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Sconfiggere la realtà distopica tramite un ripensamento utopico. Riflessioni random.

Aprendo un qualsiasi quotidiano o forse anche peggio, sintonizzandosi su un qualsivoglia telegiornale, il mondo sembra palesarsi come un posto davvero distorto, tra violenze di diversa natura, in particolare a danno delle donne, terribili stupri, infanticidi, violenze domestiche, persone costrette ad emigrare da fame e povertà, un uomo come Trump al potere… direi che dopo questa premessa, soprattutto dopo aver ricordato che Donald è realmente a capo degli Stati Uniti d’America, i poveri malcapitati lettori abbiano a ragione dismesso la lettura. Ma posso confortarvi già da ora, l’articolo vorrei terminasse con un flebile grido di speranza.

Dicevamo, sembrerebbe, stando alle cronache quotidiane, essersi realizzato quel presagio apocalittico preconizzato da un certo filone letterario che ha visto tra i protagonisti assoluti personalità come Orwell, Ray Bradbury e, forse il meno conosciuto Aldous Huxley, la cui opera maggiore, “Il Mondo Nuovo”, non ha riscosso lo stesso plauso di altri romanzi del genere, come ad esempio 1984 o Fahrenheit 451. Eppure da questo romanzo un po’ dimenticato vorrei partire.

Huxley, con la sua opera, inaugurava il filone della letteratura cosiddetta “distopica”. Per distopia, termine coniato già dal filosofo John Stuart Mill, si intende la rappresentazione di una realtà immaginaria in cui, al contrario dell’utopia, tutto va male.
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Conferenza stampa del progetto internazionale “Mediterri-Amo” del Maestro Maurizio Scaparro

Il 20 settembre alle ore 12 nella Sala Stampa Estera a Roma è stato presentato il nuovo progetto internazionale del Maestro Maurizio Scaparro dal titolo “Mediterri-Amo” che si svolgerà grazie al Patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lazio, Roma Assessorato alla Crescita culturale, Comune di Firenze, Università LUISS Guido Carli e UNHCR e in collaborazione con Compagnia Italiana, Ex Novo, Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Giorgio La Pira, Fondazione Teatro della Toscana.

“L’idea di Mediterri-amo nasce la sera del 13 novembre 2015 quando, sgomento, guardavo in televisione il succedersi tragico degli attentati di Parigi. Qualche giorno dopo avevo in programma un incontro pubblico a Parigi, con il poeta siriano Adonis per parlare di “Dialogo” e di “Mediterraneo”. L’incontro venne ovviamente annullato lasciando in me un profondo senso di impotenza. Ed è proprio per reagire che ho deciso di riunire, in una serie di incontri ed eventi, artisti, poeti, istituzioni pubbliche e private per riaffermare la necessità umana di esprimersi contro l’odio, l’intolleranza, i muri e i reticolati che tornano a dividerci e a dividere la nostra Europa. Viviamo un periodo storico, artistico e civile nel quale noi Europei del Mediterraneo sentiamo il bisogno e l’obbligo di guardare di nuovo ad Oriente per arrivare, attraverso questo sguardo, a nuove scoperte, nuove conoscenze, nuove identità, anche attraverso questo progetto. Per farlo dobbiamo sforzarci di guardare oltre, oltre i conflitti, oltre la religione, rapportandoci a quel sogno utopico di convivenza. Voltando le spalle al Mediterraneo taglieremmo i ponti con le nostre fonti intellettuali, morali, spirituali, ma anche con il nostro futuro. È infatti nel Mediterraneo che l’Europa della Cultura potrà riconquistare la sua prosperità, la sua sicurezza e lo slancio che i suoi padri fondatori le avevano dato. Oggi più che mai il compito di noi artisti è di ricordare e raccontare storie per recuperare il senso civile del vivere insieme e del confronto, fondamenta della cultura e delle sue vitalissime diversità.” (Maurizio Scaparro) Continue reading “Conferenza stampa del progetto internazionale “Mediterri-Amo” del Maestro Maurizio Scaparro”

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Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo

Era il 1995 e il telegiornale mandava in onda l’immagine di una grande nave con a bordo tanti, troppi disperati in fuga dalla guerra dei Balcani. Avevo appena sei anni e acquisì più tardi coscienza di cosa fosse la guerra. Nonostante non l’abbia mai vissuta in prima persona, quell’immagine è rimasta misteriosamente impressa nella mia memoria.

Oggi non nascondo che, mentre scrivo, posso solo immaginare la paura, la disperazione, la fame, la povertà, che costringono migliaia Continue reading “Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo”