“Nel silenzio delle stanze”, il film di Jérôme Bonnell al cinema dal 29 ottobre

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Nel silenzio delle stanze ©2025 Diaphana Films

Nel silenzio delle stanze ©2025 Diaphana Films

Ambientato nella Normandia del 1908, il film con Galatéa Bellugi, Louise Chevillotte e Swann Arlaud esplora il consenso, le convenzioni borghesi e la possibilità di emanciparsi da un destino imposto. Al cinema dal 29 ottobre con Officine UBU.

Ci sono silenzi che custodiscono segreti e altri che diventano strumenti di sopraffazione. In Nel silenzio delle stanze (La Condition), Jérôme Bonnell attraversa le pieghe della società borghese dei primi del Novecento per raccontare un sistema in cui il decoro pubblico nasconde fragilità, rapporti di potere e libertà negate.

Tratto dal romanzo Amori di Léonor de Récondo, il film sarà nelle sale italiane dal 29 ottobre, distribuito da Officine UBU. L’opera ha ottenuto una candidatura ai César 2026 e due candidature ai Lumière Awards 2026, confermando l’attenzione suscitata dal progetto.

©2025 Diaphana Films

Una casa, due donne e un accordo segreto

La storia si svolge in Normandia nel 1908. Céleste, interpretata da Galatéa Bellugi, è una giovane domestica al servizio di André, un ricco notaio interpretato da Swann Arlaud, e di sua moglie Victoire, a cui presta il volto Louise Chevillotte.

Dall’esterno, la coppia rappresenta un modello di rispettabilità borghese. Dietro le mura della villa, tuttavia, l’equilibrio familiare si regge su compromessi e silenzi. Quando Victoire scopre che Céleste è incinta e intuisce che André è il padre, la fragile immagine della famiglia rischia di crollare.

Per evitare lo scandalo, Victoire impone al marito una condizione irrevocabile: la sua reputazione resterà intatta, ma non potrà più entrare nella stanza della moglie. Un accordo nato per preservare le apparenze finisce così per modificare gli equilibri della casa e aprire uno spazio inatteso.

Tra Victoire e Céleste si sviluppa infatti una vicinanza progressiva, capace di superare le distanze sociali e le convenzioni del tempo. Due donne collocate in posizioni differenti scoprono una possibilità di comprensione reciproca e un modo diverso di immaginare il proprio futuro.

©2025 Diaphana Films

Il peso delle convenzioni e la libertà di scegliere

Pur muovendosi nella Francia di inizio Novecento, Nel silenzio delle stanze affronta questioni che attraversano anche il presente. Il consenso, la disparità di potere tra uomini e donne e il ruolo delle convenzioni sociali emergono attraverso una storia in cui la rispettabilità diventa una facciata dietro cui possono nascondersi abusi e ingiustizie.

La casa si trasforma nel luogo in cui le regole della società vengono imposte, negoziate e, lentamente, messe in discussione. Il silenzio non è soltanto assenza di parole: è anche il mezzo attraverso cui un ordine consolidato protegge se stesso e assegna a ciascuno un ruolo preciso.

In questo contesto, il rapporto tra Victoire e Céleste assume un significato che va oltre la solidarietà. La loro alleanza nasce da una condizione condivisa di limitazione, pur nella diversità delle rispettive esperienze. È proprio nell’incontro che prende forma la possibilità di sottrarsi a un destino apparentemente già stabilito.

©Line Nieszawer

Jérôme Bonnell tra letteratura e contemporaneità

Con Nel silenzio delle stanze, Jérôme Bonnell firma il primo adattamento letterario della propria carriera. Il regista ha dichiarato di aver voluto realizzare «un film d’epoca che parlasse del presente», indicando una delle chiavi di lettura dell’opera: utilizzare il passato per interrogare strutture sociali e dinamiche umane ancora riconoscibili.

Accanto a Swann Arlaud, Galatéa Bellugi e Louise Chevillotte, il cast comprende Emmanuelle Devos, che torna a lavorare con Bonnell per la quarta volta. L’attrice interpreta la madre di André, un personaggio creato appositamente per il film e assente dal romanzo originale. La sua presenza contribuisce a rendere ancora più instabili gli equilibri tra i protagonisti.

Attraverso una vicenda privata, Bonnell osserva così il funzionamento di un sistema che tutela le apparenze e limita le possibilità individuali. La dimensione storica non allontana il racconto dal presente, ma permette di guardare con maggiore chiarezza alle convenzioni che regolano i rapporti e ai compromessi richiesti per rispettarle.

Nel silenzio delle stanze arriva al cinema dal 29 ottobre con Officine UBU. Un film che affida a due percorsi femminili il compito di raccontare come, anche all’interno di un ordine apparentemente immutabile, possa aprirsi uno spazio di complicità e libertà.

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