Intervista a Veronica Vitale: “Inside the Outsider”, progetto visionario e futurista concreto.

Dal 9 novembre è in radio “World Travels”, il nuovo singolo di Veronica Vitale feat The Mad Stuntman Reel 2 Real (protagonista delle classifiche mondiali nel 2013 con il film “Madagascar” ed il brano “I Like to Move it”).  Il brano è tratto dal disco “Inside the Outsider” (Dino Vitola Editore Srl) che è disponibile dallo stesso giorno in tutti gli store digitali ed  è uscito anche nell’edizione speciale con il libro omonimo.

L’album racconta il viaggio dell’artista fino ai confini del mondo e l’incontro profondo con culture e popoli diversi, dal Mediterraneo al Pacifico e ritorno, su una tavolozza di sperimentazioni sonore che partono dal pop aprendosi poi a un mondo “liquido”.

  • Buonasera Veronica, è uscito da poco il tuo nuovo album “Inside the Outsider”. Come è stata la sua realizzazione? 

La mia storia corre al contrario, dall’Estero all’Italia e credimi quando ti dico, l’estero non è un ufficio esaudimento desideri. È stato un percorso lungo, come la poesia della croce. Ad oggi, userei due parole per “Inside the Outsider” e queste sono “progetto visionario” e “futurista concreto”. Ritengo sia un’impresa discografica per il territorio italiano oltre che rappresentare una bella storia per tutti coloro che hanno studiato musica, fatto gavetta e sacrificato tutto. Ho scelto il mio team da me e l’ho realizzato con le mie mani, contrariamente ad altri casi in cui 5 autori scrivono per 40 artisti e si sente. In Italia è da troppo tempo che non si percepisce  più “l’artigianato” nel disco, ma soltanto la monotonia di prodotti commerciali fatti in serie tutti uguali. Se si fosse lasciato un piccolo spiraglio per gli artisti veri credo che molti album sarebbero oggi proprio come il mio, ovvero, creato da chi conosce l’abc della musica e le basi e che segue il linguaggio del proprio tempo, avanzando verso il futuro ma ricordando il passato. La mia produzione è statunitense e completamente indipendente, oltre che artista sono anche uno dei principali executive producer a soli 29 anni. Ho investito personalmente in ogni dettaglio del mio sogno, e con soddisfazione mi accorgo che i nostri canoni sono alti.  Ti faccio un esempio, tutti i video di produzione 2018/2019 sono contrassegnati Red Digital Cinema in qualità 5K e 6K ed in Italia a malapena si vede qualche partita in 4K. Ne sono molto orgogliosa, come artista italiana, perchè ogni mia vittoria è soprattutto ITALIANA, e poi, in quanto donna perché abbiamo bisogno di Business Women con “le palle” nell’industria discografica.

  • C’è qualcosa che vorresti che l’ascoltatore recepisse ascoltando il disco?

Nel mio disco si nasconde un viaggio tra le stanze dell’anima. Il mio genere è liquido, e spazia da un genere all’altro con facilità, quindi ognuno può trovare il mondo che desidera. Ciò che altri chiamano contaminazioni, che poi però si perdono, non avendo una chiara identità, nel mio caso si definiscono in un genere. “Liquid” di musica elettronica ed acustica, insieme.

  • Il disco è uscito abbinato ad un libro. Come nasce il progetto del libro e cosa troverà il fruitore al suo interno?

E’ un Diario Di Bordo, un Manuale per l’artista di tutte le generazioni sulla lunga strada verso la Felicità. L’ho scritto raccogliendo frasi, regole e lezioni di vita che ho imparato nel mio viaggio ai confini del mondo. Fa da custodia al mio disco. Piuttosto che solo una raccolta di testi con il classico booklet, al prezzo del solo disco, l’ascoltatore può ricevere entrambi, volevo che l’ascoltatore potesse stringere qualcosa di vero a se’,  toccare la musica, e conoscere la mia storia così da poter raggiungermi a bordo e raccontarmi poi la sua.

  • Ciò che colpisce della tua storia personale è una vita che è segnata dall’incontro con culture e popoli diversi. Musica e viaggio vivono, per te, su linee parallele?

Il viaggio è un grande veicolo di cambiamento e trasformazione, cosi come la cultura. La musica è un linguaggio universale che insieme al mio passaporto mi ha permesso di parlare ad ogni nazione.

  • Hai dichiarato: “Il mio linguaggio difatti è liquido, come la società descritta da Zygmunt Bauman e richiede flessibilità, come onde, nel continuo alternarsi di soddisfazioni e delusioni, crisi e riprese. Il mio genere è Pop/Liquid Dubstep.” Cosa intendi per linguaggio liquido?

Pensa a due bicchieri d’acqua che si riempiono l’uno con l’altro, unendosi, ecco io faccio lo stesso con tutti i generi. Mondi diversi apparentemente opposti che si uniscono.  Ho sempre amato la metafora dell’acqua, perché è quell’elemento che anche  quando è intrappolato si scava la strada per tornare libera, anche attraverso la pietra. Io sono uno scienziato della musica.

  • L’album contiene collaborazioni importanti, quali: Leon Hendrix, la stella del funk Bootsy William Collins, l’American Idol Jess Lamb, Stelvio Cipriani, The Mad Stuntman, Boyd Grafmyre, molti altri ancora. Come è avvenuta la collaborazione con questi artisti?

Come molte cose nella mia vita, sono state portate dalla forza della corrente.

  • Cosa ti auguri per il futuro personalmente e lavorativamente?

La salute e la forza di continuare a combattere.

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