Il capolavoro del Liverpool di Klopp

Doveva finire così, in un trionfo del calcio rock and roll che lui aveva anticipato nel 2015 da grande idolo delle folle. Jürgen Klopp, tecnico tedesco del Liverpool, è stato l’autentico protagonista della cavalcata trionfale dei Reds in Champions League, culminata con la vittoria contro il Tottenham al Wanda Metropolitano di Madrid. In questo modo il Liverpool ha conquistato la sua sesta Champions League di sempre, superando il Barcellona e il Bayern Monaco, ferme a quota cinque. La truppa di Klopp è stata protagonista di un percorso vertiginoso e vibrante fin dal primo momento, quando dopo aver rischiato di uscire dalla fase ai gironi, è riuscita a passare battendo il Napoli per 1 a 0 e grazie al goal average, il che ha dimostrato nuovamente quanto fosse importante il potenziale offensivo proposto dai Reds. Il tridente d’attacco formato da Salah, Mané e Firmino è stato sicuramente una delle componenti di questo trionfo storico, ma non è stata l’unico.

Il Liverpool, dato come favorito alla vittoria di Madrid dalle scommesse sportive Betfair, ha avuto la sua rivincita dopo aver perso la finale dell’anno scorso a Kiev contro il Real Madrid, principalmente per colpa di due errori del suo ex portiere Karius. Quest’anno, invece, è stato fondamentale l’acquisto del portiere brasiliano Alisson dalla Roma, squadra dalla quale era stato acquistato anche Salah. I due ex romanisti, in effetti, sono tra i grandi protagonisti del capolavoro di Klopp, che ha puntato moltissimo su di loro. Il portierone brasiliano è stato un muro in tutta la competizione, sublimando la sua grande Champions con una parata strepitosa proprio nella finale, mentre all’egiziano è toccato aprire le danze con il rigore dell’1 a 0 dopo appena un minuto di gioco. Un’ottima difesa e un attacco incisivo sono sicuramente delle caratteristiche fondamentali per una squadra che vuole ben figurare in varie competizioni. Il Liverpool, che in Premier League è arrivato secondo dopo aver conquistato 97 punti (solo uno in meno del Manchester City campione), è stato solidissimo nei momenti chiave della Champions. Tra tutti, probabilmente, l’uomo più decisivo anche se poco mediatico è stato il difensore Virgil Van Dijk, che è automaticamente un candidato al Pallone d’oro che si assegnerà a fine anno. Il centrale olandese, che negli ultimi 64 incontri disputati non è mai stato saltato in un dribbling uno contro uno. Questa spaventosa statistica mostra come il centrale acquistato dal Southampton sia stato forse l’uomo più importante dei Reds, sia per la sua fermezza difensiva sia per la sua abilità a far ripartire l’azione.
Tanti altri sono stati però i protagonisti di questa storica vittoria, a cominciare dal capitano Henderson fino ad arrivare ai terzini Alexander Arnold e Robertson, senza dimenticare Wijnaldum e Origi, che con una doppietta a testa hanno firmato l’epica rimonta sul Barcellona nella semifinale di ritorno in una partita nella quale mancavano fue fenomeni come Salah e Firmino, responsabili di una notevole parte dei goal dei Reds. Del resto, la storia del calcio insegna che senza una squadra con una buona amalgama tra campioni e gregari, capolavori come questo non sono possibili.

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