Eurovision Song Contest Lisbon 2018: considerazioni finali

Si è concluso quasi una settimana fa l’Eurovision Song Contest, tenutesi quest’anno a Lisbona, capitale del Portogallo.

Le 43 canzoni in gara hanno rappresentato la quasi totalità della musica con i suoi differenti generi: dalla lirica, al pop, al rock al rap.

È stato un Contest all’insegna della semplicità e della centralità delle canzoni.

La vincitrice è stata Netta, rappresentante di Israele, con la canzone “Toy”, apparentemente leggera ma inneggiante al valore dell’essere una donna indipendentemente dagli uomini e da ciò che possano credere di noi! Un testo moderno e attuale, quello di Netta.

Il leit motiv del Contest è stato l’amore, sviscerato in tutte le sue forme; mentre, al contrario, si è sentita la mancanza di testi sociali, tranne qualche eccezione. Tra queste eccezioni è presente la canzone italiana “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

L’Italia nella serata finale, nonostante un inizio poco positivo a causa dei voti della giuria, ha avuto una rimonta grazie ai voti del pubblico, classificandosi al 5° posto.

Tra le canzoni portate al Contest sono emerse alcune di esse per valore musicale, sonorità e vocalità; tra queste:

  • Italia con Ermal Meta e Fabrizio Moro in “Non mi avete fatto niente”, un testo realmente sociale e impegnato;
  • Azerbaijan con Aisel in “X My Heart”, nonostante la sua eliminazione nella prima semi – finale;
  • Albania con Eugent Bushepa in “Mall”, in cui la voce spicca in modo preponderante e il testo è poetico e malinconico;
  • Israele con Netta in “Toy”, canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest Lisbon 2018;
  • Grecia con Gianna Terzi in “Oneiro Mou”, ricca di sonorità antiche e misticheggianti;
  • Romania con The Humans in “Goodbye”, il testo si differenzia e racconta la solitudine;
  • Serbia con Sanja Ilic e Balkanica in “Nova Deca”, le sonorità spiccano e creano una reale differenza con le altre portate nel contest;
  • Malta di Christabelle con “Taboo”;
  • Ungheria con AWS in “Viszlat Nyar”, totalmente differenti rispetto agli altri artisti;
  • Germania con Michael Schulte in “You let me walk”, testo delicato, profondo e sofferente.

La classifica finale ha riconosciuto in alcune di queste canzoni un valore mentre altre sono state, a mio parere, poco onorate. Mentre, al contrario, quelle che hanno ottenuto un posto di riguardo nella classifica, rientrando nei primi posti ma non meritandolo del tutto sono:

  • L’Austria con Cesár Sampson in “Nobody But You”;
  • Repubblica Ceca con Mikolas Josef in “Lie to me”;
  • Svezia con Benjamin Ingrosso in “Dance you off“;
  • Estonia con Elina Nechayeva in “La Forza”;
  • Moldavia con Doredos in “My lucky day”.

Classifica finale dell’ Eurovision Song Contest 2018

Israele
Cipro
Austria
Germania
Italia
Repubblica Ceca
Svezia
Estonia
Danimarca
Moldavia
Albania
Lituania
Francia
Bulgaria
Norvegia
Irlanda
Ucraina
Paesi Bassi
Serbia
Australia
Ungheria
Slovenia
Spagna
Regno Unito
Finlandia
Portogallo

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