Intervista al direttore artistico della XXIV edizione di ISAO Festival (Il sacro attraverso l’ordinario) Giordano Amato

“Inaugurata sabato 16 settembre con lo spettacolo di Simone Cristicchi, da giovedì 22 settembre la XXIV edizione di ISAO Festival (Il sacro attraverso l’ordinario) entra nel vivo: 12 spettacoli, di cui 2 prime assolute e una prima piemontese, ospitati in 8 comuni per 17 giorni di programmazione, con più di 20 ospiti e un originale percorso teatrale tra boschi e parchi. Con il linguaggio del teatro e della musica, indaga gli intrecci tra il metafisico e il materiale. In programma fino a domenica 12 novembre 2017 in Piemonte (Pinerolo, Torino, Ivrea, Orbassano, Cumiana, Almese, Chivasso) e Valle d’Aosta (Donnas) il festival è ideato da Il Mutamento Zona Castalia con Pop Economix e Mulino Ad Arte, co la direzione artistica dal regista e drammaturgo Giordano V. Amato.”

Ho avuto il piacere di intervistare il direttore artistico Giordano Amato che mi ha spiegato in dettaglio le finalità, il tema e gli spettacoli del festival, soffermandosi sullo spettacolo “A noi Vivi il Paradiso” che sarà una prima assoluta e che lui stesso ha scritto e diretto. 

  • La ringrazio per questa intervista. È incominciata da poco la XXIV edizione di ISAO Festival (Il Sacro attraverso l’ordinario). Il tema è “Alla ricerca della felicità”. Può dare maggiori dettagli sul festival e sul tema scelto?

Grazie e lei. Questo è stato il nostro modo di affrontare gli aspetti della crisi, economica ma anche culturale e più in generale di valori. Ci siamo sforzati di dare alla crisi un’accezione positiva, intendendola come opportunità di cambiamento. Nel 2015, con “A NOI VIVI! L’inferno” abbiamo affrontato, in modo anche un po’ ironico, gli aspetti più bui e più tristi della crisi; poi, l’anno scorso, è stata la volta di “A NOI VIVI! Purgatorio”, i primi, tenui bagliori di luce. Quest’anno eccoci a “paradiso” che è il punto di arrivo. Il percorso è stato anche correlato e dedicato alle cantiche dantesche, ovvero al sommo esempio di uscita dalla crisi attraverso la poesia. Ed eccoci finalmente, e faticosamente, alle soglie del “paradiso”. Ovviamente quello che immaginiamo è un paradiso laico e concreto, da costruire qui e adesso, nulla di astratto. Poco religioso ma, ci auguriamo, molto spirituale. Non crediamo di poterlo vivere appieno, ma desideriamo indicarlo, con il festival e lo spettacolo dedicato cerchiamo di trasmettere la nostra visione. E per farlo occorre provare a ritornare a uno “spirito bambino”, e magari coinvolgere anche dei bambini veri. È quello che stiamo facendo.

  • La location è veramente molto particolare, l’ex cimitero di San Pietro in Vincoli a Torino. La scelta è ricaduta su questo luogo a causa del tema o è indipendente a ciò?

L’ex cimitero di San Pietro in Vincoli è ormai da otto anni la nostra sede ed è anche, naturalmente, una tra le location dell’ISAO Festival. Si tratta di un posto davvero straordinario che, sia nella sua natura di monumento storico, sia per le sue attuali caratteristiche di luogo di cultura, meriterebbe di essere maggiormente valorizzato. Da quando lo “abitiamo” scherziamo sulla mission che ci siamo accollati, ovvero quella di riportare vita in un cimitero, obiettivo certamente difficile ma non impossibile al quale il nostro Festival concorre. Forse il nostro “A NOI VIVI!” è anche un invito a considerare la meraviglia di esserci, adesso e di ricordarsene vivendo la vita con le sue opportunità. Abitare e operare in un cimitero è un importante occasione di “ricordo”.

  • Quali sono gli artisti principali che hanno allietato questi primi giorni e quelli che ancora devono esprimersi sul palco?

L’apertura è stata sabato 16 settembre al Teatro Sociale di Pinerolo con lo spettacolo “Il secondo figlio di dio” con Simone Cristicchi. Si è trattato di uno spettacolo davvero eccezionale, interpretato con maestria da Cristicchi e accolto con molto calore e interesse dal pubblico. Siamo particolarmente soddisfatti di questa partenza, perché in ventiquattro anni è la prima volta che l’ISAO Festival apre la propria programmazione in una sede differente da Torino ed è la prima volta che fa tappa a Pinerolo. La conferma dell’opportunità di questa scelta è venuta anche dai mezzi d’informazione che ci hanno gratificati di ottime uscite. Nel pomeriggio di sabato, l’Open Day del Festival ci ha permesso di proporre al nuovo pubblico degli estratti dagli spettacoli che saranno presentati in prima assoluta nei prossimi giorni. In particolare “Uova toste”, degli amici e colleghi Mulino Ad Arte, giovane compagnia che, con Pop Economix è co-organizzatrice del Festival. Lo spettacolo ha debuttato ieri sabato 23 settembre al Teatro Astra di Torino e affronta un tema di grande attualità, quello dei disturbi alimentari degli adolescenti.

Domenica 24, è proprio la volta di “A NOI VIVI! Il paradiso”, una prima assoluta che vede in scena, oltre all’attrice Eliana Cantone e al due di acrobati “Nani Rossi”, quattordici bambini tra i 7 e i 10 anni.

Non possono nominare tutti gli artisti presenti, ma posso dire che tutti i lavori proposti sono ugualmente significativi e necessari, capaci di affrontare tematiche attuali e coerenti alla tematica del festival. Il programma completo è consultabile all’indirizzo www.isaofestival.it. Tutti gli spettacoli sono di elevata qualità professionale; e quando non lo sono nell’accezione ordinario del termine, come nel caso  de “Il re dei ciarlatani” della Compagnia i Sognattori, siamo di fronte a un’esperienza di teatro integrato di grande forza comunicativa e di indiscutibile valore civile.

Tra le ospitalità di rilievo è necessario segnalare il concerto di Vishwa Mohan Bhatt. Siamo molto onorati di ospitare il noto musicista indiano, di fama mondiale, molto attivo sia nell’ambito della musica classica indiana che nelle contaminazioni “world”, che gli hanno permesso di vincere un Grammy nel 1993. Si esibirà con il tablista Nihar Mehta, in un concerto di musica classica in cui Bhatt suonerà la mohan vînâ; uno strumento rivoluzionario, a metà tra la chitarra e il sitar, messo a punto da lui stesso, con il quale è riuscito a catturare l’attenzione internazionale.

  • Lei, nello specifico, come già affermato, ha scritto e diretto “A noi Vivi il Paradiso”. Di cosa tratta e quale è stata l’ispirazione iniziale che l’ha condotta all’ideazione dello spettacolo?

Come dicevo, “A NOI VIVI! Il paradiso” conclude un percorso che, dopo avere esaminato gli aspetti più neri e deleteri della crisi, dopo aver intravisto qualche tenue possibilità nel purgatorio, si ferma alle soglie del “paradiso” che immaginiamo possa essere destinato soprattutto ai piccoli, come possibilità, ma anche come compito. Se è possibile creare un paradiso qui e ora, saranno loro a doversi impegnare. Non voglio dire che gli adulti debbano farsi da parte, anzi, ma per farlo occorre l’ “insegnamento” dei piccoli, il loro “spirito bambino”, che troppi adulti hanno perduto per strada. Per questo nella presentazione cito un artista che mi ha ispirato e il cui lavoro mi è molto caro: “I bambini imparano attraverso il gioco, gli adulti giocano con l’arte. Ho dedicato tutta la mia vita all’obiettivo di restare sempre un bambino” firmato Brian Eno.

  • Quali crede siano gli elementi che potrebbero condurre a un futuro migliore nel mondo e di conseguenza al “paradiso”?

Una delle storie tradizionali che ho rielaborato per lo spettacolo racconta di due serpenti antenati, i Maiaurli, che percorrono l’intero pianeta per fecondarlo con degli “spiriti bambini”. Noi confidiamo sulla loro azione “fecondatrice”, generatrice di nuove risorse e di nuove possibilità. Il nostro compito – e quello dei bambini, per i quali è ancora naturale – è quello di “scavare”, scavare in se stessi e cercare risposte adeguate nelle proprie profondità, riprendere i fili che ci collegano alla terra e ci permettono di essere, in modo naturale, un tramite tra terra e cielo, ma solo un tramite e non i “padroni”, come spesso ci crediamo di essere. Gli “spiriti bambini” lasciati dai Maiaurli possono riportarci a una dimensione di purezza “infantile”, cioè incontaminata, possono veicolarci fuori dalla crisi, verso nuove visioni e opportunità. Ma tutto questo non può essere acquistato né al supermercato né in internet. È necessario un lavoro individuale, perché gli “spiriti bambini” vanno trovati, scoperti, scavati dalle profondità, solo così possono rivelare la loro carica rigeneratrice.

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