Training Academy, dalle competenze al futuro: dopo Rome Future Week, la formazione incontra il mondo del tattoo a Urban Land
Training Academy
Dalla trasformazione del mercato del lavoro alle nuove professioni, dall’intelligenza artificiale alle competenze umane: Training Academy racconta una visione della formazione che mette al centro le persone. Dopo l’esperienza di Rome Future Week 2026, lo sguardo si rivolge a Urban Land Tattoo Expo Roma, dove formazione, creatività e sicurezza diventano strumenti di crescita professionale.
Le competenze sono la vera materia prima del futuro. Non si esauriscono con l’utilizzo, ma crescono attraverso la conoscenza, l’esperienza e la condivisione. È da questa convinzione che prende forma la visione di Training Academy – Formazione Professionale & Servizi per il Lavoro, realtà impegnata nello sviluppo delle competenze, nell’orientamento e nella costruzione di nuove opportunità professionali.
Reduce dalla partecipazione a Rome Future Week 2026, dove ha proposto una riflessione sul futuro del lavoro attraverso quattro ambiti apparentemente distanti, Health, Job, Business e Beauty, Training Academy si prepara a una nuova esperienza: Urban Land Tattoo Expo Roma, in programma dal 9 all’11 ottobre all’Ippodromo delle Capannelle.
Un passaggio che racconta la continuità di una visione: la formazione non appartiene a un unico settore, ma attraversa professioni, linguaggi e mercati differenti. Dalle competenze digitali alle capacità relazionali, dall’imprenditorialità creativa alle professioni del tatuaggio e del beauty, il denominatore comune rimane la persona.
A Urban Land, Training Academy porterà l’attenzione sulla qualificazione professionale, sulla sicurezza, sulla tutela della salute e sull’aggiornamento delle competenze di chi opera, o desidera intraprendere un percorso, nel mondo del tattoo.
L’esperienza appena conclusa a Rome Future Week rappresenta dunque un punto di partenza per approfondire una questione decisiva: come preparare le persone a un mondo del lavoro che cambia più velocemente delle professioni stesse?
Ne abbiamo parlato con Training Academy, ripercorrendo i temi affrontati durante la manifestazione romana e le prospettive che guideranno le prossime iniziative.
- «Le competenze come materia prima» è stato il concept che ha accompagnato la vostra presenza a Rome Future Week. Perché avete scelto questa metafora e cosa rappresenta per Training Academy?
Per Training Academy dare forma alle competenze significa trasformare il potenziale delle persone in opportunità concrete di crescita professionale, costruendo contemporaneamente competenze capaci di generare valore per le imprese e per il territorio.
Ogni persona porta con sé esperienze, capacità, attitudini e aspirazioni. Il compito della formazione è riconoscere questo patrimonio, svilupparlo e metterlo in relazione con ciò che sta accadendo nel mercato del lavoro.
Abbiamo scelto la metafora delle materie prime perché volevamo evidenziare una differenza fondamentale: mentre le risorse materiali si consumano, le competenze possono moltiplicare il proprio valore quando vengono sviluppate, condivise e applicate.
- Uno dei temi affrontati durante Rome Future Week è stato il mismatch tra le competenze possedute dalle persone e quelle richieste dalle aziende. Dove si crea oggi la distanza maggiore tra domanda e offerta di lavoro?
La distanza nasce soprattutto dalla velocità con cui cambiano tecnologie, processi produttivi e modelli organizzativi rispetto ai tempi necessari per aggiornare le competenze.
Le imprese hanno bisogno di professionalità capaci di utilizzare nuovi strumenti, interpretare informazioni, affrontare problemi complessi e adattarsi a contesti in continua evoluzione. Non sempre, però, i percorsi formativi e professionali riescono ad accompagnare tempestivamente queste trasformazioni.
Per ridurre questo divario è necessario rafforzare il dialogo tra formazione, imprese e mercato del lavoro, costruendo percorsi che rispondano ai bisogni reali delle organizzazioni e valorizzino le potenzialità delle persone.
- Intelligenza artificiale, automazione e digitalizzazione stanno trasformando rapidamente molte professioni. Quali competenze stanno diventando più importanti e come deve cambiare, di conseguenza, la formazione?
La tecnologia rende necessarie nuove competenze digitali, ma contemporaneamente aumenta il valore delle capacità che permettono alle persone di utilizzarla in maniera consapevole.
Pensiero critico, problem solving, capacità di interpretare informazioni, comunicazione, collaborazione, creatività e adattabilità diventano complementari alle competenze tecniche.
La formazione deve cambiare di conseguenza: meno semplice trasferimento di nozioni e maggiore capacità di utilizzare conoscenze e strumenti per affrontare problemi reali.
L’intelligenza artificiale, ad esempio, non è soltanto una tecnologia da conoscere: è uno strumento che sta modificando il modo in cui lavoriamo, prendiamo decisioni e organizziamo le attività.
- Quanto conteranno le competenze umane, come capacità relazionali, pensiero critico, creatività, empatia e adattabilità, in un mercato del lavoro sempre più tecnologico?
Pensiamo che conteranno moltissimo. Più alcuni processi diventano automatizzabili, più assumono valore le capacità nelle quali il contributo umano rimane determinante.
La tecnologia può aumentare enormemente la nostra capacità di elaborare informazioni e svolgere attività, ma interpretare un contesto, costruire relazioni, guidare un gruppo, comprendere le esigenze di una persona, formulare un giudizio o generare nuove idee richiede competenze differenti.
Per questo non vediamo una contrapposizione tra human skills e digital skills. La vera sfida sarà saperle integrare.
Il professionista del futuro non sarà semplicemente quello che conoscerà meglio una tecnologia, ma quello che saprà utilizzarla mantenendo capacità critica, relazionale e creativa.
- Nel vostro programma è comparsa un’espressione particolarmente interessante: «Il lavoro che ancora non conosciamo». Come si prepara una persona a svolgere professioni che oggi non esistono ancora o che stanno appena iniziando a prendere forma?
Non possiamo formare qualcuno per una professione che ancora non conosciamo nei dettagli. Possiamo però costruire le condizioni perché quella persona sia in grado di affrontarla.
Questo significa lavorare su competenze trasferibili: capacità di apprendere, adattarsi, utilizzare nuovi strumenti, interpretare problemi, collaborare con persone con competenze differenti e aggiornare continuamente le proprie conoscenze.
Probabilmente una delle competenze più importanti del futuro sarà proprio la capacità di continuare ad apprendere durante tutta la vita professionale.
Formazione iniziale e formazione continua saranno quindi sempre meno due momenti separati.
- Dal 22 al 25 settembre avete raccontato il cambiamento attraverso quattro ambiti molto diversi: Health, Job, Business e Beauty. Cosa li unisce e perché avete scelto proprio questi settori?
Li abbiamo scelti proprio perché sono differenti. Volevamo mostrare come la trasformazione delle competenze non riguardi soltanto le professioni tecnologiche, ma attraversi settori molto diversi dell’economia e della società.
Health ci ha permesso di ragionare sulla relazione tra innovazione e dimensione umana; Job sul modo in cui cambiano orientamento, carriera e professioni; Business sulla capacità di trasformare idee e competenze in iniziative imprenditoriali; Beauty su come digitale, identità e nuovi linguaggi stiano modificando anche professioni fortemente creative e relazionali.
Il filo che li unisce è la persona. Cambiano strumenti, mercati e professioni, ma rimane la necessità di costruire competenze capaci di evolvere insieme al cambiamento.
- La responsabilità dell’aggiornamento professionale ricade soltanto sulle persone oppure anche le imprese devono ripensare il proprio modo di investire nella formazione e nella crescita dei lavoratori?
È una responsabilità necessariamente condivisa. Alle persone sarà richiesto di mantenere un atteggiamento di apprendimento continuo, ma non possiamo pensare che l’intero peso della trasformazione ricada sul singolo lavoratore.
Anche le imprese devono considerare la formazione sempre meno come un’attività episodica e sempre più come un investimento strategico sul proprio capitale umano.
Se tecnologie, processi e modelli organizzativi cambiano continuamente, deve diventare continuo anche lo sviluppo delle competenze.
In questa prospettiva la formazione non serve soltanto a colmare un gap: può aiutare le aziende ad accompagnare il cambiamento, trattenere e sviluppare talenti e preparare le persone alle competenze che saranno necessarie domani.
- Formazione, orientamento e politiche attive possono diventare strumenti concreti per evitare che una parte della popolazione rimanga indietro di fronte alla velocità della trasformazione del lavoro?
Non solo possono, ma devono lavorare sempre più insieme.
Il rischio della trasformazione tecnologica è che la velocità del cambiamento produca nuove opportunità per alcuni e nuove difficoltà per altri.
La formazione da sola non è sufficiente. Serve orientamento per aiutare le persone a comprendere dove stanno andando il mercato e le professioni; serve formazione per costruire o aggiornare le competenze; servono politiche attive per accompagnare concretamente le persone verso nuove opportunità professionali.
Per questo immaginiamo un percorso sempre più integrato tra orientamento, competenze, formazione, opportunità e lavoro.
La vera sfida non è soltanto creare nuove competenze, ma rendere il cambiamento accessibile al maggior numero possibile di persone.
- Il vostro messaggio dice: «Le materie prime si consumano. Le competenze generano nuovo valore». Se guardiamo ai prossimi dieci anni, quale forma vorreste contribuire a dare al futuro attraverso la formazione?
Vorremmo contribuire a costruire un futuro nel quale la formazione non sia più considerata una fase che precede il lavoro, ma una componente permanente della vita professionale.
Un sistema nel quale persone, imprese, formazione e mercato del lavoro dialoghino continuamente e nel quale sia possibile aggiornare le proprie competenze, ripensare il proprio percorso e cogliere nuove opportunità in momenti diversi della vita.
Le materie prime si consumano quando vengono utilizzate. Le competenze funzionano diversamente: quando vengono sviluppate, condivise e applicate possono generare nuove competenze e nuovo valore.
È questa la forma che vorremmo contribuire a dare al futuro: una società nella quale investire sulle competenze significhi investire contemporaneamente sulle persone, sulle imprese e sulla capacità dei territori di crescere.
Da Rome Future Week a Urban Land: il futuro delle competenze passa anche dalla creatività
Il percorso di Training Academy prosegue ora a Urban Land Tattoo Expo Roma, dove il tema delle competenze incontra un settore nel quale creatività, tecnica e responsabilità professionale devono convivere.
Il tatuaggio, espressione artistica e identitaria, è anche un’attività che richiede preparazione specifica, conoscenza delle procedure igienico-sanitarie, attenzione alla sicurezza e aggiornamento professionale.
La partecipazione alla manifestazione rappresenta così un’ulteriore declinazione della visione emersa durante Rome Future Week: non esistono professioni senza competenze, né innovazione autentica senza persone preparate ad affrontarla.
Dalle riflessioni sul futuro del lavoro ai percorsi concreti per chi desidera costruire una professione, Training Academy continua a mettere in relazione conoscenza e opportunità.
Perché il futuro del lavoro non si limita a essere immaginato. Si costruisce, ogni giorno, attraverso le competenze.