Intervista alla poetessa Maria Teresa Chechile: “i sogni non rimangono chiusi nel cassetto”.

Maria Teresa Chechile nasce a Zurigo il 14 gennaio 1971. Figlia del Sud Italia (Atena Lucana, paese e terra di confine tra Basilicata, Calabria e Campania) e dell’emigrazione degli anni ’60, impara a conoscere ed a sperimentare le varie sfaccettature del vivere, ricevendo stimolazioni continue tra Italia e Svizzera. La sua indole poetica e letteraria la porta negli anni a cimentarsi in piccole raccolte poetiche che lei stessa definisce “sogni nel cassetto”. La sua innata versatilità per la scrittura l’aiutano in questo processo di assimilazione e osservazione a volgere in versi e scritti tutto ciò che la circonda, segnando il tracciato per nuove strade e nuovi progetti.

La sua prima poesia, scritta a 15 anni, dal titolo “Di Notte” è l’inizio di un nuovo modo di osservare le cose, le persone e le situazioni, consentendole di descrivere ed immaginare un mondo tra l’incanto ed il disincanto.
Il suo impianto letterario, già forgiato nel corso degli studi umanistici, le dà una maggiore spinta a proseguire nel poetare e le vicissitudini della vita la porteranno a dedicarsi al prossimo divenendo infermiera, prima a Milano e poi all’Ospedale Carlo Urbano di Jesi.

Fortemente convinta che nulla succede per caso, che tutto è già scritto e che ogni azione dell’essere umano va solo aiutata, a riprova di questo, s’imbatte, nel febbraio del 2018, in un concorso di poesie edito da Aletti Editore, al quale partecipa con l’opera “Di Notte” che le varrà l’inclusione nell’antologia “A.Quasimodo legge i poeti contemporanei”, con menzione di merito e con l’interpretazione della stessa poesia da parte dell’attore e regista, nonché figlio del Premio Nobel per la letteratura, Alessandro Quasimodo. L’inclusione nell’antologia “A.Quasimodo legge i poeti contemporanei” sarà la sua prima risposta a quel cassetto di sogni tenuto per troppo tempo chiuso. Immessa su YouTube, raggiunge in pochi mesi un risultato eccellente di visualizzazioni e sarà la stessa casa editrice a proporle di incidere un cd, dove lo stesso Quasimodo seleziona cinque sue opere a cui dà voce espressiva; si intitola “A. Quasimodo legge Maria Teresa Chechile”.

Maria Teresa Chechile ottiene nel corso del 2018 nuovi successi: la poesia “Pensiero” viene inclusa nell’Antologia per la Giornata Mondiale della Poesia 2018, edita da Aletti e l’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei inserisce all’interno tre sue opere, “Metafisica”, “Il rumore del silenzio” e “Pensiero”. Nell’agosto 2018, in occasione del Festival Internazionale “Il Paese della Poesia” di Rocca Imperiale, partecipa alla masterclass con Mogol e presenta, in un concorso interno al festival, la poesia “A mio padre (L’assenza)”, che è successivamente inclusa, con diploma di merito, nell’antologia “4° premio internazionale Salvatore Quasimodo. Vol. 1”, pubblicata in occasione del cinquantenario della morte del poeta. Ma è la sua prima poesia “Di Notte” ad essere presentata ad uno dei più prestigiosi concorsi, ovvero il Premio Mario Luzi. Ciò porta la Chechile ad un grande risultato: “Di Notte”, infatti, sarà inclusa nella prestigiosa enciclopedia che uscirà tra maggio e giugno del 2019 e la poetessa avrà un’intera pagina con sinossi nell’Agenda Nazionale dello Scrittore della Repubblica Italiana 2020/2021. 

Il prossimo 6 aprile, ritirerà il premio (menzione speciale), ottenuto grazie alla poesia “Di Notte”, del Concorso Internazionale La Girandola delle Parole di Limbiate.

  • Buonasera Maria Teresa. In seguito alla selezione della casa editrice Aletti Editore, una tua poesia è entrata a far parte dell’Antologia dei Poeti Italiani Contemporanei e i tuoi versi sono stati letti da Alessandro Quasimodo, figlio di Salvatore Quasimodo. Cosa hai provato nell’ottenere un così grande privilegio e successo?

Per puro caso mi sono imbattuta un giorno in un annuncio di un concorso poetico indetto da Aletti Editore, circa un anno fa. Lo ricordo nitidamente perché a mano a mano che ero su internet mi tornava ripetutamente quasi a chiamarmi e oserei dire a tentarmi. Tante volte avevo pensato, in tutti questi anni, di fare qualcosa, promuovere le mie poesie ma un po’ per reticenza ed un po’ per mancanza di fiducia nelle mie potenzialità, avevo messo da parte e continuato a conservare in un cassetto, come già avevo fatto in passato fin dai mie 15 anni. Al massimo i poemi li dedicavo a pochi amici e ai familiari e così mi nascondevo dietro un velo di, oserei dire, gelosia nei confronti dei mie versi.

Quel giorno, però, qualcosa è scattato in me e mi ha convinta a provarci e a partecipare. D’altro canto  Quasimodo padre, Premio Nobel, da ragazza lo leggevo. Ho voluto presentare in quella occasione la poesia “Di Notte” per comprendere che effetto avrebbe avuto a distanza di tanti anni proporre un poema scritto all’età di 15 anni e lasciato in un cassetto per troppo tempo.

Mai avrei pensato al tanto clamore e all’effetto che avrebbe sortito in molte altre persone. Io neofita uscivo dal mio guscio e tiravo fuori da quel cassetto sogni rimasti chiusi.

La poesia è stata inclusa (su più di 200 candidati) nell’antologia “A. Quasimodo legge i poeti contemporanei” per un totale di 60 autori, tra i quali molti già noti. Ha avuto anche un grande successo di visualizzazioni su YouTube, dove era stata immessa dall’editore e questo mi ha portata anche ad un buon riscontro da parte della stampa, facendomi diventare un caso letterario.

Ho incominciato ad avere fiducia in me e soprattutto a riconoscere le mie potenzialità. Sono stata un po’ stordita all’inizio per tutto questo, ovviamente, ma dentro sono tremendamente contenta ed incredibilmente felice. Felice soprattutto che la mia prima poesia compiuta e scritta a 15 anni, appunto “Di Notte”, ispirata al pensiero leopardiano, avesse fatto breccia nel cuore della gente e non solo tra i pochi amici e familiari.

Maria Teresa Chechile e Alessandro Quasimodo
  • Il 6 aprile riceverai un’ulteriore riconoscimento: la menzione speciale per la poesia “Di notte” nell’ambito del Premio “La girandola delle parole”. Ti aspettavi tutto questo successo oppure è un po’ come vivere un sogno?

Si, il 6 aprile otterrò questo ulteriore riconoscimento nell’ambito del premio, patrocinato dalla Regione Lombardia, Unpli ed altre associazioni culturali.

L’ho voluta ripresentare anche in questa occasione per un più ampio pubblico e giuria. Volevo, infatti, riproporla per capire, nell’ambito dei concorsi, quanto potesse essere incisiva. La risposta anche in questo caso ha confermato la prima tesi: la validità dell’opera, che io definisco un “IDILLIO”. Tutto il successo che la poesia sta riscuotendo mi associa e mi lega non solo alla poesia stessa ma è per me punto di partenza per tradurre in versi l’osservazione del mondo e dell’agire umano all’interno di un sistema universale. Un connubio che mi gratifica, mi spiazza e mi emoziona ma che mi fa capire, anche, come nella vita non bisogna mai arrendersi e che non è mai troppo tardi per iniziare. C’è un motto che ho sempre fatto mio, perché mio lo è: “crederci sempre, arrendersi mai, restando sempre con i piedi ben puntati per terra perché niente cala dal cielo se non con impegno e volontà.”

  • So che sarà possibile leggere i tuoi versi anche in altre opere. Puoi dirci dove sarà possibile trovare i tuoi componimenti?

Si, altra soddisfazione.

Mi sono incaponita e, forse, anche per averci preso gusto, mi sono candidata al Premio Mario Luzi, con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, perché volevo realmente capire chi fossi e soprattutto cosa potesse ancora dare ed esprimere la poesia “Di Notte”. Il piacere di pretendere di più da me era lì a portata di mano. Tutto quello che per anni avevo taciuto, ora volevo esprimerlo, raccontare al mondo dei miei sentimenti, di come in fondo pur essendo comuni a tutti, ognuno ha una sua visione delle cose e delle persone, una percezione sottile, fine e incisiva, che io, appunto, ripeto, riesco a tradurre in versi. Quindi sono stata inclusa nella prestigiosa Enciclopedia dei Poeti Italiani con il poema “Di Notte” e altre due liriche che uscirà tra maggio e giugno 2019.

  • Tu sei un’infermiera. Come nasce l’amore per la scrittura e nello specifico per la poesia?

Fare l’infermiera professionale mi ha aiutata negli anni, ulteriormente, a capire l’animo umano, le sue fragilità, la sua complessità, le potenzialità di ognuno e soprattutto quanta beatitudine ci sia nel poter aiutare gli altri. Ci fa stare bene, ci rende umani e ci rende felici. La poesia, poi, in tutto questo mi ha aiutata a tradurlo in versi, ma anche a interrogare tutti quegli aspetti socio-culturali, antropologici dell’essere. L’amore per la poesia nasce spontaneamente in me, per dono innato, ma devo dire, anche, che l’ambiente in cui sono cresciuta, le esperienze di vita, la mia famiglia e le persone che ho incontrato hanno fatto sì che io potessi vedere oltre. Oltre ogni apparire, oltre ogni ragionevole dubbio.

  • Ci sono degli autori ai quali ti senti particolarmente legata nel tuo modo di scrivere?

Si e anche qui devo dire grazie ai mie due grandi fili conduttori che mi hanno fatto strada ed accompagnata in questo processo letterario formativo. In questo viaggio essi sono: la letteratura di Leopardi e la filosofia di Kant. Due grandi per me, che vuoi per assonanze, vuoi per predominanze hanno sortito in me effetto. Mi hanno smussata, forgiata, strutturata ponendomi dubbi, tanti, ma anche cercando da quei dubbi di  trovare soluzioni. Risposte che poi attraverso la poesia ed il mio lavoro cerco di dare.

  • Cosa consiglieresti a chi tenta di realizzare un sogno?

A chi tenta di realizzare un sogno dico: non smettete mai di inseguire i vostri desideri, essi sono come la nostra pelle, li portiamo addosso sempre e se deve succedere, accadrà, perché è solo credendoci e perseverando che tutto può avvenire. La fortuna va aiutata con l’impegno e, come mi ha detto Quasimodo, studiare è l’unico modo per capire e solo con lo studio ci si perfeziona e si migliora. Non datevi mai per sconfitti perché per ogni caduta c’è una risalita e per ogni salita una discesa.

Per esempio io ho messo del tempo per aprire quel cassetto, quel potenziale nascosto ma se c’è del buono, del talento e deve succedere accadrà. Prima o poi arriva.

  • Per concludere: ci puoi recitare una tua poesia?

La poesia che mi viene da interpretare e che spesso mi viene richiesta è “Di Notte”. Io la interpreto con tanto affetto perché è quella da cui tutto è iniziato. Poi ce ne sono altre che ho scritto in diverse fasi della mia vita, ognuna ha un suo preciso motivo ed una sua precisa collocazione. Non posso che ringraziare la vita per il grande dono che mi ha fatto, ringraziare Quasimodo e l’Aletti Editore che hanno creduto in me e le innumerevoli menzioni speciali e di merito ricevute per tutte le mie opere. Un ringraziamento speciale alla mia famiglia che mi ha insegnato che l’umiltà viene prima di ogni cosa. Ecco perché forse i miei poemi piacciono: perché raccontano di un vivere fatto di cose semplici ed umane.

 

DI NOTTE

(Di notte) tutto tace,

parrebbe che il mondo

abbia trovato pace.

 

Sol io maneggio

col mio pensiero

parlando a

 questo cielo.

Guardando a testa

bassa

 la poca gente che

innanzi a me or passa.

 

Qual ch’essa sia,

ognuna conserva

dentro sé

la propria bramosia.

 

Velatamente io

provo ad ingannar

 me stessa,

sfuggendo a quella mia:

 Qual è il mio Desio?

 

Osservo da

 lontano

 un bimbo appena

nato

 che al seno della

 madre

 si è appena

accoccolato.

 

Scavando dentro

 al cuore

m’immagino

l’amore

 rubando baci,

affetti tra

vettovaglie e

letti.

 

E poi,

spingendomi più

 in là,

fin dove l’occhio va,

 m’ inoltro dentro

case,

 travedo luci

accese son vite ancor

sospese.

 

Nel buio della

 notte

ciascuno cerca o

insegue,

infondo, la sua

sorte.

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