Rassegna stampa culturale in Italia e all’estero

Su Il Giornale di questa settimana nella pagina culturale possiamo trovare un articolo molto interessante di Giovanni Corato sul matrimonio fra tradizione musicale colta ed armonie del futuro; si parla del complesso Entanglement e della sfida del compositore Massimo Massimi. La tecnologia al servizio delle note, la contemporaneità che viaggia fra passato, presente e futuro.

Sempre in terza pagina Stefania Vitulli ci descrive l’esistenza dedicata e votata alla filosofia del pensatore bresciano Emanuele Severino scomparso lo scorso 17 gennaio.

Luigi Mascheroni, invece, ha preparato un ritratto su Fellini, l’italiano perfetto, analizzando quel cinema a immagine e somiglianza del regista che ha tanto amato la trasposizione della vita sul grande schermo.

Su Repubblica del 6 gennaio un articolo di Alessia Gallione fa un quadro chiaro del successo di Leonardo al Castello Sforzesco registrando la passione per l’estetica e per la poesia ad immagine della gente e dimostrando, una volta per tutte, che il motore del genio e la proposta culturale ben calibrata sono in grado di catalizzare l’attenzione dei visitatori e degli amanti dell’arte.

Sempre Repubblica si concentra, in un pezzo molto interessante, sulla riapertura prossima nel 2020 del gioiello gotico di San Francesco del Prato con la possibilità di ammirare da vicino il rosone a 16 raggi creato da Alberto da Verona nel 1462.

Voliamo in Francia dove i transalpini si occupano delle questioni di casa nostra, e lo fanno in questo caso giustamente. Più di 2000 chiusure in 5 anni hanno travolto le librerie italiane, territori dai quali dovrebbe moltiplicarsi la curiosità e la sete di sapere, immaginare, sognare ad occhi aperti. Paolo Ambrosini, presidente dell’associazione delle librerie italiane si è fatto portavoce del malcontento chiedendo allo Stato di intervenire con incisività.

Versante portoghese, su Diário de Notícias lo storico José Eduardo Franco ritiene che i portoghesi si sottovalutino nel contesto europeo, e questo stato psicologico potrebbe determinare frustrazione e disimpegno. Afferma infatti “nell’inno nazionale siamo eroi del mare invece che piccoli eroi della terra”.

Su El Pais Pedro Almodóvar spiega le parti da lui preferite di Dolor y gloria, dramma che approfondisce le sofferenze e la vita di un regista che vive di antiche glorie provate nella psiche e nel fisico oramai.

Su Il Giornale di qualche giorno fa, infine, Matteo Sacchi si è occupato del Leopardi dantista; si parla di un autografo molto importante.

In rete è possibile consultare le pagine culturali dei quotidiani, vera linfa per ripartire.

 

Immagine: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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