Intervista alla band Trerose: “tre persone tese a ricercare la propria idea di bellezza, la propria rosa, che insieme hanno dato vita ad un progetto artistico comune”

Musiche pop-rock dalle sonorità scure e romantiche, rigorosamente in lingua italiana,  prendono forma dall’incontro della voce di Eleonora Merz, le chitarre di Pino Dieni (già compositore e musicista con Mara Redeghieri, e performer nel Robert Fripp’s Guitar Circle) e il basso di Fabiano Spinelli. Il gruppo inizia il percorso già dal 2015, componendo e registrando numerose tracce tra le quali, nel 2017, l’artista Umberto Maria Giardini in qualità di produttore artistico sceglierà 9 brani per la produzione dell’opera prima di Trerose. Il 12 ottobre 2018 esce dunque “Pop Noir” con etichetta e ufficio stampa A Buzz Supreme e distribuzione Audioglobe.  L’album ha ricevuto e riceve tutt’ora ottime recensioni da parte delle riviste e website di settore (Rockit, Blowup, Lindiependente, Sentireasoltare, Rockerilla, Nightguide, Exitwell, Ondarock, Nonsensemag, etc.) ed è stato presentato dal vivo in un mini tour grazie alla proficua collaborazione con Samuele Lambertini alla batteria e Davide Borelli alle tastiere, ottenendo ottimi riscontri da parte del pubblico.

Nel settembre 2019, i Trerose vincono il Premio Stefano Ronzani per la proposta più sperimentale e originale all’interno del concorso Rock Targato Italia, 31/a edizione. All’interno dello stesso concorso ricevono il Premio Compilation, con l’inserimento di un loro brano nella Compilation Rock Targato Italia 2019.

Rispondono alle mie domande Eleonora Merz e Fabiano Spinelli.

  • “L’alieno nel giardino, cosa cambierà? Forse il mio destino.” Questa è una strofa del vostro ultimo singolo “L’alieno nel giardino”. Quanto il diverso e l’inaspettato possono stravolgere la vita?

E: “L’imprevedibile è sempre da considerare. Inestimabile poesia” dice Cristina Donà in una sua canzone che ascolto spesso… L’inaspettato è sempre dietro l’angolo e da un momento all’altro può cambiare la tua vita in positivo oppure in negativo… Molto spesso diamo le cose per scontate e ci assuefacciamo alle abitudini, ma la vita ci può riservare dei grandi cambiamenti improvvisi… un amore inatteso come nel caso dell’alieno del giardino, dove sboccia un’inspiegabile sintonia tra due esseri molto diversi tra loro, ma purtroppo anche in negativo, come nel caso più estremo di una morte o basti pensare alla situazione che stiamo vivendo attualmente. Chi l’avrebbe mai pensato che un virus avrebbe preso il sopravvento in questa maniera e fatto fermare le persone, la produzione, le industrie, i trasporti?

La cosa importante è rimanere aperti al cambiamento anche quando sembra non essere positivo, perché ogni cosa porta in sé dei germi per un’evoluzione e un miglioramento personale.

  • Lo stravolgimento è sempre positivo?

F: Sicuramente no. Ogni evento che modifica la nostra percezione e soprattutto la nostra esistenza ha una natura unica e molteplici effetti e, nel suo esplicarsi, può avere conseguenze nefaste per alcuni e magnifiche per altri. Per assurdo potrebbe anche verificarsi un radicamento nell’immobilità.

  • Come band avete vissuto momenti di cambiamento i cui esiti non erano sicuri?

F: Spesso nelle difficoltà, negli intoppi che normalmente accadono, abbiamo sì trovato incertezza ma anche entusiasmo e trasformazione in azioni positive. Un esempio, che potrà sembrare un’inezia, può essere illuminante. Dovevamo fare uno dei nostri primi servizi fotografici e a causa del clima sfavorevole ci siamo trovati nella condizione di dover cambiare fotografo. L’intuito di Eleonora ci ha portato a conoscere Morris Dallini e Donatello Iacobone  dell’Officina delle Immagini, due professionisti e persone speciali, che hanno avuto un importantissimo ruolo nel successivo sviluppo della band, superando ogni insicurezza di proposta della nostra immagine.

  • Nel video, girato interamente in Trentino, in parte in un vecchio maso sulle colline di Trento e in parte presso lo spazio “Il Papavero” di Rovereto, la protagonista incontra eccentrici personaggi femminili. Chi rappresentano?

E: Abbiamo voluto ambientare il video “L’alieno nel giardino” in un’atmosfera un po’ surreale, quasi da Alice nel paese delle meraviglie. Il mondo della protagonista viene improvvisamente popolato da diversi personaggi femminili di fantasia, simbolo dell’incontro con la propria parte sognante, ma anche con i propri ricordi. Un incontro che implica un’apertura e la curiosità di volgersi verso lo “sconosciuto” e il “diverso”, verso gli aspetti irrazionali e incomprensibili della vita.

  • “Trerose” un nome dalle dolci sonorità. Come nasce?

E: Beh…siamo in tre! E poi è un numero magico, evocativo come lo è anche la rosa, fiore che racchiude in sé bellezza ed esoterismo, segreto e colore, piacere e dolore. La scelta del nostro nome è stata il frutto di una lunga ricerca, perché cercavamo una parola che identificasse l’essenza del gruppo e che allo stesso tempo avesse anche un bel suono. E questo nome ben rappresenta quello che siamo: tre persone molto diverse fra loro, ognuno teso a ricercare la propria idea di bellezza, la propria rosa, e che insieme hanno dato vita ad un progetto artistico comune.

  • Siete in tre, la voce di Eleonora Merz, le chitarre di Pino Dieni e il basso di Fabiano Spinelli. La fase di ideazione dei vostri brani come si sviluppa?

F: Secondo le direttrici classiche. Lo spunto può essere un testo, una melodia o anche un tappeto armonico. A quel punto la domanda è: cosa vogliamo trasmettere?  Quale è il sentimento, l’immagine, la storia che deve prendere vita? Naturalmente parte fondamentale è il confronto secondo le abilità ed intuizioni specifiche di ognuno di noi. C’è chi sogna, chi concretizza, senza che sia precluso invertire i ruoli.

  • La vostra musica si differenzia per melodie e sonorità. È frutto di una ricerca artistica specifica oppure si è evoluta nel corso del tempo?

F:E’ una ricerca che sta a monte, nelle vite e negli ascolti musicali dei componenti. Quando si ama la musica di chi ha sperimentato e inventato, è quasi automatico cercare di seguire lo stesso percorso. L’idea di base era quella di suonare un “POP” elaborato ma fruibile che nel corso del tempo, delle prove, del lavoro è stato avvolto in un’atmosfera “NOIR”.

  • Cosa vi augurate per il futuro?

E: Per il futuro ci auguriamo di creare nuova musica e soprattutto di avere tante occasioni di suonarla dal vivo. Nel panorama attuale, far arrivare la propria musica alle persone non è facile. C’è bisogno di un mercato e di un pubblico musicale variegato ed affamato di novità e diversità che permetta a noi come ad altri che ricercano un’altra espressione di continuare a proporre il proprio lavoro. Oltre alla costanza e ad un progetto artistico solido e interessante, ci vuole anche un pizzico di fortuna. Quindi, a proposito di eventi inaspettati, ci auguriamo che il futuro ci regali la congiunzione fortunata per farci sentire a quante più persone possibili!

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