“La cronologia dell’acqua”: Kristen Stewart firma un esordio potente sul trauma, la memoria e la scrittura come atto di rinascita
La cronologia dell’acqua © 2025 SCOTT FREE - CG CINEMA INTERNATIONAL - FORMA PRO FILMS - NEVERMIND PICTURES
Dal 11 giugno arriva nei cinema italiani in lingua originale “La cronologia dell’acqua”, distribuito da Wanted Cinema, esordio alla regia di Kristen Stewart e adattamento dell’omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch.

Presentato nella sezione Un Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes, il film ha attirato attenzione per il suo approccio frammentato e viscerale alla memoria, raccontando la storia di Lidia — interpretata da Imogen Poots — nel suo percorso di ricostruzione identitaria dopo un’infanzia segnata da abusi, dolore e dinamiche familiari disfunzionali.

Il nuoto agonistico diventa per lei un primo tentativo di fuga e disciplina, una promessa di salvezza fisica e mentale che però si scontra con una realtà fatta di lutti, relazioni tossiche e dipendenze. È solo attraverso la scrittura che il suo percorso trova una direzione diversa, trasformando la frammentazione del trauma in possibilità narrativa.
Nel film compare anche Jim Belushi nei panni dello scrittore Ken Kesey, figura chiave che riconosce nella giovane donna un potenziale creativo capace di emergere proprio attraverso la rottura delle forme tradizionali del racconto.
La regista Kristen Stewart costruisce un’opera che rifiuta la linearità narrativa, scegliendo invece una struttura fatta di frammenti, memorie spezzate e percezioni corporee. Un processo che diventa esso stesso linguaggio cinematografico.

“Ho incontrato questo libro nel 2017… dopo 40 pagine ho capito che dovevo trasformarlo in film”, racconta Stewart, sottolineando come il progetto sia stato sviluppato nell’arco di otto anni e oltre centinaia di versioni di sceneggiatura, con l’obiettivo di restituire una memoria “effimera e neurologica”.
La cronologia dell’acqua si presenta così come un’opera intensa e radicale sulla riappropriazione della propria voce, dove trauma e scrittura diventano strumenti di trasformazione e sopravvivenza.
Un film che esplora il confine tra corpo, identità e narrazione, e che segna un debutto registico ambizioso e profondamente personale per Kristen Stewart.

Un film di Kristen Stewart
Con
Imogen Poots,
Thora Birch, Charles Carrick, Tom Sturridge, Susanna Flood, Esmé Creed Miles, Kim Gordon, Michael Epp, Jim Belushi.
Nel cast anche Earl Cave, figlio del musicista australiano Nick Cave e interprete di Sunny Dancer, The Sweet East, The True History of the Kelly Gang, Days of the Bagnold Summer.
Basato sul memoir di Lidia Yuknavitch edito in Italia da Nottetempo