Intervista all’attore Danilo Arena: “ho promesso a mio padre di vincere un David di Donatello.”

Danilo Arena è un giovanissimo attore con una passione viscerale e completa per il cinema e la recitazione. Una passione che lo ha spinto a lasciare la sua terra, la Sicilia, per inseguire il “sogno”. L’ho incontrato in un mattino di inverno che è stato rischiarato dalle parole e dagli occhi di Danilo: un ragazzo che vive di passione, emozione e arte.

  • Buonasera Danilo. Inizio con il chiederti: come è nato l’amore per la recitazione e come ti definiresti?

Innanzitutto ringrazio per questa intervista resa possibile grazie a tuo fratello Giuseppe che mi ha dato modo oggi di poterti incontrare.

Chi sono? Io sono un attore trasformista. Sento dentro al cuore di avere questa missione: dare emozioni per emozionare le persone.

Mi è stata trasmessa questa passione anche da mio padre e credo che, forse, in un determinato modo ci si nasce e quindi questa è la mia natura. Definisco la natura come qualcosa di realmente più grande di noi e c’è qualcosa, un’energia, qualcosa di grande che dona ad ognuno di noi nella testa, nel cuore e nel corpo le capacità per arrivare a fare quello che facciamo.

  • Tu sei siciliano. È stato difficile trasferirti a Roma per inseguire il tuo sogno?

È stato molto difficile.

Ti racconto un episodio recente: qualche settimana fa mi trovavo a Catania, a casa mia, e stavo con mio padre, guardandolo leggevo nei suoi occhi quanto fosse orgoglioso di me, perché ora posso dire: ce l’ho fatta con soli €100 in tasca.

Ce l’ho fatta perché ci ho creduto, già solo riuscire a vivere a Roma per me è stata una sfida molto forte.  

Questi tre anni della mia vita li ho raccontati  in un libro che spero esca presto in cui il mio editor e correttore è il Dott Carmine Ardolino.

Il libro si chiamerà “Il mio cinema” e lì racconto i tre anni e mezzo dalla mia formazione, quindi dall’accademia e da quando ricevetti la borsa di studio, fino ad arrivare qui, all’oggi in cui ho diversi progetti che finalmente stanno iniziando a partire.

Ringrazio per questa bella Roma anche Salvio Simeoli ed Enrico Pittari che mi seguono costantemente in questo percorso.

Ph: Francesca Santangelo
  • “Il mio cinema” è come mi hai appena detto il tuo nuovo libro. Cosa troverà il lettore all’interno?

“Il mio cinema” è il mio primo e come spesso dico forse unico libro. In questo libro mi metto completamente a nudo; ho scelto come sempre di essere me stesso in tutto e per tutto.

Il libro inizia con la vittoria della borsa di studio che ricevetti al Cams studio’s di Catania, accademia in cui mi diplomai, ottenendo la borsa di studio. Ma come l’ottenni? Mi feci dare il numero della direttrice, la chiamai, e le dissi “io devo fare l’attore ma non ho soldi” e lei mi disse, cosa che ho anche scritto nel libro, “tu hai coraggio e io voglio vedere se questo coraggio corrisponde al tuo talento e quindi conosciamoci”, feci una settimana di prova dove i docenti mi esaminarono e dopo una settimana mi assegnarono la borsa di studio e da lì tutto nacque.

La cosa che mi emoziona di più è che nel libro scrivo anche quello che provo scrivendolo.

Graphic Designer: Emanuele Mazzone
  • Perché hai scelto di intitolarlo “Il mio cinema”?

Il libro è intitolato “Il mio cinema” per due motivi specifici: “Il mio cinema” è il titolo della tesi con cui mi diplomai e infatti ad un certo punto nel libro vi è l’inserimento dell’intera tesina che illustra tutti i passaggi da fare per la realizzazione di un film, dallo sviluppo/pre produzione fino alla distribuzione.

Il secondo motivo del titolo è dato dal chiedermi e con tutto me stesso dire cosa sono disposto a fare per il mio cinema, che è il mio grande sogno e quindi la mia missione di vita.

  • Ti sei dedicato non solo al cinema bensì anche al teatro, alla scrittura, alla video – arte. Prediligi uno di questi mezzi di espressione o tutti ti appartengono in ugual misura?

Parlare di scrittura è qualcosa che in parte mi fa molto male; questo perché scrissi “Eldaria il folletto delle montagne infinite” ed è un film che spero di vero cuore di riuscire a girare, nonostante sia stato molto illuso in merito  alla sua realizzazione. Questo, quindi, è un piccolo tasto dolente, in quanto il film è un altro mio grande sogno.

Ho molti sogni e ciò che mi spinge ad andare avanti è che realizzo ogni giorno sempre di più che se mi tolgono un sogno Dio me ne dà un altro: questo mi fa sorridere e mi dà forza.

Tutto nasce per un motivo che a volte neanche io riconosco.

La scrittura del libro “Il mio cinema” nacque quando mi recai a Napoli da Carmine e gli feci vedere la tesi con la quale mi diplomai, lui la trovò interessante e mi disse di scrivere la prefazione perché riteneva possibile farne un libro- studio, la prefazione che scrissi fu di 130 pagine esclusa la tesi quindi improvvisamente un libro, alla casa editrice a cui Carmine lo propose piacque molto e così iniziò questo progetto.

Per quanto riguarda il teatro penso una cosa molto importante: penso che mi infastidisco quando nel mondo non vince la meritocrazia e soprattutto il rispetto per il prossimo, quindi non dico di non amare il teatro, anzi penso fortemente che tutto nasca e parta da lì, però sento il rispetto nel dare spazio e libertà nei provini e negli spettacoli a chi più di me ama il teatro perché io amo il cinema.

Penso che sia giusto dare lo spazio di amare a chi ama.

Ph: Francesca Santangelo
  • Quindi hai deciso di non dedicarti assolutamente al teatro?

Quando accade che mi propongano qualcosa il rispetto per questa forma d’arte, che è il teatro, mi porta ovviamente a farlo.

Ad esempio nel gennaio dello scorso anno partecipai ad una rivisitazione del Moulin Rouge per la regia di Valentina Spampinato che mi diede l’opportunità di interpretare il duca, oppure lo stesso Carmine Ardolino, in questo momento mi ha coinvolto in un progetto che spero porteremo in scena ed è uno spettacolo teatrale su Oriana Fallaci dal titolo “Oriana sono io. L’eredità di Oriana Fallaci”.

Lo spettacolo racconta della sua biografia, di Oriana Fallaci come persona, come giornalista, come eroina e come donna che rispettava gli omosessuali, le donne e chiunque la pensasse diversamente. Io interpreto un giornalista che la ricorda per poi diventare lei in alcuni aspetti insieme alla brava collega attrice Rossella Pugliese.

  • C’è tra le esperienze fatte in ambito lavorativo qualcuna che ti ha segnato e che vuoi ricordare?

A me piace sempre parlare del passato.

Mi ricordo quando ad Oulx, nel gennaio del 2017, recitai in un film Enatreb a -15 gradi nudo. Questa è stata una grande esperienza in quanto entrai completamente in un mondo medieval fantasy, diventando realmente la persona che interpretavo: pensavo come quella persona, andavo a cavallo ogni giorno, ero diventato il personaggio.

Mi piace, inoltre, ricordare la collaborazione con Daniele Vicari nel film “Prima che la notte”, fino ad arrivare ad una delle ultime esperienze cioè quella con il cantautore Ultimo.

Per me è stato un vero piacere ed onore conoscere Emanuele Pisano, che è il regista di quasi tutti i video del cantante Utimo, ed ho avuto il piacere di partecipare al videoclip della canzone che ha presentato a Sanremo “I tuoi particolari”; nel video interpreto lo sposo. Spero di collaborare nuovamente con il regista.

Mi è piaciuta molto, anche, l’aria che si respirava sul set: ho riscontrato persone che come me vogliono bene a ciò che fanno.

  • Cosa consiglieresti a chi come te volesse inseguire lo stesso sogno?

Non sono una persona che ha consigli da dare, penso semplicemente che se una cosa si vuole col tempo si ha, al di là delle illusioni.

Oggi gli artisti fanno tutto troppo in fretta e questo è colpa del business. Io, invece, ho deciso di seguire un’altra strada, e quindi consiglio di fare tutto piano, di seguire sempre il sogno, di continuare a persistere, di accettare i no, di soffrire per i no che ci vengono dati perché ci fanno maturare e vuol dire che doveva andare in quella maniera, perché dopo un no c’è un sì che ci aspetta. Non fare tutto subito all’istante perché non porta da nessuna parte.

  • Hai già un prossimo progetto?

Si, c’è un progetto molto importante in preparazione. Il produttore esecutivo è un amico di vecchia data Federico Giannetto. Si tratta di un film corto. È un drammatico sociale.

Narra la storia di Hassan un immigrato arabo siriano che in Italia si ritroverà a lottare contro la xenofobia dell’essere umano. Il progetto è in questo momento in fase di scrittura tra le mani della sceneggiatrice americana Alison Hall. Più non posso dire.

  • Hai un sogno nel cassetto?

Si: ho promesso a mio padre di vincere un David di Donatello.

1 thought on “Intervista all’attore Danilo Arena: “ho promesso a mio padre di vincere un David di Donatello.”

  1. Che dire……Danilo l.ho visto crescere
    Confermo quanto detto sopra,è un ragazzo dai mille talenti,non sa solo recitare,sa fare molto di più…….
    Tempo al tempo e il David di Donatello sarà tuo
    Buona fortuna piccolo grande uomo
    Presto il tuo sogno diventerà realtà😘

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