Recensione del romanzo “Il capofamiglia” di Ivy Compton-Burnett, per la prima volta edito in Italia.

Il capofamiglia

Autore:

Ivy Compton-Burnett

Titolo:

Il capofamiglia

Casa Editrice:

Fazi Editore

Collana:

Le strade

Numero Collana:

431

Pagine:

348

Prezzo in libreria:

€ 19

Prezzo E-Book:

€ 9.99

Data Pubblicazione:

14-05-2020

“Il capofamiglia” di Ivy Compton – Burnett, edito per la prima volta in Italia da Fazi Editore, è un romanzo che con acume e sagacia ci narra i drammi familiari che intercorrono all’interno della famiglia degli Edgeworth e tutto il capitale umano che ne consegue.

Ivy Compton-Burnett (Pinner, 5 giugno 1884 – Londra, 27 agosto 1969) è stata una scrittrice britannica. Durante il corso della sua vita ha scritto venti romanzi, esordendo nel 1911 con Dolores e ottenendo la notorietà con il libro Brothers and Sisters.

Nel 1967 viene insignita del titolo di Dama di Commenda dell’Impero Britannico.

Virginia Woolf definiva la propria scrittura «di gran lunga inferiore alla verità amara e alla grande originalità di Miss Compton-Burnett».

Ne “Il capofamiglia”, con una scrittura in grado di essere lieve e ironica, pur nella rappresentazione della drammaticità dell’esistenza, ci narra un universo familiare costellato di vizi e sotterfugi, in cui tutto è nascosto sotto una parvenza di “quieto vivere” e normalità.

Il “capofamiglia” è Duncan, un uomo “che dava agli altri e a sé stesso la sensazione di essere alto”. Un uomo freddo che, con piglio autoritario, dirige la vita familiare, riuscendo a trasformare anche il giorno di Natale in una “guerra tattica” in cui il ricevere deve essere sempre superiore al dare.

La storia inizia, infatti, il giorno di Natale dell’anno 1885, nella sala da pranzo di una casa di campagna del diciottesimo secolo.

La famiglia scende le scale con pigrizia quel giorno, suscitando irritazione nel padre.

Il microcosmo è composto dalle figlie Nance (la maggiore, sempre obbediente e diligente) e Sybil (figlia minore, egocentrica e sarcastica), da Grant, figlio del defunto fratello di Duncan, nonché erede di tutta la proprietà (donnaiolo e dal carattere irruente) e dalla moglie Ellen, devota al marito, nonostante la sua indole.

Il romanzo è costellato da dialoghi serrati in grado di svelare, al lettore, quale meccanismo vige all’interno della famiglia degli Edgeworth. Ma non solo: gli amici e i vicini della famiglia stessa diventano un altro “elemento sottostante” da comprendere e analizzare, nel loro osservare ed esprimere un parere sulle vicende che avvengono.

L’autrice è in grado di presentare le diverse caratterizzazioni che possiedono i suoi protagonisti e di farli apparire “normalmente” reali. Ciò che caratterizza la sua “penna” è il modo profondo di raffigurare la realtà dei personaggi, nonostante l’esteriorità di cui si vestono.

La scrittura che, all’apparenza, sembra non scendere nella profondità del loro carattere, in realtà, con arguzia lo fa appieno.

Nel raccontarci la vicenda della famiglia, in seguito alla morte dell’amata Ellen, in cui Nance e Sybil si trovano in balia di Duncan e dei suoi umori, utilizza il “non – giudizio” su ciò che avviene ma il giudizio stesso lo fa scaturire dai commenti benevoli e non della comunità.

Quando Duncan sposa una giovane donna, Alison, l’autrice utilizza i suoi personaggi per pronunciare quel giudizio morale che nel lettore subentra subito, nonostante il romanzo non sembra volerlo esprimere, nella forma più immediata.

“Non mi sembra il caso di andare in giro con il cuore in mano!” in questa frase pronunciata da Duncan alla figlia Sybil vi è il significato stesso della vita dell’uomo e del suo vivere i cari: la famiglia appare come un organismo da organizzare in cui lo spazio per l’affetto è circoscritto e mai manifesto e in cui tutti hanno un ruolo da rispettare e onorare, a discapito della vita stessa e delle sue ripercussioni.

Eredità, successione, tradimenti, vizi e chiacchiere sono gli elementi che rendono “Il capofamiglia” un romanzo in grado di rappresentare il variegato universo umano, in cui tutto e niente è ciò che appare.

 

Romanzo fornito da Fazi Editore

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