Milano Fashion Week 2026 – Oriental Fashion Show: tre visioni della couture tra Oman, Marocco e Turkmenistan

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Il 23 settembre, durante la Fashion Week milanese, l’Oriental Fashion Show ha portato nel cuore di Milano tre espressioni della couture contemporanea legate alla tradizione della Via della Seta: YOLAND dal Sultanato dell’Oman, RENA dal Marocco e Gowher Gouvernet dal Turkmenistan.

C’è una moda che non si limita a raccontare il presente, ma diventa custode di una storia. È quella portata a Milano dall’Oriental Fashion Show, la piattaforma internazionale fondata da Hind Joudar che da oltre vent’anni mette in dialogo alta moda, artigianato e patrimonio culturale.

Il 23 settembre 2026, in occasione della Milano Fashion Week, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci ha accolto una sfilata dedicata a tre realtà profondamente legate alle proprie origini: YOLAND, dal Sultanato dell’Oman, RENA, dal Marocco, e Gowher Pirkulyeva Gouvernet, dal Turkmenistan.

Tre percorsi differenti, tre identità culturali e un comune interesse per il rapporto tra tradizione e contemporaneità. È attraverso la couture che l’Oriental Fashion Show continua così a costruire un racconto internazionale nel quale il savoir-faire artigianale diventa una forma di espressione capace di attraversare i confini.

Oriental Fashion Show, la moda come dialogo tra culture

Fondato da Hind Joudar, l’Oriental Fashion Show è nato con l’obiettivo di valorizzare la couture orientale e favorire l’incontro tra culture attraverso la moda.

Nel corso della sua attività ha presentato oltre 200 designer provenienti da 50 Paesi, portando le loro creazioni in importanti capitali internazionali, da Parigi a Milano, da Marrakech a Dubai, fino a Baku e Istanbul.

La tappa milanese si inserisce in questo percorso con una selezione che guarda alla tradizione della Via della Seta non come a un patrimonio immobile, ma come a una fonte di ispirazione ancora capace di alimentare nuove visioni creative.

YOLAND: la tradizione dell’Oman incontra l’Abaya Haute Couture

Dal Sultanato dell’Oman arriva YOLAND, designer omanita e fondatrice della Yoland Fashion House, che porta sulla passerella milanese una collezione di Abaya Haute Couture.

Al centro della ricerca c’è uno dei capi più riconoscibili della tradizione femminile del Golfo e del Medio Oriente, reinterpretato attraverso una sensibilità contemporanea.

La collezione guarda in particolare al patrimonio artigianale del Dhofar, regione dell’Oman conosciuta per le proprie lavorazioni manuali, per la tradizione legata all’incenso e per la ricchezza dei motivi ornamentali.

Ricami, dettagli couture e lavorazioni artigianali diventano così gli elementi attraverso cui l’abaya si trasforma, mantenendo il legame con la propria origine ma aprendosi a una nuova interpretazione estetica.

Il risultato è un incontro tra identità, modernità e memoria, nel quale la couture diventa strumento per raccontare un territorio attraverso i suoi codici più riconoscibili.

RENA: il caftano marocchino tra heritage e contemporaneità

Dal Marocco arriva invece RENA, brand contemporaneo nato nei laboratori di Casablanca e profondamente radicato nell’artigianalità del Paese.

Il nome del brand si ispira a Renata, la maison de couture della madre della fondatrice, attiva da quarant’anni, ma richiama anche concetti come Renacimiento, Renaissance e Reconnection. Un insieme di significati che sintetizza la volontà di creare un ponte tra patrimonio e contemporaneità.

La prima collezione di RENA parte da uno dei simboli della moda marocchina: il caftano. Il capo viene reinterpretato attraverso un approccio più contemporaneo, versatile e personale, senza perdere il legame con la tradizione.

Particolarmente significativo è il processo produttivo: ogni creazione viene concepita individualmente a Casablanca e realizzata dalle mani di un unico maalem, il maestro artigiano custode del savoir-faire marocchino.

Il caftano diventa così un pezzo unico, sospeso tra moda e gioiello, nel quale il valore dell’artigianato è parte integrante dell’identità del capo.

Gowher Gouvernet: il patrimonio nomade del Turkmenistan

La terza protagonista della sfilata è Gowher Pirkulyyeva Gouvernet, designer turkmena e fondatrice dell’omonima maison, attiva tra Parigi e Ashgabat.

La sua formazione unisce Fashion Design a Parigi e Costume Design a San Pietroburgo. Oggi insegna presso FORMAMOD Paris e collabora con maison di alta moda francesi e internazionali.

Nel 2022 fonda la propria maison in Turkmenistan, con l’obiettivo di preservare e reinterpretare il patrimonio della tradizione nomade turkmena attraverso una prospettiva contemporanea.

La sua ricerca mette in dialogo il keshde, i ricami e gli ornamenti tradizionali con una costruzione sartoriale rigorosa, influenzata dalla formazione parigina. Oriente e Occidente convivono così all’interno di una stessa grammatica couture.

Il percorso di Gouvernet comprende inoltre esperienze nel mondo del costume e dello spettacolo e la partecipazione a importanti appuntamenti internazionali dedicati alla moda e alla cultura, tra cui l’Oriental Fashion Show e la Haute Couture Week di Parigi.

La Via della Seta raccontata attraverso la couture

La sfilata milanese dell’Oriental Fashion Show restituisce tre modi diversi di intendere il rapporto tra moda e patrimonio culturale.

L’Oman di YOLAND passa attraverso l’abaya e le lavorazioni del Dhofar; il Marocco di RENA attraversa il caftano e il savoir-faire dei maalem; il Turkmenistan di Gouvernet recupera invece ricami, ornamenti e codici della tradizione nomade.

Tre percorsi nei quali l’artigianato non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma diventa parte della costruzione identitaria della moda.

È proprio questa la direzione dell’Oriental Fashion Show: portare sulle passerelle internazionali realtà creative che custodiscono patrimoni differenti, creando attraverso la moda un terreno comune nel quale tradizione e contemporaneità possono incontrarsi.

A Milano, una delle capitali internazionali del fashion system, il viaggio lungo la Via della Seta si traduce così in un racconto fatto di tessuti, ricami, silhouette e gesti artigianali. Un racconto che attraversa Oman, Marocco e Turkmenistan e trova nella couture un linguaggio capace di preservare la memoria guardando, allo stesso tempo, al futuro.

Guarda il video dell’Oriental Fashion Show alla Milano Fashion Week 2026 e scopri da vicino le collezioni di YOLAND, RENA e Gowher Pirkulyeva Gouvernet.

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