Al Museo Storico della Fanteria “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” fino al 28 giugno 2026
L’ultimo Matisse – Morfologie di carta
Fino al 28 giugno 2026 il Museo Storico della Fanteria ospita la mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, un percorso espositivo che illumina l’ultima, sorprendente stagione creativa di Henri Matisse.
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Con oltre cento opere provenienti da collezioni private, l’esposizione racconta la trasformazione radicale del linguaggio artistico del maestro, capace di reinventarsi anche nei momenti più difficili della sua vita.
Curata da Vittoria Mainoldi e prodotta da Navigare Srl, la mostra si concentra sugli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, quando Matisse, segnato da una grave malattia e costretto a una mobilità ridotta, abbandona progressivamente la pittura tradizionale per sperimentare una nuova tecnica: i celebri papiers découpés, ritagli di carta colorata che divengono il suo strumento espressivo principale.
“Disegnare con le forbici”, come lui stesso definiva questo processo, segna una svolta decisiva nella storia dell’arte moderna.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche. La prima, Verve, rende omaggio alla collaborazione tra Matisse e l’editoria d’avanguardia, in particolare con la rivista diretta da Tériade. Qui trovano spazio 44 litografie e disegni, tra cui opere iconiche come La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Négresse e Bleu Nu, testimonianza della potenza innovativa dei cut-outs.
La seconda sezione, Libri d’artista e libri illustrati, esplora il dialogo tra immagine e parola. I disegni realizzati per testi letterari rivelano un Matisse più intimo, capace di evocare emozioni profonde con una linea continua e minimale. Particolarmente suggestivi sono i lavori per Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit e per Lettres Portugaises, dove il tratto diventa strumento psicologico oltre che formale.
Il cuore pulsante della mostra è rappresentato dalla serie Jazz, protagonista della terza sezione. Realizzata tra il 1943 e il 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, quest’opera fonde colore, ritmo e parola in una sinfonia visiva di straordinaria energia. Tavole come Icarus o Le Coeur mostrano come Matisse riesca a opporre alla tragedia del conflitto una visione vitale e dinamica dell’arte.
Chiude l’esposizione la sezione dedicata al disegno, pratica fondamentale per tutta la vita dell’artista. Nei grandi carboncini degli anni Quaranta, in particolare nei nudi femminili, poche linee essenziali bastano a definire forme e volumi, sfiorando l’astrazione e raggiungendo una libertà espressiva assoluta.
“L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” non è solo una mostra, ma un viaggio nella resilienza creativa di un artista che, di fronte al limite, seppe reinventare il proprio linguaggio. Un appuntamento imperdibile per comprendere come, anche nella fragilità, possa nascere una delle più alte espressioni della modernità artistica.