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Rileggendo Jane Austen, ritratto di una pre-femminista incompresa.

Il nome di Jane Austen fa riecheggiare immagini di verdeggianti campagne inglesi, tazze fumanti di te, attesa trepidante di sontuosi balli in casa e, naturalmente, matrimoni.

Il matrimonio è un tema caro e centrale nella letteratura “austeniana”. Le donne della sua epoca (siamo nella seconda metà del Settecento, inizi Ottocento) dovevano sposarsi, imperativo d’obbligo, rimanere zitelle era l’anticamera dell’esclusione sociale e, molto spesso, della povertà. Eppure, a dispetto delle sue opere, la Austen scientemente scelse di non sposarsi e di vivere del suo lavoro di scrittrice. Una risoluzione per l’epoca realmente anticonformista; e lo fece non perché non avesse spasimanti o, come spesso una certa critica letteraria maschilista sostiene, fosse brutta, anzi.

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#quellavoltache dalla violenza ci rialzammo: il caso Weinstein

Lo scoppio del caso Weinstein ha sollevato un vero e proprio polverone mondiale in tema di abusi e violenze sulle donne. Si sono susseguite decine di denunce contro il produttore, tra cui quella di Asia Argento che ha reso l’Italia protagonista della bufera mediatica. Il belpaese come si sarà espresso? Ha fatto sentire il suo appoggio incondizionato o ha preso le distanze dalla denuncia dell’attrice? Come ormai ben sappiamo di appoggio incondizionato non si può, purtroppo aggiungerei, parlare. Da subito sono stati twittati post molti duri nei confronti dell’Argento.  Come ammesso dalla stessa Asia in un’intervista a La Stampa “solo nel mio Paese sono stata insultata”.  Ciò che emerge da questa presa di posizione italiana (mi sento di puntualizzare non unanime), è la poca consapevolezza di cosa sia da giudicare violenza e cosa invece “fatto con consenso”.

Nei mesi passati sono stati molti i casi, riportati dalla stampa e dai telegiornali nazionali, di stupri e violenze ai danni di donne. Non ultimi il caso della turista polacca, vittima di una brutale violenza in una spiaggia della riviera romagnola, e il caso delle due studentesse americane che hanno denunciato la violenza subita da una di loro dal carabiniere fiorentino. Intanto è da precisare il reale significato di stupro, violenza e abuso. Continue reading “#quellavoltache dalla violenza ci rialzammo: il caso Weinstein”

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Depilazione – Mutilazione? Donne, uomini e modelli estetici

Navigando in rete è sufficiente ricercare l’espressione “parità di genere” per trovare un enorme quantitativo di contenuti e opinioni sul tema.

Un articolo tra quelli che ho individuato mi ha colpito in particolar modo.

In esso l’autrice sosteneva di essere consapevole di fare scelte anti-femministe nel momento in cui si depilava, truccava o indossava i tacchi. La sua tesi, infatti, era che tutte queste scelte estetiche erano determinate da una cultura patriarcale che lei e tutte le donne interiorizzano fin da giovane età, e imparano a rispettare per essere socialmente accettate. Se infatti una donna decidesse di non omologarsi a queste regole verrebbe derisa, isolata o addirittura molestata. Parlava quindi della depilazione come di una “leggera mutilazione” di parte del proprio corpo, non più accettato nella sua naturalezza.

L’articolo mi ha spinto a riflettere. Il tema dell’imposizione di modelli estetici femminili non è certo nuovo, ma ciò che in questo caso Continue reading “Depilazione – Mutilazione? Donne, uomini e modelli estetici”