Haters

Effetto haters. Perché l’Italia sta diventando un Paese di “odiatori” seriali.

L’una di notte, non ho sonno. Mi riprometto ogni volta: mai prendere in mano il cellulare. No, non riesco proprio a chiudere occhio. Cedo. Sapevo che non dovevo farlo, meglio un libro accidenti. Inizio a “scrollare” metodicamente i vari social. Facebook, Instagram, Twitter (questo per la verità un po’ meglio, preda di millantati “radical chic”). Mi si apre dinnanzi uno scenario che definire svilente è eufemistico. Anche Linkedin tra manager con le loro “lauree presso università della vita”, non mi suggerisce buoni segnali su come va l’andazzo. Decisamente, però, i più accaniti sono i commenti sotto gli stati/notizie di Facebook, che mi restituiscono un quadro agghiacciante.

Iniziamo dall’italiano con cui sono scritti la maggior parte di questi commenti. Dalla forma, dunque, poi passiamo al contenuto. La punteggiatura, vabbè, non la considero proprio, perché la gran parte non credo ne conosca l’esistenza. È triste ammetterlo, perché le parole scritte e lette sono quanto di più prezioso personalmente conosco, ma questo è quasi ormai un dato di fatto acquisito, Continue reading “Effetto haters. Perché l’Italia sta diventando un Paese di “odiatori” seriali.”

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“Io mi libro” di Alessandro Pagani: una raccolta di frasi umoristiche e non solo

Titolo: Io mi libro

Autore: Alessandro Pagani 

Editore: 96, Rue De La Fontaine

ISBN: 978-88-99783-82-2

Disegno di copertina a cura di Massimiliano Zatini

Foto interne di Lorena Di Gregorio

Stampa digitale – Formato: 14 x 21 – Carta interno: Palatina avorio 85 gr.

Pagine totali: 78 – Carta copertina: patinata opaca 300 grammi

Sinossi

“Io mi libro” è una raccolta di 500 frasi umoristiche catturate durante i nostri piccoli e grandi avvenimenti quotidiani, che mettono alla luce le peculiarità delle nostre consuetudini, in chiave sarcastica.

Ogni nostra azione, atteggiamento o comportamento si può prestare a diverse sfaccettature emblematiche. Nel contesto di quest’opera, l’autore ha cercato di cogliere gli aspetti più imbarazzanti e comici che possono scaturire durante il lavoro, nel tempo libero, e più in generale durante ogni situazione paradossale che ognuno di noi, anche a propria insaputa, può all’improvviso affrontare: momenti generati dal ‘teatro dell’assurdo’ o da presunte coincidenze derivate dall’ambiguità d’una parola, o dal fraintendimento di una frase. Continue reading ““Io mi libro” di Alessandro Pagani: una raccolta di frasi umoristiche e non solo”

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Rileggendo Jane Austen, ritratto di una pre-femminista incompresa.

Il nome di Jane Austen fa riecheggiare immagini di verdeggianti campagne inglesi, tazze fumanti di te, attesa trepidante di sontuosi balli in casa e, naturalmente, matrimoni.

Il matrimonio è un tema caro e centrale nella letteratura “austeniana”. Le donne della sua epoca (siamo nella seconda metà del Settecento, inizi Ottocento) dovevano sposarsi, imperativo d’obbligo, rimanere zitelle era l’anticamera dell’esclusione sociale e, molto spesso, della povertà. Eppure, a dispetto delle sue opere, la Austen scientemente scelse di non sposarsi e di vivere del suo lavoro di scrittrice. Una risoluzione per l’epoca realmente anticonformista; e lo fece non perché non avesse spasimanti o, come spesso una certa critica letteraria maschilista sostiene, fosse brutta, anzi.

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