di una ragazza che sta elaborando il suo dolore a modo suo, non uno svalutare quanto un rivalutare.
- Da artista e giovane donna quanto è complesso mostrarsi per ciò che realmente si è, soprattutto in un mondo costantemente virtuale e che aspira a una facciata di perfezione? Come non lasciarsi fagocitare dai giudizi altrui e dalle aspettative?
Sinceramente sto ancora cercando di capire come riuscirci, è una lotta continua tra l’essere e l’apparire, tra il mostrarsi per come sei o per come “il mondo” ti vorrebbe…ed è difficile non mettere in discussione il tuo valore se non sei davvero consapevole di chi sei dentro e fuori. Amarsi già è un’impresa di una vita, se ci mettiamo di mezzo anche una realtà virtuale che ci mostra solo perfezione diventa impossibile guardarsi allo specchio e andarsi bene. Io, per non lasciarmi fagocitare, provo a lasciare il mondo fuori e ci passo meno tempo possibile. Alla fine della giornata non mi serve il confronto con altre 100 bellissime ragazze o cantanti straordinarie, loro sono loro, per me conta quello che ho fatto io per il mio percorso in quelle 24h…perciò non posso spendere il mio tempo a guardare chi sta sopra di me, io penso a dove posso arrivare io con le mie capacità.
- Il tuo esordio musicale è stato in lingua inglese ma hai deciso di tornare sulle scene musicali con un progetto tutto in italiano: mi racconti questa scelta?
Molto semplice, avevo necessità di esprimermi in maniera diversa e più profonda e l’italiano me lo consentiva meglio.
- Se pensi alla musica qual è il tuo primo ricordo?
Mia nonna seduta al pianoforte.
- Un sogno nel cassetto?
Aprire il concerto di Billie Eilish. Lo so, ambizioso ma bisogna sognare in grande…
https://www.instagram.com/shabelmusic/

SHABEL, Tigre in lingua Swahili, è il totem e l’alter ego di Chiaraginevra Gariboldi, cantautrice milanese classe 2000. Associata all’energia femminile, la tigre è simbolo di forza, speranza e rivincita.
Appassionata a ogni forma di musica sin da bambina, Chiara si avvicina subito al mondo dello spettacolo prima come ballerina in TV, poi come cantante e musicista. All’età di quindici anni partecipa a Sanremo Junior, arrivando al primo posto. Nel rispettivo contest internazionale si esibisce al Teatro Ariston e vince il premio della critica. Da sempre ispirata dal panorama musicale internazionale, comincia il suo percorso scrivendo brani in inglese, si trasferisce a Londra per un breve periodo e nel frattempo conclude gli studi laureandosi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Nel tempo si crea un buon seguito sui social e avvia collaborazioni con diversi brand, tra cui Casio Music – di cui diventa ambassador.
Affiancata da Thaurus in questa nuova veste, oggi Chiara dà vita al suo primo progetto in Italiano, una scarica di adrenalina in un mix di sonorità pop, trap e urban. Puro Veleno esce il 24 ottobre ed è il secondo singolo del progetto, preceduto a giugno da Aria.