SeaWatch e SeaEye, in soccorso dei migranti c’è la street art di Cristina Donati Meyer

Negli ultimi giorni si è molto parlato dei 49 migranti partiti dall’Africa che, salvati nel Mediterraneo dalle navi di una ONG tedesca, Sea-Watch e Sea-Eye, sono stati bloccati per più di due settimane in mezzo al mare, ancora una volta tra l’indifferenza dei poteri politici europei.

Tuttavia, non ha tardato a farsi sentire l’indignazione di molti, oltre a quella dei sindaci di alcuni comuni italiani che si sono schierati contro la chiusura dei porti si è avvertito il dissenso del mondo dell’arte e della cultura, in particolare è da menzionare il nuovo intervento di street art dal titolo “Clandestini” dell’artista milanese Cristina Donati Meyer.

Nell’opera, su “un barcone alla deriva”, che si trova sul Naviglio Grande di milano, tra i clandestini africani si riconoscono alcuni volti noti come quelli di Sigmund Freud, Albert Einstein, Marc Chagall, Charlie Chaplin, Isabel Allende, Madonna e Lady Gaga; scienziati, artisti e personaggi pop di ieri e di oggi che sono stati a loro modo dei migranti, uomini e donne  che, partiti dai loro Paesi per trovare fortuna altrove, si sono distinti e hanno dato importanti contributi per l’umanità nel mondo della scienza, del cinema, dell’arte, della musica e della cultura.

Come si legge sul profilo Facebook dell’artista, con quest’opera, intende denunciare “l’immobilismo europeo” di fronte al dramma vissuto dai migranti. Mentre 49 esseri umani fuggono da condizioni di vita tragiche sperando in un futuro migliore “l’Europa, Malta e l’Italia stanno a guardare, rimbalzando il salvataggio e l’approdo a terra”.

I “Clandestini” della Donati Meyer inoltre vogliono ricordarci che “La storia delle migrazioni insegna che tra chi emigra vi sono anche cervelli eccezionali, personalità uniche e di spessore”.

In queste ore si sta lentamente arrivando ad un accordo tra 8 Stati membri dell’Ue (Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia) che hanno accettato di accogliere i migranti, tuttavia  non sembrano placati gli scontri tra i Paesi.

In una situazione di emergenza, bisognerebbe prima di tutto restare umani e non calpestare la dignità della vita umana solo per scopi politici.

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