Isola delle Femmine: a Palermo il progetto di Stefania Galegati diventa un’opera collettiva tra arte, desiderio e attivismo

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Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

C’è un’isola che da anni vive più nell’immaginazione che nella geografia. Un’isola osservata da lontano, desiderata, raccontata, simbolicamente reclamata. Con “Isola delle Femmine”, l’artista Stefania Galegati trasforma questo luogo reale al largo della costa palermitana in un dispositivo artistico e politico che intreccia femminismo, ecologia, comunità e pratiche partecipative.

Il progetto approda ora alla sua tappa più significativa: dal 28 maggio al 28 novembre 2026 l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva ospiterà la mostra conclusiva dell’opera, curata da Cristina Alga e realizzata grazie al sostegno dell’Italian Council. Al termine dell’esposizione, il lavoro entrerà nella collezione permanente della Civica Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Ma Isola delle Femmine non nasce come semplice mostra. È un processo aperto che prende forma nel 2017 da un’idea tanto concreta quanto utopica: acquistare collettivamente l’Isola delle Femmine — oggi riserva naturale privata — attraverso un crowdfunding internazionale promosso da donne e persone che si riconoscono nel femminile. Un gesto simbolico, certo, ma anche una riflessione radicale sul concetto di proprietà, cura e tutela del bene comune.

L’obiettivo dichiarato è “comprare l’isola per lasciarla in pace”. Un paradosso poetico che diventa il centro teorico dell’intero progetto: proteggere un luogo non occupandolo, ma sottraendolo alle logiche dello sfruttamento e del consumo.

Negli anni il progetto si è ampliato fino a diventare una rete internazionale di relazioni artistiche e sociali che collega Palermo ad altri “sud” del mondo. Grazie all’Italian Council, Galegati ha sviluppato il lavoro attraverso residenze e workshop tra Indonesia, Tanzania e Italia, costruendo un archivio vivente di pratiche collettive, attivismo femminile e immaginari condivisi.

A Java, presso Gudskul e Jatiwangi Art Factory, nasce il Manifesto infinito: un testo aperto e in continua trasformazione che prende forma su stendardi, terracotte e video. In Tanzania, tra Zanzibar e Dar Es Salaam, il progetto incontra comunità locali e cooperative femminili, imprimendo il manifesto su tessuti kanga tradizionali e aprendo nuove riflessioni sul rapporto tra isole, colonialismo e identità culturale.

La mostra palermitana restituisce ora la stratificazione di questo percorso attraverso un’installazione multimediale che comprende ologrammi, video, tessuti, ceramiche e interventi site-specific. Al centro resta sempre lei: l’isola. Presenza distante, quasi irreale, trasformata in immagine fantasma e simbolo collettivo.

Il progetto dialoga profondamente con la vocazione dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, centro culturale che negli ultimi anni si è affermato come uno degli spazi più interessanti in Italia per la sperimentazione tra arte contemporanea, ecologia e pratiche comunitarie. Ospitato nell’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo, il museo lavora infatti sulla memoria costiera, sulla rigenerazione urbana e sulla costruzione di nuove forme di partecipazione culturale.

Attorno alla mostra si svilupperà anche un ricco public program fatto di workshop, incontri e momenti collettivi che coinvolgeranno artisti, attivisti e comunità locali fino all’autunno 2026. Tra gli appuntamenti previsti, anche la prosecuzione della scrittura del Manifesto infinito nelle piccole isole siciliane e il convivio Our Sea of Islands, dedicato ai temi dell’artivismo e delle geografie post-esotiche.

Più che una mostra, Isola delle Femmine appare così come una pratica di immaginazione politica. Un’opera che usa il linguaggio dell’arte per interrogare il nostro rapporto con il territorio, la proprietà, il desiderio e la possibilità di costruire nuove forme di comunità.

INFO

Stefania Galegati

Isola delle Femmine

Progetto realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (13a edizione, 2024)

Promosso da

Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva

Partner di progetto

Gudskul Studi Kolektif Foundation, Jakarta (Indonesia)

Nafasi Art Space, Dar es Salaam (Tanzania)

Partner culturali

Fundacion TBA21, Madrid (Spagna)

Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, Palermo

Curatrice

Cristina Alga

Inaugurazione

giovedì 28 maggio ore 18.00

Date

28 maggio – 28 novembre 2026

Sede

Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva

Indirizzo

via Messina Marine 14, 90123 Palermo

Orari

da martedì a venerdì, 10 – 17 (ultimo ingresso ore 16)

sabato e domenica, 10 – 16 (ultimo ingresso ore 15)

Contatti

Tel. +39 371 4118612 / Tel. +39 091 6195136 (numero attivo da lunedì a venerdì, 10 – 17)

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